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Rete Ambiente e Clima: 10 proposte politiche

La Rete Ambiente e Clima – Torino, di cui siamo parte assieme a tante altre realtà del nostro territorio, ha consegnato alle istituzioni della città di Torino 10 proposte politiche a tema ecologico.
Ci siamo incontrati, abbiamo lavorato, ci siamo impegnati e abbiamo studiato cercando di capire come poter sostenere la nostra città in una trasformazione che ormai tutti vogliamo: una società sostenibile!
Continueremo a farci sentire cercando di orientare le scelte politiche verso una città attenta all’ambiente.

 

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Il futuro della scuola italiana: intervista ad Anna Ascani

Quale futuro si immagina per la scuola italiana? È una domanda che in molti si pongono in questo periodo, dopo il lockdown dovuto dalla diffusione del corona virus. L’istruzione in Italia ha dovuto trovare risposte a scenari inimmaginabili fino a pochi fa, per garantire il percorso di apprendimento. Ma cosa ci aspetta a settembre e cosa si è fatto in questi mesi di pausa per intervenire sul piano della sicurezza degli edifici scolastici? E poi, come si sta immaginando la riapertura a settembre e come può la scuola ritornare a essere luogo di socialità e palestra di cittadinanza? Abbiamo posto alcune domande ad Anna Ascani, Viceministro all’Istruzione, per comprendere al meglio il punto del Governo.

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Il nostro anno sociale: il racconto del nostro impegno!

Ecco il racconto del nostro  Anno Sociale 2019/2020 .

Un anno complesso, che ci ha visto impegnati sia prima dell’emergenza del coronavirus , che dopo; provare insieme di rispondere ai nostri bisogni abbiamo provato, con energie e lavoro, a cambiare quella che è la nostra realtà e il nostro territorio, vivendolo, incontrando, sperimentando e, soprattutto, standoci vicini. Un rilancio al futuro che vogliamo!

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Se vince la Mafia. Il nuovo libro di Davide Mattiello

Italia, 2112

La mafia era al governo del Paese.

Comincia con queste parole “Se vince la mafia”, il nuovo libro di Davide Mattiello, edito da Einaudi ragazzi.

Il libro è ambientato in un futuro non troppo lontano, in cui la criminalità organizzata ha preso il potere in Italia. Tutto era iniziato circa vent’anni prima, senza che la popolazione protestasse troppo: di fronte alla prospettiva del caos e dell’incertezza, gli italiani avevano preferito la promessa dell’ordine. I pochi che avevano protestato erano stati incarcerati.

Proprio in un carcere di massima sicurezza si svolge l’intera storia, che narra l’incontro tra Johnny Spargo, un giovane ignaro del motivo della sua incarcerazione e Alfredo Ranucci, un anziano giudice che si era opposto al nuovo ordine costituito.

“Quando la mafia aveva preso il potere, il modo di organizzare la società era profondamente cambiato, e di conseguenza le leggi. Principi che sembravano intoccabili si erano sciolti come neve al sole. Per esempio: non uccidere!” si legge nel libro. Come era potuto accadere tutto questo? La risposta si trova qualche pagina dopo: “Le cose nella vita e nella storia non vanno mai come ci si aspetta che debbano andare: la Storia non si fa come si fa quando si dipinge un quadro, si fa piuttosto come si attraversa un bosco di notte mentre piove.”

I due protagonisti vivono un’intensa esperienza di prigionia insieme e il giudice racconta al ragazzo come era organizzato il mondo di prima, quando vigeva il codice penale e non ancora il codice d’onore.

“Se vince la mafia” è una storia di umanità e resistenza, in cui la mafia ha, infine, trionfato. Ma i presupposti affinchè ciò avvenisse c’erano già tutti, ben prima che che prendesse il potere. Se stiamo attenti, possiamo leggere alcuni campanelli di allarme già nella nostra società, che ha sì gli anticorpi giuridici e culturali per resistere, ma non possiamo pensare che le nostre libertà siano date per scontate per sempre. Il libro è, dunque, un avvertimento e un segnale di speranza: se facciamo memoria degli uomini e delle donne che si sono battuti per una società migliore e ci impegniamo per coltivare quegli stessi ideali di giustizia e di pace, allora non è mai troppo tardi per rimettere le cose a posto e ribellarci.

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Assemblea Soci di Acmos: aperte le adesioni

Carissimi Soci, non possiamo rinunciare all’Assemblea del nostro movimento. Sarà strutturata in modo diverso, perché sarà necessario iscriversi per confermare la presenza e cambierà luogo.


Vi aspettiamo SABATO 27 GIUGNO 2020 ORE 9.30
FABBRICA DELLE “E” – CORSO TRAPANI 95, TORINO
Con all’Ordine del Giorno:

– Acmos 2019/20: restituzione e bilancio di un anno di attività

– Proclamazione Nuovi soci Ordinari

– Modifica del Collegio dei Sindaci

– Varie ed eventuali

Come da disposizioni governative l’approvazione Bilancio Economico 2019 è rimandata all’assemblea soci di settembre 2020.


Modalità di iscrizione:

Chiediamo a tutti i soci onorari ed ordinari di iscriversi all’assemblea compilando questo form

Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 18 di lunedì 22/06/2020

A causa delle restrizioni legate all’epidemia di Covid-19 la partecipazione alla giornata sarà garantita in due modi:

  • estrazione a sorte degli iscritti al form fino a copertura dei posti in presenza (sono esclusi dall’estrazione i membri della presidenza, del Consiglio direttivo e i nuovi soci);

  • diretta streaming dell’assemblea per tutti quelli che non potranno essere presenti;

Infine, ricordiamo a tutti di mettersi in regola con il tesseramento 2019 contattando l’amministrazione.

Per ulteriori informazioni:

011.2386330 – amministrazione@acmos.net

Il Presidente

Diego Montemagno

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Il Dilemma del Porcospino

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

 

 

Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l’uno verso l’altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l’uno lontano dall’altro. La distanza media, che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere.

 

 

Questo lavoro è stato preparato dal Doctor Gec, uno dei Gec che animano il movimento di Acmos.

 

Quest’anno tutto il movimento ha ragionato di felicità individuale e felicità pubblica. Come possiamo costruire una società che permetta a ognuno di raggiungere la propria felicità?

 

Se vuoi condividere con noi le tue riflessioni scrivici a mauro.beano@acmos.net

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Acqua Pubblica: Perché difendere un utile privato quando può diventare un bene comune?

Già in precedenza avevamo intervistato Mariangela Rosolen, Presidente del Comitato Acqua Pubblica Torino, dopo l’impegno del Comune di Torino a velocizzare le pratiche per la trasformazione di Smat da Azienda di Diritto Privato, in AZIENDA SPECIALE CONSORTILE, ente strumentale della Pubblica Amministrazione, al fine di trasformare la gestione dell’acqua da produttore di utili all’investitore, quindi, al privato, in una realtà di diritto comune, trasparenza e democraticità.

Il 5 e il 12 giugno 2020 l’Assemblea dei Comuni soci SMAT è convocata allo Stadio Olimpico di Torino per decidere se rispettare finalmente la volontà popolare e avviare la trasformazione.

Diversi sono stati gli incontri organizzati dal Comitato, volti ad approfondire e comprendere che cosa significhi questa trasformazione.

Sergio D’Angelo, Legale Rappresentante di ABC Napoli, ci ha raccontato l’esperienza napoletana di trasformazione del servizio idrico, i risultati di questo percorso, le difficoltà incontrate ma soprattutto il risvolto positivo e i miglioramenti del servizio.

Nonostante l’invito a partecipare all’incontro da parte del Comitato Acqua Pubblica Torino, organizzatore del dialogo, i rappresentanti di Smat non hanno partecipato.

Voleva essere un modo per sviluppare il confronto e il dialogo.

Qui il link per poter rivedere l’incontro con Sergio D’Angelo → https://bit.ly/36OfgYV

Il verbale di convocazione dell’Assemblea dei Soci SMAT contiene informazioni ai Soci scorrette, distorte e addirittura non vere, tali da orientare in modo fuorviante il loro voto nell’Assemblea, quando dovranno decidere se sviluppare il percorso di trasformazione di SMAT S.p.A. in Azienda Speciale Consortile.

Il comitato ha quindi voluto smentire ogni falsità. → https://bit.ly/2Y3xHoD

Spieghiamo meglio che cosa voglia dire trasformare un’azienda da Società Per Azioni ad una Consortile.

Cerchiamo di spiegare perché è la scelta giusta.

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Maggio: mese Europeo dell’Abitare Collaborativo!

L’Ambito D.A.I. da anni sceglie di viaggiare a Maggio, mese Europeo dell’Abitare Collaborativo.
Quest’anno, purtroppo, vista la situazione dovuta all’ emergenza COVID19, abbiamo voluto chiederci che cosa volesse dire per noi abitare.
Eccovi la risposta delle nostre comunità Filo Continuo, Comunità Sorgente, Comunità dei Tessitori, Cascina Caccia e Buena Vista social housing!

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20 anni: per non dimenticare il G8 di Genova

Sosteniamo il progetto dell’amico Alessio Di Modica perché l’arte è una fondamentale dimensione della coscienza collettiva e in questo caso diventa uno strumento prezioso di memoria sui fatti di Genova. Quello che accadde quasi 20 fa, insieme all’attentato alle Torri Gemelle di poco successivo, ci ha fatto capire che il nuovo secolo del nuovo millennio avrebbe avuto ben poco di nuovo e che la guerra sarebbe stata ancora la sintassi della storia. Non ci siamo arresi, non ci arrenderemo mai.

Questa raccolta fondi serve a rimettere in circolazione uno spettacolo che racconta un grande sogno: nel luglio del 2001 quattro ragazzi partono dalla Sicilia, da uno dei territori più industrializzati d’Europa. La lotta all’inquinamento, respirare veleno ogni giorno e la devastazione del loro territorio, li spinge sin da giovanissimi all’ impegno, alla coscienza civile. Partono per unirsi a centinaia di migliaia di persone a Genova, ognuno con la sua lotta nel proprio territorio e tutti insieme a manifestare pacificamente contro gli 8 potenti del mondo. La città sembrava in preda a un’occupazione militare, da allora il termine zona rossa cominciò a diventare familiare. In quei giorni si infranse il sogno di una generazione che stava lavorando concretamente per costruire un mondo a misura d’essere umano, lì su quelle strade qualcuno perse pure la vita.

Per info e donazioni,  clicca qui

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Stella Popolare e Villaggio che cresce in supporto a famiglie e bambini

In questo periodo di lockdown, a partire da marzo le associazioni LVIA e ACMOS, con il supporto di Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, hanno intrapreso nuove attività per rispondere alle difficoltà emerse in due quartieri di Torino con problematiche di emarginazione e povertà.

Le associazioni sono impegnate dal 2017 nell’area dell’ex Moi e dal 2019 nel quartiere Barriera di Milano, con i progetti “Villaggio che Cresce” e “Stella Popolare”, finanziati dalla stessa Fondazione. In queste aree di povertà ed emarginazione diffuse, diversi minori affrontano l’impegno scolastico con difficoltà a causa delle lacune linguistiche e, in generale, dell’oggettiva difficoltà che riscontrano le famiglie nell’accompagnare i figli nel percorso didattico.

Gli animatori attivi sul campo hanno guadagnato la fiducia degli abitanti dei quartieri. Prima del lockdown, molte famiglie facevano partecipare i propri figli alle attività: bambini e ragazzi erano seguiti nello svolgimento dei compiti e partecipavano alle attività educative proposte, con cui si costruivano relazioni sane e si trascorrevano pomeriggi divertenti e di apprendimento.

A seguito del lockdown, a partire da marzo è stato necessario convertire le attività sulla base del nuovo contesto. Oggi, 115 minori e 74 nuclei familiari sono sostenuti attraverso le attività di:

  • Sostegno alla didattica a distanza: supporto scolastico individuale per ogni bambino e ragazzo; sostegno a famiglie e scuole per facilitare le nuove modalità di didattiche.

  • Educativa in video: giochi per passare il tempo a casa e sentirci meno soli; attività educative per esplorare i vissuti emotivi dei bambini e poterli esprimere; letture in video settimanali.

  • Video di supporto alle famiglie di origine straniera: video informativi tradotti in diverse lingue sul funzionamento della didattica a distanza.

ACMOS ed LVIA rilevano che le difficoltà di seguire la didattica a distanza sono notevoli. «Alcune famiglie posseggono solo un cellulare e la connessione non è sufficiente. Tanti genitori non riescono ad utilizzare i nuovi strumenti informatici richiesti dalla didattica e i più piccoli possono eventualmente fare affidamento solo sul fratello o la sorella maggiore» sottolinea Luisa Pignata di Acmos e «del resto, affrontare la povertà significa anche far emergere il potenziale delle persone, innescando processi di autoconsapevolezza, restituendo valore alle competenze esistenti e ricercando nuove forme di emancipazione» conclude Francesco Miacola di LVIA. Con questo approccio, le associazioni hanno avviato una presenza a distanza per continuare a prendersi cura, ora ancora di più, di chi non ce la fa perché parte da situazioni di svantaggio.

La Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi ha recentemente donato 30 tablet che sono stati distribuiti alle famiglie con maggiori difficoltà di gestione della didattica a distanza, numero di figli, scarsità di dispositivi e connessione scarsa o assente. Inoltre è stata effettuata una segnalazione alla Protezione Civile di 12 nuclei familiari la cui situazione economica è diventata critica, al fine di far ricevere loro il giusto supporto dalle autorità pubbliche (pacchi viveri, buoni spesa… ecc).

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Progetto PRIME, ce ne parla Bruno!

Bisogna agire in fretta per inserire i temi ambientali nell’agenda politica Europea e mondiale. Tra le azioni che portiamo avanti, insieme a Benvenuti in Italia, c’è il progetto PRIME: processi e prodotti di chimica verde. Finanziato dalla Regione Piemonte e coordinato da NOVAMONT, il progetto PRIME ha l’obiettivo di studiare e dimostrare processi avanzati di chimica verde in bio raffinerie capaci di trasformare materie prime rinnovabili e scarti in bioprodotti e biomateriali. Altre sperimentazioni saranno possibili grazie alla collaborazione con l’azienda agricola “La Bellotta”, dove rilanceremo la coltivazione di canapa come pianta dai mille usi, e “La Collinella farm”. Per il futuro auspichiamo di costruire un’azienda agricola che avrà sede in Cascina Arzilla, simbolo del nostro impegno contro il caporalato e testimonianza viva di un’economia disarmante e rispettosa dell’ambiente e degli esseri umani.

Di tutto questo ci parla il nostro Bruno Iannaccone.

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Quando #restareacasa non è possibile: lettera al Comune di Torino

Una lettera aperta rivolta al Comune di Torino per chiedere provvedimenti immediati a sostegno delle 96 persone in uscita dal progetto Emergenza freddo del Comune di Torino e che da giorni sono costrette a vivere in strada, accampati in vari luoghi della città. A scriverla, un cartello di associazioni (tra cui anche il Gruppo Abele e Libera Piemonte) ed esponenti del mondo della società civile torinese e piemontese. Le adesioni sono ancora possibili scrivendo a: info@eufemia.it

 

Quando #restareacasa non è possibile – lettera aperta al Comune di Torino

Ogni anno la città di Torino, con Croce Rossa Italiana e Protezione Civile, allestisce un campo nell’ambito del “Piano di Inclusione Sociale» – area 5 (azioni ed interventi di rete per l’inclusione sociale dei cittadini in condizioni di marginalità estrema). Quest’anno lo smantellamento, previsto per il 31 marzo, è stato prorogato per far fronte all’emergenza sanitaria COVID-19 sino al 3 maggio, scadenza fissata dal DPCM del 10 aprile 2020. In questi mesi le persone senza dimora hanno ricevuto ospitalità notturna in container di lamiera. Ogni modulo ospitava fino a 4 persone che, il mattino seguente, erano costrette ad abbandonare il campo per farvi ritorno la sera.

 

 

Nonostante l’effettivo sgombero fosse stato pianificato con largo anticipo, nessun preavviso è stato dato alle persone (96 uomini, 12 donne e altre 30 persone lasciate in un tendone della Protezione Civile in quanto le domande erano superiori  ai posti disponibili). Sin dal mattino del 4 maggio, gli ospiti si sono ritrovati in strada senza alcuna alternativa. Alcuni sono rimasti nel giardino adiacente al campo, altri hanno autonomamente deciso di raggiungere piazza Palazzo di Città, dove tuttora trovano riparo.

 

 

La vicesindaca Sonia Schellino, in una nota pubblicata il 4 maggio, ha affermato il potenziamento del sistema di accoglienza della Divisione Servizi Sociali. Per quanto sia vera la convenzione con strutture esterne e l’ampliamento dei posti (25 ulteriori), l’accesso alle strutture (ove possibile) è maggiormente monitorato e vincolato ad un tampone negativo a garanzia della salute sia degli ospiti che degli operatori già presenti nei dormitori. In assenza di sintomi e con la scarsa dotazione di tamponi della Regione Piemonte risulta alquanto inverosimile l’inserimento nelle graduatorie.

 

 

Al momento il sostegno fornito dall’amministrazione pubblica alle persone accampate sotto i portici di Piazza Palazzo di Città e in Piazza d’Armi è del tutto inadeguato e insufficiente: i pochi aiuti alimentari ricevuti sinora sono frutto della solidarietà di movimenti, singoli cittadini e organizzazioni del terzo settore. Le condizioni igieniche si aggravano quotidianamente, considerato inoltre che i bagni degli esercizi commerciali non sono agibili, né sono stati aperti i bagni pubblici in prossimità.

 

 

Nonostante il comunicato dell’Ordine dei Medici sul grave rischio sanitario, l’amministrazione comunale non ha ancora dichiarato come intende trovare tempestivamente una soluzione per chiunque viva in strada.

 

Alla luce di queste premesse:

 

 

Chiediamo che il Comune di Torino si faccia carico della situazione sopra descritta, offrendo una soluzione abitativa almeno fino al termine dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Chiediamo inoltre che da subito si proceda alla riapertura dei bagni pubblici per permettere alle persone senza dimora di usufruirne.

Chiediamo che sia affrontata la necessità di accesso al cibo, allargando alle persone in strada il servizio offerto nei dormitori pubblici.

Per ulteriori adesioni scrivere a info@eufemia.eu

 

 

Primi firmatari: APS Eufemia | Il Gusto del Mondo | Food not Bombs – Torino | greenTO | Unione Culturale “Franco Antonicielli” | Legambiente metropolitano Torino | Carovane Migranti | Rete O.N.G. | Associazione Magazzino sul Po | Amnesty International Piemonte e Valle d’Aosta | Acmos| ARCI Comitato Territoriale Torino | Shamrock Inn | Sezione ANPI “A.Alasia” di Villastellone | ASGI Piemonte | APS Panafricando | Comitato Mamme in piazza per la Libertà di dissenso | UISP Comitato Torino | Associazione Gruppo Abele Onlus | Sezione ANPI “68 Martiri” di Grugliasco | Circolo Archi Primo Maggio – Nichelino | Tavolo culturale Borgo Vittoria | Tavolo Barca e Bertolla | Eco dalle Città | Cooperativa La Rondine | Gruppo compagni Bodoni | Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie – Coordinamento Piemonte | Co.Mu.Net. Officine Corsare | Santourin | ACEP – Associazione comunità eritrei in Piemonte | Stelo ONLUS | SPIGA – Forno Sociale

E inoltre: Livio Pepino – magistrato | Alessandra Algostino – prof.ssa ordinaria di Diritto Costituzionale | Francesco Pallante – professore associato di Diritto Costituzionale | Ugo Mattei – giurista e accademico | Guido Montanari – ex vicesindaco e docente presso il Politecnico di Torino | Fredo Olivero – ex direttore dell’Ufficio Pastorale Migranti | e altri…

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Europe On Air

30 ospiti, 10 incontri, 8 realtà e una data: il 9 maggio, Festa dell’Europa. È da qui che vogliamo ripartire. Con un’Unione Europea impegnata nella difficile e delicata gestione di questo momento storico, proprio nel giorno della sua celebrazione abbiamo deciso di tornare a riflettere sui temi che riteniamo fondamentali nell’Europa di oggi. Per questo nasce la rassegna “Europe On Air”: per dialogare, confrontarsi, dibattere. Questo aprile, per il progetto “Meridiano d’Europa”, saremmo dovuti essere a Lubiana insieme a 400 ragazzi da tutta Italia, per conoscere e sperimentare l’Europa tramite il viaggio e l’incontro con nuove realtà. Gli eventi non ce l’hanno permesso. Ma proprio per questo abbiamo deciso di vivere la crisi come opportunità e dedicare questo futuro mese al confronto critico, costruendo dalle nostre case un grande dialogo virtuale a più voci. In questi giorni dunque la rete nazionale WeCare con le sue realtà si è messa in contatto con tanti esperti di tutta Italia all’interno di 30 incontri, ognuno con un focus differente. Di cosa parliamo? Fragilità, punti di forza, prospettive, valori e sfide per un’Europa migliore. Lunedì 11 maggio pubblicheremo la prima puntata, segui la pagina del Meridiano d’Europa

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