#9 Diario Europeo – Ventotene 2016

Il 22 agosto Renzi, Merkel e Hollande si sono dati appuntamento sull’isola di Ventotene per discutere dei destini dell’Unione in questa difficile fase storica segnata dalla Brexit (l’uscita del Regno Unito) e da tre, tra le altre, spinose questioni: la gestione dell’immigrazione, la sicurezza (in relazione al terrorismo) e la crisi economica dell’area europea.

L’incontro ha avuto ovviamente un forte significato simbolico legato all’isola che ha visto, nel 1941, il parto del famoso Manifesto europeista scritto dagli intellettuali antifascisti al confino: i tre leaders hanno voluto richiamare il senso profondo del progetto di Spinelli, Rossi e Colorni e riproporre, proprio in questo momento di crisi del processo di integrazione europea, le ragioni di quel sogno.

 

L’iniziativa ha suscitato consensi e critiche (sulle quali ci sembra interessante soffermarci maggiormente).

L’impegno preso dai tre capi di Stato o di governo per rilanciare l’integrazione è stato condiviso da chi ritiene che sia innanzitutto responsabilità dei Paesi più importanti, nonché fondatori dell’Unione, imprimere una nuova spinta propulsiva al disegno europeo.

Le critiche si sono incentrate invece sul fatto che l’incontro ha messo in luce la tendenza ad affidarsi al metodo intergovernativo invece che al metodo comunitario per raggiungere quell’ obiettivo.

 

Con metodo intergovernativo ci si riferisce al processo decisionale in cui la decisione ultima scaturisce dall’accordo tra singoli governi. Con metodo comunitario ci si riferisce al processo decisionale in cui la decisione ultima viene presa da un organo comunitario a cui i singoli Stati hanno ceduto parte della loro sovranità: questo organo (la Commissione ed il Parlamento europeo ad esempio) ha quindi una natura sovranazionale.

Ragionando in termini “europeisti e democratici”, le decisioni prese con il metodo intergovernativo risentono del peso che i singoli Stati hanno in seno all’organo che decide (gli Stati più forti peseranno di più); le decisioni prese con il metodo comunitario garantiscono maggiore democraticità e trasparenza.

 

Relativamente al rilancio dell’integrazione europea, i critici pensano che essa dovrebbe vedere come protagonista la Commissione guidata da Juncker e non i capi dei tre più importanti Stati europei; temono quindi che la Ue si stia trasformando da unione sovranazionale di Stati (secondo le speranze del Manifesto di Ventotene) in una semplice associazione di Stati, il tutto aggravato dal fatto che normalmente il controllo delle semplici associazioni di Stati viene giocoforza esercitato dallo Stato più potente.

A sostegno di questa preoccupazione si segnala l’intensa attività della Merkel: dopo l’incontro di lunedì a Ventotene, mercoledì ha incontrato i leaders dei Paesi baltici, giovedì e venerdì quelli del gruppo di Visegrad ed infine i capi di governo dei Paesi nordici. Sembra che l’incontro a 27 di Bratislava lo abbia preparato lei e non Tusk, presidente del Consiglio europeo, e Juncker, presidente della Commissione!

Naturalmente questo allontanamento dalla logica comunitaria è reso possibile dai Trattati istitutivi della Ue che non hanno affidato agli organismi comunitari la possibilità di decidere, in luogo dei governi, in molte questioni  strategiche.

 

Il paradosso è che l’azione di rilancio dell’Unione è assolutamente necessaria per contrastare le spinte nazionalistiche dei movimenti populisti ma invece di scegliere, almeno finora, la strada della creazione di un governo veramente sovranazionale  quindi “europeo”, si sceglie di affidarsi ad accordi intergovernativi che non possono non tenere conto dei diversi interessi nazionali. Ad una logica ferocemente nazionalista si risponde con una logica moderatamente nazionalista.

 

#1-Il ministro del Tesoro della Ue

 #2- Brexit e profughi

#3-Il rinato impero asburgico contro i migranti

#4-La disintegrazione dell’Unione europea

#5 – Frontiere e nazionalismi

#6- Bruxelles “cuore” d’Europa

# 7 – Profughi: la nostra ignavia da Evian a Bruxelles

#8 – Un manuale antiretorico dell’Unione europea

 

 

 

15/09/2016
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