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Maggio: mese Europeo dell’Abitare Collaborativo!

L’Ambito D.A.I. da anni sceglie di viaggiare a Maggio, mese Europeo dell’Abitare Collaborativo.
Quest’anno, purtroppo, vista la situazione dovuta all’ emergenza COVID19, abbiamo voluto chiederci che cosa volesse dire per noi abitare.
Eccovi la risposta delle nostre comunità Filo Continuo, Comunità Sorgente, Comunità dei Tessitori, Cascina Caccia e Buena Vista social housing!

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Europe On Air

30 ospiti, 10 incontri, 8 realtà e una data: il 9 maggio, Festa dell’Europa. È da qui che vogliamo ripartire. Con un’Unione Europea impegnata nella difficile e delicata gestione di questo momento storico, proprio nel giorno della sua celebrazione abbiamo deciso di tornare a riflettere sui temi che riteniamo fondamentali nell’Europa di oggi. Per questo nasce la rassegna “Europe On Air”: per dialogare, confrontarsi, dibattere. Questo aprile, per il progetto “Meridiano d’Europa”, saremmo dovuti essere a Lubiana insieme a 400 ragazzi da tutta Italia, per conoscere e sperimentare l’Europa tramite il viaggio e l’incontro con nuove realtà. Gli eventi non ce l’hanno permesso. Ma proprio per questo abbiamo deciso di vivere la crisi come opportunità e dedicare questo futuro mese al confronto critico, costruendo dalle nostre case un grande dialogo virtuale a più voci. In questi giorni dunque la rete nazionale WeCare con le sue realtà si è messa in contatto con tanti esperti di tutta Italia all’interno di 30 incontri, ognuno con un focus differente. Di cosa parliamo? Fragilità, punti di forza, prospettive, valori e sfide per un’Europa migliore. Lunedì 11 maggio pubblicheremo la prima puntata, segui la pagina del Meridiano d’Europa

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20 anni: per non dimenticare il G8 di Genova

Sosteniamo il progetto dell’amico Alessio Di Modica perché l’arte è una fondamentale dimensione della coscienza collettiva e in questo caso diventa uno strumento prezioso di memoria sui fatti di Genova. Quello che accadde quasi 20 fa, insieme all’attentato alle Torri Gemelle di poco successivo, ci ha fatto capire che il nuovo secolo del nuovo millennio avrebbe avuto ben poco di nuovo e che la guerra sarebbe stata ancora la sintassi della storia. Non ci siamo arresi, non ci arrenderemo mai.

Questa raccolta fondi serve a rimettere in circolazione uno spettacolo che racconta un grande sogno: nel luglio del 2001 quattro ragazzi partono dalla Sicilia, da uno dei territori più industrializzati d’Europa. La lotta all’inquinamento, respirare veleno ogni giorno e la devastazione del loro territorio, li spinge sin da giovanissimi all’ impegno, alla coscienza civile. Partono per unirsi a centinaia di migliaia di persone a Genova, ognuno con la sua lotta nel proprio territorio e tutti insieme a manifestare pacificamente contro gli 8 potenti del mondo. La città sembrava in preda a un’occupazione militare, da allora il termine zona rossa cominciò a diventare familiare. In quei giorni si infranse il sogno di una generazione che stava lavorando concretamente per costruire un mondo a misura d’essere umano, lì su quelle strade qualcuno perse pure la vita.

Per info e donazioni,  clicca qui

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Stella Popolare e Villaggio che cresce in supporto a famiglie e bambini

In questo periodo di lockdown, a partire da marzo le associazioni LVIA e ACMOS, con il supporto di Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, hanno intrapreso nuove attività per rispondere alle difficoltà emerse in due quartieri di Torino con problematiche di emarginazione e povertà.

Le associazioni sono impegnate dal 2017 nell’area dell’ex Moi e dal 2019 nel quartiere Barriera di Milano, con i progetti “Villaggio che Cresce” e “Stella Popolare”, finanziati dalla stessa Fondazione. In queste aree di povertà ed emarginazione diffuse, diversi minori affrontano l’impegno scolastico con difficoltà a causa delle lacune linguistiche e, in generale, dell’oggettiva difficoltà che riscontrano le famiglie nell’accompagnare i figli nel percorso didattico.

Gli animatori attivi sul campo hanno guadagnato la fiducia degli abitanti dei quartieri. Prima del lockdown, molte famiglie facevano partecipare i propri figli alle attività: bambini e ragazzi erano seguiti nello svolgimento dei compiti e partecipavano alle attività educative proposte, con cui si costruivano relazioni sane e si trascorrevano pomeriggi divertenti e di apprendimento.

A seguito del lockdown, a partire da marzo è stato necessario convertire le attività sulla base del nuovo contesto. Oggi, 115 minori e 74 nuclei familiari sono sostenuti attraverso le attività di:

  • Sostegno alla didattica a distanza: supporto scolastico individuale per ogni bambino e ragazzo; sostegno a famiglie e scuole per facilitare le nuove modalità di didattiche.

  • Educativa in video: giochi per passare il tempo a casa e sentirci meno soli; attività educative per esplorare i vissuti emotivi dei bambini e poterli esprimere; letture in video settimanali.

  • Video di supporto alle famiglie di origine straniera: video informativi tradotti in diverse lingue sul funzionamento della didattica a distanza.

ACMOS ed LVIA rilevano che le difficoltà di seguire la didattica a distanza sono notevoli. «Alcune famiglie posseggono solo un cellulare e la connessione non è sufficiente. Tanti genitori non riescono ad utilizzare i nuovi strumenti informatici richiesti dalla didattica e i più piccoli possono eventualmente fare affidamento solo sul fratello o la sorella maggiore» sottolinea Luisa Pignata di Acmos e «del resto, affrontare la povertà significa anche far emergere il potenziale delle persone, innescando processi di autoconsapevolezza, restituendo valore alle competenze esistenti e ricercando nuove forme di emancipazione» conclude Francesco Miacola di LVIA. Con questo approccio, le associazioni hanno avviato una presenza a distanza per continuare a prendersi cura, ora ancora di più, di chi non ce la fa perché parte da situazioni di svantaggio.

La Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi ha recentemente donato 30 tablet che sono stati distribuiti alle famiglie con maggiori difficoltà di gestione della didattica a distanza, numero di figli, scarsità di dispositivi e connessione scarsa o assente. Inoltre è stata effettuata una segnalazione alla Protezione Civile di 12 nuclei familiari la cui situazione economica è diventata critica, al fine di far ricevere loro il giusto supporto dalle autorità pubbliche (pacchi viveri, buoni spesa… ecc).

Segui Stella Popolare e Villaggio che Cresce su Facebook.

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Progetto PRIME, ce ne parla Bruno!

Bisogna agire in fretta per inserire i temi ambientali nell’agenda politica Europea e mondiale. Tra le azioni che portiamo avanti, insieme a Benvenuti in Italia, c’è il progetto PRIME: processi e prodotti di chimica verde. Finanziato dalla Regione Piemonte e coordinato da NOVAMONT, il progetto PRIME ha l’obiettivo di studiare e dimostrare processi avanzati di chimica verde in bio raffinerie capaci di trasformare materie prime rinnovabili e scarti in bioprodotti e biomateriali. Altre sperimentazioni saranno possibili grazie alla collaborazione con l’azienda agricola “La Bellotta”, dove rilanceremo la coltivazione di canapa come pianta dai mille usi, e “La Collinella farm”. Per il futuro auspichiamo di costruire un’azienda agricola che avrà sede in Cascina Arzilla, simbolo del nostro impegno contro il caporalato e testimonianza viva di un’economia disarmante e rispettosa dell’ambiente e degli esseri umani.

Di tutto questo ci parla il nostro Bruno Iannaccone.

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Quando #restareacasa non è possibile: lettera al Comune di Torino

Una lettera aperta rivolta al Comune di Torino per chiedere provvedimenti immediati a sostegno delle 96 persone in uscita dal progetto Emergenza freddo del Comune di Torino e che da giorni sono costrette a vivere in strada, accampati in vari luoghi della città. A scriverla, un cartello di associazioni (tra cui anche il Gruppo Abele e Libera Piemonte) ed esponenti del mondo della società civile torinese e piemontese. Le adesioni sono ancora possibili scrivendo a: info@eufemia.it

 

Quando #restareacasa non è possibile – lettera aperta al Comune di Torino

Ogni anno la città di Torino, con Croce Rossa Italiana e Protezione Civile, allestisce un campo nell’ambito del “Piano di Inclusione Sociale» – area 5 (azioni ed interventi di rete per l’inclusione sociale dei cittadini in condizioni di marginalità estrema). Quest’anno lo smantellamento, previsto per il 31 marzo, è stato prorogato per far fronte all’emergenza sanitaria COVID-19 sino al 3 maggio, scadenza fissata dal DPCM del 10 aprile 2020. In questi mesi le persone senza dimora hanno ricevuto ospitalità notturna in container di lamiera. Ogni modulo ospitava fino a 4 persone che, il mattino seguente, erano costrette ad abbandonare il campo per farvi ritorno la sera.

 

 

Nonostante l’effettivo sgombero fosse stato pianificato con largo anticipo, nessun preavviso è stato dato alle persone (96 uomini, 12 donne e altre 30 persone lasciate in un tendone della Protezione Civile in quanto le domande erano superiori  ai posti disponibili). Sin dal mattino del 4 maggio, gli ospiti si sono ritrovati in strada senza alcuna alternativa. Alcuni sono rimasti nel giardino adiacente al campo, altri hanno autonomamente deciso di raggiungere piazza Palazzo di Città, dove tuttora trovano riparo.

 

 

La vicesindaca Sonia Schellino, in una nota pubblicata il 4 maggio, ha affermato il potenziamento del sistema di accoglienza della Divisione Servizi Sociali. Per quanto sia vera la convenzione con strutture esterne e l’ampliamento dei posti (25 ulteriori), l’accesso alle strutture (ove possibile) è maggiormente monitorato e vincolato ad un tampone negativo a garanzia della salute sia degli ospiti che degli operatori già presenti nei dormitori. In assenza di sintomi e con la scarsa dotazione di tamponi della Regione Piemonte risulta alquanto inverosimile l’inserimento nelle graduatorie.

 

 

Al momento il sostegno fornito dall’amministrazione pubblica alle persone accampate sotto i portici di Piazza Palazzo di Città e in Piazza d’Armi è del tutto inadeguato e insufficiente: i pochi aiuti alimentari ricevuti sinora sono frutto della solidarietà di movimenti, singoli cittadini e organizzazioni del terzo settore. Le condizioni igieniche si aggravano quotidianamente, considerato inoltre che i bagni degli esercizi commerciali non sono agibili, né sono stati aperti i bagni pubblici in prossimità.

 

 

Nonostante il comunicato dell’Ordine dei Medici sul grave rischio sanitario, l’amministrazione comunale non ha ancora dichiarato come intende trovare tempestivamente una soluzione per chiunque viva in strada.

 

Alla luce di queste premesse:

 

 

Chiediamo che il Comune di Torino si faccia carico della situazione sopra descritta, offrendo una soluzione abitativa almeno fino al termine dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Chiediamo inoltre che da subito si proceda alla riapertura dei bagni pubblici per permettere alle persone senza dimora di usufruirne.

Chiediamo che sia affrontata la necessità di accesso al cibo, allargando alle persone in strada il servizio offerto nei dormitori pubblici.

Per ulteriori adesioni scrivere a info@eufemia.eu

 

 

Primi firmatari: APS Eufemia | Il Gusto del Mondo | Food not Bombs – Torino | greenTO | Unione Culturale “Franco Antonicielli” | Legambiente metropolitano Torino | Carovane Migranti | Rete O.N.G. | Associazione Magazzino sul Po | Amnesty International Piemonte e Valle d’Aosta | Acmos| ARCI Comitato Territoriale Torino | Shamrock Inn | Sezione ANPI “A.Alasia” di Villastellone | ASGI Piemonte | APS Panafricando | Comitato Mamme in piazza per la Libertà di dissenso | UISP Comitato Torino | Associazione Gruppo Abele Onlus | Sezione ANPI “68 Martiri” di Grugliasco | Circolo Archi Primo Maggio – Nichelino | Tavolo culturale Borgo Vittoria | Tavolo Barca e Bertolla | Eco dalle Città | Cooperativa La Rondine | Gruppo compagni Bodoni | Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie – Coordinamento Piemonte | Co.Mu.Net. Officine Corsare | Santourin | ACEP – Associazione comunità eritrei in Piemonte | Stelo ONLUS | SPIGA – Forno Sociale

E inoltre: Livio Pepino – magistrato | Alessandra Algostino – prof.ssa ordinaria di Diritto Costituzionale | Francesco Pallante – professore associato di Diritto Costituzionale | Ugo Mattei – giurista e accademico | Guido Montanari – ex vicesindaco e docente presso il Politecnico di Torino | Fredo Olivero – ex direttore dell’Ufficio Pastorale Migranti | e altri…

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Report: l’impatto del Covid-19 sulla popolazione siriana in Libano

Anche in un’emergenza mondiale, come quella del Coronavirus, chi è più vulnerabile rischia di pagare il prezzo più alto.

Le comunità rifugiate dalla Siria già prima soffrivano per deportazioni arbitrarie, precarietà dei campi profughi, repressione dei loro diritti civili e di cittadinanza, mancanza di notizie riguardo a familiari e amici scomparsi nelle carceri. In questo scenario il lockdown sta portando alla fame centinaia di famiglie e manca una risposta sufficientemente forte, presente e organizzata da parte della comunità internazionale

I corridoi umanitari sono sospesi, a causa della chiusura del traffico aereo e queste persone sono più sole che mai, a quasi dieci anni dall’inizio del conflitto nel loro paese di origine.

Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII ha prodotto un report riguardo la diffusione del Covid-19 sulla popolazione siriana in Libano col quale rinnova il proprio appello al Governo italiano, al Parlamento Europeo e alle Nazioni Unite, così come agli Stati membri, singole agenzie ONU e organizzazioni internazionali attualmente impegnate in Libano, per:

  • Stanziare dei fondi speciali per gestire la situazione di grave emergenza sanitaria ed economica in cui versano migliaia di profughi siriani, palestinesi e la stessa popolazione libanese, così da garantire misure necessarie per far fronte all’impatto sociale del Covid-19.

 

  • Sostenere l’amnistia generale e il rilascio immediato dei profughi imprigionati e detenuti illegalmente nelle carceri libanesi, estendendo questa richiesta al rilascio di tutti i prigionieri politici attualmente incarcerati in Siria.

 

  • Garantire che il governo libanese assicuri il rispetto delle condizioni prescritte dal diritto internazionale rispettando il principio di non respingimento (non- refoulement), come sancito dall’articolo 3 della convenzione contro la tortura, di cui il Libano è stato firmatario.

 

  • Dar sostegno alle organizzazioni della società civile libanese nel processo democratico e nella partecipazione civile e politica nonviolenta, riconoscendo il loro ruolo chiave nel garantire strutture di sostegno sociale e politico ai libanesi, siriani e palestinesi che vivono in Libano.

 

  • Condannare la normalizzazione delle relazioni internazionali con il governo siriano, fino a che un accordo politico sia raggiunto.

 

 

 

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Buon 25 Aprile da tutto il movimento di Acmos

Buona Festa della Liberazione da tutto il movimento di Acmos.
Il 25 aprile non può e non deve essere dimenticato. Abbiamo lanciato l’azione social #pensieridilibertà per ricordare il valore della Resistenza. Concludiamo come facciamo ogni anno: ricordiamo Adriano Ferrero, studente ucciso per essersi rifiutato di fare il saluto romano.
Ci vediamo alle 15.00, per festeggiare insieme la Libertà con #BellaciaoInognicasa

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Cantieri aperti nelle scuole chiuse

Oggi, 22 aprile 2020, a 5 mesi dal 22 novembre: Giornata Nazionale per la sicurezza nelle scuole, insieme alla Fondazione Benvenuti in Italia (Torino) e alle associazioni Get Up (Udine), Le discipline (Firenze), L’egalitè Sarzana (SP), Movimento di Volontariato Italiano, RIME (Trieste), Sermais (Novara), Share (Foligno) e 21 Marzo (Verbania), abbiamo scritto al governo per chiedere che l’emergenza Coronavirus sia l’occasione per aprire i cantieri per la messa in sicurezza e ristrutturazione straordinaria negli edifici scolastici, ormai vuoti. Per questo motivo è stato inviato un documento alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, alla Vice Ministra Anna Ascani e altri membri del Parlamento e del Governo, competenti in materia.

Le scuole del nostro Paese non sono luoghi insicuri a causa dell’espansione del virus, ma sono luoghi insicuri prima di tutto per l’inadeguatezza di troppe strutture. Si legge nel documento, che propone un piano in 10 punti affinché, al rientro a scuola, gli studenti trovino ad attenderli degli spazi consoni a far vivere loro in piena sicurezza la vita scolastica.

1. Rifondare la sicurezza delle scuole a partire dalle mura, attivando subito i progetti già stilati nell’anagrafe dell’edilizia scolastica e utilizzando una parte del debito che l’Italia sta contraendo per la messa in sicurezza, modernizzazione e innovazione degli edifici scolastici

2. Colmare il digital divide, affinché la didattica a distanza non si trasformi in distanza dalla didattica per i bambini e i ragazzi con disabilità; in condizione di povertà economica, educativa o marginalità sociale; i minori stranieri non accompagnati e i minori segnati dall’epidemia

3 . Raggiungere gli invisibili, ovvero la popolazione scolastica reclusa, che, al momento, spesso non ha a disposizione alcuno strumento per proseguire la didattica

4. Proteggere i dati degli studenti, investendo nell’open source. La didattica a distanza, infatti, si articola per mezzo di piattaforme di proprietà delle multinazionali leader della rete e questi strumenti, gratuiti, rischiano di divenire bacini di dati sensibili degli studenti, anche minorenni, utili per essere commercializzati, dopo la cosiddetta profilazione.

5 . Ampliare l’offerta formativa e media education, investendo sull’attivazione di percorsi obbligatori di alfabetizzazione civica, digitale e mediatica per le scuole di tutti gli ordini e grado e di educazione su temi quali cyber-bullismo, fake news e hate speech

6 . Potenziare le attività di contrasto alla dispersione scolastica e di promozione della partecipazione e del benessere, anche psicologico, degli studenti. Ampliando le risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa. Specifiche attenzioni devono essere rivolte anche al mondo della formazione professionale

7 . Valutare le competenze informali che gli studenti hanno maturato nei mesi di didattica a distanza

8. Formare e valutare gli insegnanti e il personale non scolastico sulle metodologie didattiche per l’apprendimento a distanza

9 . Attuare strumenti digitali atti a rendere possibile l’aggiornamento delle graduatorie dei supplenti per il prossimo anno scolastico

10. Aprire la scuola a soluzioni innovative, sfruttabili fin da ora e operative da settembre. Come la strutturazione delle lezioni in più cicli; ingressi sfalsati; presenza in aula alternata a connessione da remoto ecc

Il governo, tramite la Segreteria della Vice-Ministra Anna Ascani, ha risposto al nostro appello

 

Rassegna stampa:

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L’impegno oltre la quarantena

Questi ultimi due mesi sono stati estremamente anomali e al di fuori della concezione di normalità.
Sono tanti gli ambiti della vita che hanno dovuto rimodellarsi adattandosi alle nuove condizioni imposte dall’emergenza.
Ognuno di noi ha dovuto trovare dei nuovi ritmi, una nuova quotidianità, dal singolo, alle comunità fino alle imprese. Noi, come Acmos, abbiamo cercato di continuare il nostro lavoro, di continuare ad impegnarci all’interno di quelli che sono i nuovi schemi. Abbiamo cercato di occuparci non solo della nostra sopravvivenza, ma di tutta quella parte di società che lotta per far valere i diritti delle persone, che molto spesso vengono presi con leggerezza: abbiamo intervistato la presidente del Comitato Acqua Pubblica di Torino, per sapere come si stanno evolvendo le dinamiche politiche per quanto riguarda il diritto all’acqua come bene comune.

 

 

Abbiamo cercato di sostenere alcune studentesse messe in situazione di forte disagio da parte della quarantena e dell’emergenza coronavirus. Leggi gli articoli ( 12 )

 

 

Stiamo cercando anche di approfondire e sostenere tutte quelle realtà e quelle situazioni in cui persone che vorrebbero stare a casa purtroppo una casa non ce l’hanno.

 

Ma contemporaneamente stiamo cercando di dare nuove forme alle nostre attività!
Le nostre coabitazioni solidali si stanno spendendo molto per supportare tutte quelle persone che vivono delle situazioni di difficoltà e, con il subentrare di questa emergenza COVID-19, hanno visto acuirsi la salita verso la stabilità.

 

 

Oltre a sbrigare piccole commissioni per gli inquilini dei condominii ATC, ad allietare qualche pomeriggio dai balconi e sostenere l’animo delle persone, abbiamo aderito all’iniziativa del Comune del di Torino riguardante i 12 snodi per la distribuzione di beni di prima necessità.

 

Anche i beni confiscati alla mafia rientrano tra gli attori protagonisti di queste attività, perché in Cascina Caccia, a San Sebastiano da Po, e nei piccoli paesini si dimostra l’essenziale bisogno di creare rete e sostenersi vicendevolmente.

 

Un’altra attività che stiamo portando avanti, anche se con modalità differenti, sono i progetti che coinvolgono i più giovani. Grazie alla collaborazione con Specchio dei Tempi stiamo escogitando nuovi metodi di interazione digitale, vogliamo provare a mantenere il contatto con i giovani che abbiamo finora conosciuto.

 

Se le scuole si sono bloccate ormai da diverso tempo, come Progetto Scu.Ter vogliamo trovare delle soluzioni che ci permettano di incontrare e dialogare con gli studenti.

 

Siccome non crediamo di poter agire senza la comunione delle forze di tutti quanti, stiamo cercando di portare avanti anche delle attività che richiedono la vostra partecipazione diretta.
Abbiamo lanciato una Open Call chiamata “Pensieri d’artista”: forme artistiche per esprimere quella che è la vita in questo momento delicato della nostra esistenza.

 

Ma vogliamo tenere anche in considerazione ciò che, al di fuori di questa emergenza, avremmo fatto nella nostra vita, alcune date importanti.
Si sta avvicinando il 25 aprile giornata fondamentale per la narrazione della nostra storia, non vogliamo farlo passare in sordina spaventati ed estenuati dalla crisi.

Vogliamo ricordarci l’importanza del passato, delle scelte e delle azioni di chi ci ha dato la democrazia. Abbiamo deciso quindi di lanciare un’azione comune a tutte le persone che credono nella Festa della Liberazione.

 

In questi giorni saremmo dovuti partire per un viaggio, un progetto in cui crediamo molto – al punto da aver lanciato con realtà italiane ed europee la campagna OnEurope  – abbiamo voluto continuare a coinvolgere i giovani studenti, gli animatori e tutte le realtà che avrebbero partecipato. Hanno preso parte ad una azione digitale, simbolica, un origami per raccontare quello che sarebbe stato il viaggio, l’impegno, la scoperta e la crescita di quello che deve diventare un movimento europeo.

 

Queste sono le attività che stiamo portando avanti nonostante questa emergenza, nonostante sia importante rispettare tutte le regole, restando a casa e agendo, non per il bene individuale, ma per la crescita e lo sviluppo della comunità che siamo.

Noi ci crediamo.

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STOP Embargo on Syria

Anche noi aderiamo all’appello lanciato da New Humanity affinché si superi l’embargo alla Syria.

Le notizie dell’infezione della pandemia da Corona Virus si inseguono, mettendo in evidenza che siamo un’unica umanità, con uno stesso patrimonio genetico e uno stesso modo di ammalarci.

Di fronte alla malattia non siamo, però, tutti uguali: i popoli nella miseria o dentro la tragedia della guerra partono con un grave handicap. Tra i tanti, il popolo Siriano, ancora in guerra, che oggi affronta l’emergenza schiacciato da un pesantissimo embargo totale, sancito dagli USA e dall’Europa.

Dopo questa esperienza universale di dolore, non possiamo più girare la faccia dall’altra parte. Qualcosa possiamo fare e subito!

Abbiamo aderito a questo appello, lanciato da New Humanity, per il Segretario Generale delle Nazioni Unite, e per le Istituzioni europee, affinché si superi, almeno temporaneamente, l’embargo per ogni presidio medico e per le transazioni finanziarie affinchè sia possibile rifornirsi degli stessi.

Un primo passo per poi lavorare ad altri impegni per altri popoli nella stessa situazione.

Abbiamo bisogno anche di te, del tuo impegno per moltiplicare la forza di questa “convocazione” all’impegno per la pace.

Firma la petizione e fai conoscere questo appello.

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Meridiano d’Europa: un messaggio alle Istituzioni Europee

Abbiamo deciso di dedicare l’edizione di quest’anno allo sviluppo sostenibile perché rappresenta una delle principali sfide a cui l’umanità è chiamata a dare una risposta immediata.
300 giovani da tutta Italia hanno partecipato alla fase preparatoria del viaggio verso Lubiana. Fra pochi giorni, avrebbero raggiunto la Capitale della Slovenia, ma l’emergenza sanitaria ha cambiato l’”itinerario”, ma non il senso di questo percorso di riflessione e proposta.
Per questo, il 18 Aprile, le ragazze ed i ragazzi del Meridiano d’Europa lanceranno un messaggio alle Istituzioni Europee.
Scatta un selfie con il tuo origami, cambia la tua immagine di profilo e condividi la tua idea di #GreenRevolution e di #Europa.
Unisciti a loro!

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#18 – Quale “futuro” per la Conferenza sul futuro dell’Europa?

a cura del Centro studi di Acmos

 

Il più importante appuntamento europeo del 2020 è (doveva essere?) probabilmente la Conferenza sul futuro dell’Europa concepita dalle massime istituzioni dell’Unione europea per disincagliare l’Unione dalle secche in cui è finita in questi ultimi anni: lo scopo è la riforma delle regole e delle istituzioni comunitarie per un rilancio del progetto di integrazione.

Il Parlamento europeo ha formulato le sue proposte in merito il 15 e la Commissione il 22 gennaio, mentre la Conferenza dovrebbe avere il suo battesimo durante la “Giornata dell’Europa” a Dubrovnik il 9 maggio.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha tenuto a ribadire la centralità dei cittadini in questa iniziativa: “Le persone devono essere al centro di tutte le nostre politiche. Il mio desiderio è che tutti gli europei contribuiscano attivamente alla Conferenza sul futuro dell’Europa e svolgano un ruolo guida nella definizione delle priorità dell’Unione europea. È solo insieme che possiamo costruire la nostra Unione di domani”. La Conferenza “consentirà un dibattito aperto, inclusivo, trasparente e strutturato con cittadini di diversa provenienza e di ogni estrazione sociale”; sarà un “forum dal basso verso l’alto”, ci sarà una piattaforma online plurilingue per favorire il più ampio dibattito, saranno invitati a partecipare non solo tutte le istituzioni europee e i parlamenti nazionali ma anche le autorità regionali, locali e la società civile. La durata prevista è di due anni.

La proposta della Commissione individua due ambiti tematici: “Il primo dovrebbe riguardare le priorità dell’Unione e ciò che essa dovrebbe cercare di raggiungere: lotta ai cambiamenti climatici e sfide ambientali, economia al servizio delle persone e delle famiglie, equità sociale e uguaglianza, trasformazione digitale, promozione dei valori europei, rafforzamento della voce Ue nel mondo”. Il secondo ambito si concentrerà “nell’affrontare temi specificamente connessi ai processi democratici e alle questioni istituzionali”: quindi si discuterà del sistema elettorale europeo, della procedura per la scelta del presidente della Commissione, del superamento del voto all’unanimità nel Consiglio, del passaggio dell’iniziativa legislativa dalla Commissione al Parlamento.

Nell’attuale drammatica temperie non è chiaro quale sarà il destino della Conferenza.

Ciò che risulta invece evidente, come nota Sergio Fabbrini (Il futuro dell’Europa viene deciso adesso, “Il Sole 24 ore” 29.3.2020), è che la discussione sul futuro dell’Unione è già cominciata con il Consiglio europeo di giovedì 26 marzo.

In quell’occasione, a partire dalle diverse posizioni a confronto sul modo di affrontare le conseguenze economiche della pandemia, sono emerse due diverse concezioni di Unione europea.

I Paesi del Sud Europa (tra cui Italia, Francia, Spagna) si sono schierati a favore della creazione di risorse europee che servano a combattere la pandemia: hanno chiesto strumenti finanziari sovranazionali come potrebbero essere dei titoli di debito europei.

Per i Paesi del Nord (i più importanti sono Germania, Olanda, Austria) invece ogni Stato deve rispondere alla crisi utilizzando risorse proprie; tutt’ al più può essere sospeso il Patto si stabilità (che vincola le spese di uno Stato) o può intervenire il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) con un aiuto finanziario, condizionato.

Dunque i Paesi del Sud pensano ad un’ Unione che si avvicina già ad un assetto “federale”, con strumenti e organismi finanziari che non dipendono dall’accordo tra singoli Stati, da un approccio cioè intergovernativo. I Paesi del Nord restano invece legati ad un assetto “confederale”, si rifiutano di accettare una sovranità fiscale sovranazionale (dell’Eurozona), cioè davvero europea.

Lo scontro è solo all’inizio ma da esso dipende il destino dell’Unione europea dei prossimi anni.

 

 

#1-Il ministro del Tesoro della Ue

 #2- Brexit e profughi

#3-Il rinato impero asburgico contro i migranti

#4-La disintegrazione dell’Unione europea

#5 – Frontiere e nazionalismi

#6- Bruxelles “cuore” d’Europa

# 7 – Profughi: la nostra ignavia da Evian a Bruxelles

#8 – Un manuale antiretorico dell’Unione europea

#9 – Ventotene 2016

#10 – Orban e il referendum ungherese

#11 – Populismi ed euroscetticismi

#12 – L’unione a più velocità

#13 – Populismo, euroscetticismo, sovranismo

#14 – Il populismo 2.0 in Europa

#15 – Il dicembre 2017 dell’UE

#16 – Il gennaio 2018 dell’Unione Europea

#17 Diario Europeo – DiEM25, Varoufakis e il “terzo spazio” in Europa

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