
Non c’è alternativa al futuro – Boves 2026
La speranza è una necessità ontologica. La disperazione è una distorsione della speranza.
Senza un minimo di speranza non possiamo nemmeno iniziare la lotta; ma senza la lotta, la speranza, come bisogno ontologico, si trasforma in vana attesa. Non è però la speranza che da sola trasforma il mondo, ma non si può trasformare il mondo senza speranza.”
Paulo Freire, Pedagogia della speranza
In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze, crisi ambientali e profonde trasformazioni sociali e politiche, diventa sempre più importante creare spazi di formazione, confronto e costruzione collettiva.
Per questo, dal 15 al 19 luglio a Boves, città Medaglia d’Oro al Valor Militare e al Valor Civile per la Resistenza, si è tenuto l’annuale campo di Acmos e della rete We Care dedicato a chi è impegnato nei movimenti, nell’associazionismo, nel volontariato, nell’ambito dell’educazione, della cultura e della politica e più in generale nei percorsi di partecipazione democratica.
Il campo è stato un’occasione di formazione e confronto dedicata a chi, in forme diverse, è impegnato nella costruzione del cambiamento sociale. In una fase storica segnata da guerre, crescenti disuguaglianze, crisi ambientali e trasformazioni profonde delle democrazie contemporanee, abbiamo sentito la necessità di creare spazi in cui approfondire strumenti, pratiche e visioni dell’impegno civico e politico.
Attraverso il dialogo tra esperienze differenti e un confronto anche intergenerazionale, ci siamo interrogati sul rapporto tra movimenti, associazionismo, partecipazione civica, politica e istituzioni democratiche. Come si costruiscono oggi percorsi collettivi capaci di incidere sulla realtà? Come si promuove partecipazione in un contesto di crescente frammentazione e disaffezione? Come si tengono insieme radicalità e concretezza, visione e capacità di trasformazione, mobilitazione sociale e cambiamento delle politiche pubbliche?
Il campo è stato uno spazio in cui condividere domande, pratiche ed esperienze tra persone impegnate nel nostro movimento e in percorsi altri, nella convinzione che le sfide del presente richiedano nuove forme di collaborazione, elaborazione e azione collettiva. Non abbiamo cercato risposte definitive, ma siamo tornatə con strumenti di lettura della realtà e con un bagaglio di consapevolezza più pesante.