Report: l’impatto del Covid-19 sulla popolazione siriana in Libano

Anche in un’emergenza mondiale, come quella del Coronavirus, chi è più vulnerabile rischia di pagare il prezzo più alto.

Le comunità rifugiate dalla Siria già prima soffrivano per deportazioni arbitrarie, precarietà dei campi profughi, repressione dei loro diritti civili e di cittadinanza, mancanza di notizie riguardo a familiari e amici scomparsi nelle carceri. In questo scenario il lockdown sta portando alla fame centinaia di famiglie e manca una risposta sufficientemente forte, presente e organizzata da parte della comunità internazionale

I corridoi umanitari sono sospesi, a causa della chiusura del traffico aereo e queste persone sono più sole che mai, a quasi dieci anni dall’inizio del conflitto nel loro paese di origine.

Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII ha prodotto un report riguardo la diffusione del Covid-19 sulla popolazione siriana in Libano col quale rinnova il proprio appello al Governo italiano, al Parlamento Europeo e alle Nazioni Unite, così come agli Stati membri, singole agenzie ONU e organizzazioni internazionali attualmente impegnate in Libano, per:

  • Stanziare dei fondi speciali per gestire la situazione di grave emergenza sanitaria ed economica in cui versano migliaia di profughi siriani, palestinesi e la stessa popolazione libanese, così da garantire misure necessarie per far fronte all’impatto sociale del Covid-19.

 

  • Sostenere l’amnistia generale e il rilascio immediato dei profughi imprigionati e detenuti illegalmente nelle carceri libanesi, estendendo questa richiesta al rilascio di tutti i prigionieri politici attualmente incarcerati in Siria.

 

  • Garantire che il governo libanese assicuri il rispetto delle condizioni prescritte dal diritto internazionale rispettando il principio di non respingimento (non- refoulement), come sancito dall’articolo 3 della convenzione contro la tortura, di cui il Libano è stato firmatario.

 

  • Dar sostegno alle organizzazioni della società civile libanese nel processo democratico e nella partecipazione civile e politica nonviolenta, riconoscendo il loro ruolo chiave nel garantire strutture di sostegno sociale e politico ai libanesi, siriani e palestinesi che vivono in Libano.

 

  • Condannare la normalizzazione delle relazioni internazionali con il governo siriano, fino a che un accordo politico sia raggiunto.

 

 

 

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