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Le storie che raccontiamo

In Cascina Arzilla,  venerdì 12 luglio, si svolgeranno diverse attività in una giornata dedicata a Satnam Singh e a tutte le vittime del caporalato.

 

La giornata, organizzata insieme a Libera Piemonte e il Presidio Universitario Tina Motoc-Hyso Telharaj , vuole essere un momento conviviale nel quale incontrare il territorio e tantɜ giovani coinvolti nel campo di E¡state Liberi!, con cui parlare e approfondire l’attualissimo tema dello sfruttamento lavorativo, piaga che purtroppo affligge il nostro paese, da nord a sud.

 

Inizieremo con la visita guidata alla mostraSiamo uomini o caporali” allestita permanentemente nel bene: immagini, oggetti, suoni e racconti dislocati per la cascina, propongono di immergersi nelle condizioni vissute dai braccianti nelle nostre campagne, vittime di sfruttamento, mal pagati che vivono in condizioni inumane, a qualsiasi latitudine nel nostro paese.

 

Alle ore 20:00, daremo voce alle storie di diritti negati, con la presentazione del libro di Luca PerniceSchiavi d’Italia“, che racconta il ghetto di Borgo Mezzanone attraverso le storie di alcune vittime di caporalato nel Foggiano.

 

A chiudere la nostra giornata, la Proiezione sotto le Stelle del film “La nostra terra” di Giulio Manfredonia.

 

E per la cena? 
Lɜ giovani del Presidio Universitario hanno lanciato una sfida! Invitano tuttɜ lɜ partecipanti a portare qualcosa da mangiare e da bere, magari in condivisione, facendo attenzione alle materie prime utilizzate e alla filiera della loro produzione!

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Nelle nostre ore di Libertà – Boves 2024

La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.”
[Costituzione art. 27]

 

Cittadini! Il reato è una colpa! Chi lo compie si chiama colpevole e chi ruba una mela finisce in galera.
[…] Eppure, cittadini, molti di voi leggeranno un’oggettiva sproporzione tra l’idea di reato e il furto di una misera mela.
Allora vi pongo il quesito in maniera diversa. Avere fame è un reato? Certamente no.
Perciò in una società nella quale vi fossero mele per tutti, chi ruba una mela lo farebbe per accumulare mele e affamerebbe i poveri derubati. E io sono sicuro che affamare la gente è reato.
Ma in questa società solo una parte dei cittadini possiede la mela, mentre il resto ha solo fame.
Perciò io vi dico che in questa società è un reato possedere la mela!

[Ascanio Celestini – Pro Patria]

 

 

 

Il campo di Boves, appuntamento storico del nostro movimento,  quest’anno si terrà dal 17 al 21 luglio e coinvolgerà moltɜ giovani da tutta Italia in un confronto sull’idea di giustizia e di legalità egemone in questo momento storico. Si partirà in particolare dalle pratiche per far rispettare la legge e dall’approfondimento dello strumento della detenzione in carcere. Infatti nonostante la Costituzione faccia esplicitamente riferimento alla pluralità delle pene, il carcere sembra essere la sola e unica risposta possibile.

 

Nel 2013 la Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha condannato l’Italia, nella storica “Sentenza Torreggiani”, a risarcire sette uomini che avevano denunciato le condizioni detentive al limite dell’umano che avevano dovuto sopportare. Si individua nel sovraffollamento una condizione strutturale, a cui dover porre rimedio, eppure i numeri delle persone detenute in carcere in Italia continuano lentamente, a crescere ben oltre la capienza ufficiale. Senza considerare la violenza e la sofferenza che viene esercitata all’interno: ne sono un esempio eclatante i fatti avvenuti presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere dove quasi 300 detenuti inermi hanno subito una rappresaglia attraverso l’utilizzo della violenza fisica e psicologica da parte degli agenti in servizio. E ancora: secondo i dati raccolti da Antigone, il 2022 è ad oggi l’anno con più suicidi in carcere di sempre. Questi possono sembrare dei casi isolati ma sono solo alcuni degli esempi che dimostrano un sistema che ha tradito le premesse scritte dai padri e dalle madri costituenti e che è incapace di svolgere il ruolo rieducativo, se pensiamo all’alto tasso di recidiva dei detenuti che passano dal carcere, o alla prevalenza di tragiche condizioni socio-economiche e culturali nelle biografie dei detenuti, che spesso il carcere non fa altro che peggiorare.

 

Uno Stato di diritto che si definisce tale non può ignorare lo stato di salute delle proprie carceri. Queste ultime sono espressione del sistema complesso di idee e pratiche della vita democratica.

 

A partire da queste premesse il campo di Boves, con lɜ ospiti che interverranno, i dibattiti e le attività proposte, sarà l’occasione per analizzare lo stato dell’arte e le possibili forme di prevenzione e alternativa: ha ancora senso questo genere di sistema? A quale idea di essere umano e società corrisponde? Conosciamo le alternative esistenti? E come si può prevenire ed evitare che il carcere perpetui semplicemente le discriminazioni della nostra società?

 

Tutte le riflessioni saranno poi contributi utili per tutte le forme di attivismo e impegno civico e politico delle persone e delle associazioni partecipanti.

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Se non possiamo vederlo alla RAI, guardiamolo sulla RAI!

E’ preoccupante quanto si apprende grazie all’inchiesta realizzata da Fanpage.it sulla futura classe dirigente del partito della Presidente Giorgia Meloni.
E’ preoccupante la mancata messa in onda da parte del servizio pubblico di un documento così rilevante nel dibattito politico nazionale ed internazionale.
E’ preoccupante il silenzio di questo Governo di fronte alle verità emerse, che solo l’interrogazione delle opposizioni riporta dentro le aule del nostro Parlamento.
Ci indigna l’immagine che ne emerge del Servizio Civile Universale, erede della non-violenza e dell’obiezione di coscienza alle armi: il S.C.U. è simbolo e strumento di Pace e antifascismo.
Per questi motivi proponiamo di manifestare sotto la sede della RAI di Torino, in Via Verdi 16, proiettando il filmato dell’inchiesta e commentando i temi che porta a galla e la loro pericolosità.
Grazie alla collaborazione con la redazione di Fanpage avremo a disposizione in anteprima la seconda puntata dell’inchiesta, che contemporaneamente verrà presentata a Roma durante un evento pubblico.
Interverranno:
Davide Mattiello, presidente Articolo Ventuno Piemonte
Francesco Aceti, vicepresidente ANPI Provinciale di Torino
Sara Diena, Sinistra Ecologista Torino
Andrea Pennacchio, Giovani Democratici Torino
Modera:
Diego Montemagno, presidente di ACMOS
Propongono e aderiscono:
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L’ultimo Consiglio Comunale dellɜ Ragazzɜ della Città di Torino

Si è concluso, agli inizi del mese, il primo anno di progetto del Consiglio Comunale dellɜ Ragazzɜ della Città di Torino!

Dalle elezioni nelle proprie classi, all’ultima seduta del Consiglio in Sala Rossa, con la partecipazione di diverse figure politiche della nostra città, a partire dal Sindaco Stefano Lo Russo, che ha aperto l’incontro dando il benvenuto allɜ giovani.
È stato un anno ricco di emozioni, nuove conoscenze ed esperienze vissute insieme, una bella comunità di giovani che si sono presɜ cura dellɜ proprɜ compagnɜ e della propria città, praticando un vero e proprio esercizio di democrazia.

Un ringraziamento all’Assessora Carlotta Salerno che ha creduto in questa esperienza e ha fatto tutto il necessario per coinvolgere il CCR nelle politiche cittadine.

Un ringraziamento alle associazioni Acmos e Les Petites Madeleines che, grazie al dialogo costante con l’assessorato, la Città di Torino e lɜ docenti delle scuole coinvolte, sono riuscitɜ a realizzare questo meraviglioso progetto.

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Il racconto video del nostro 25 Aprile 2024

Anche quest’anno abbiamo preso parte alla fiaccolata ufficiale della Città di Torino per celebrare il 79° anniversario della Liberazione del nostro paese dal nazifascismo.
«̀ ̀, ̀ . . ̀.»
A Norberto Bobbio, a vent’anni dalla sua scomparsa, abbiamo dedicato il nostro spezzone che, dopo le orazioni ufficiali in piazza Castello, è proseguito fino in via Rossini, alla lapide di Adriano Ferrero.
In questi tempi difficili e bui, che questo 25 aprile sia un monito e un faro per tuttɜ noi!
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La nostra azione per la Giornata Mondiale della Salute Mentale

Nella notte lɜ giovani del nostro movimento si sono recatɜ in diversi luoghi di Torino – scuole, centri di aggregazione giovanili, istituzioni, Centri per la Salute Mentale, Asl, ospedali, sedi di alcune associazioni – per legare il capo di un filo che dovrebbe unirli nella loro missione.  

Abbiamo voluto mettere in evidenza la necessità di costruire una rete di cura, fatta dalle diverse realtà che quotidianamente affrontano il tema del benessere psicologico, ma che vedono ancora difficile il superamento del binarismo “malattia/assenza di malattia” e la costruzione di  legami che permettano di dare risposte articolate, condivise e efficaci affichè supportino le persone nel loro percorso verso il benessere, irraggiungibile con il solo supporto medico-sanitario.

 

Immaginiamo di avere davanti a noi una mappa della nostra città e immaginiamo, con delle puntine, di individuare tutti quegli spazi e quelle realtà che si occupano, in varie forme e con differenti ruoli, di benessere mentale. Noi siamo convintɜ che collegando tutte queste puntine tra loro si possa creare una rete, un vero e proprio ecosistema, che nella sinergia e nella collaborazione trova la chiave per sostenere chi vive situazioni di malessere e di disagio psicologico.

Crediamo che sia fondamentale costruire intorno alla parola “cura” una nuova narrazione, fatta di persone, servizi, luoghi e relazioni, una vera e propria rete dove i legami, forti e resistenti, diventano appoggio per le persone, sostegno per le fragilità individuali, per ritrovare nella comunità un luogo sicuro e libero.

 

Vogliamo provare a dirci che farsi collettivamente carico del malessere può rappresentare un percorso, anche politico, di cura.
Che se parte di quel malessere è generato da fattori sociali ed economici, allora tuttɜ possiamo avere un ruolo nell’occuparcene. Insieme.
Che non si tratta di sanɜ e di malatɜ, di chi sta bene e di chi sta male, ma di persone, il più possibile, in relazione che, attraverso percorsi di partecipazione ed esperienze di comunità, possono avere l’opportunità di condividere il dolore, di non sentirsi più solɜ e di agire per rendere la società un luogo più giusto. Uno spazio di cura.

 

 

 

Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto “Reti al Cubo” con il finanziamento concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo Settore ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117.

 

 

 

 

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DEMOAPATIA: la campagna per la cittadinanza 2023/2024

 

“Quello che non ho è una camicia bianca

Quello che non ho è un segreto in banca

Quello che non ho sono le tue pistole..”

Quello che non ho, Fabrizio de André

 

“Ora mi sforzo a immaginare cosa posso fare per sentirmi più a mio agio al mondo adesso

O quando sarò vecchio, renderò conto a chi è più giovane di me

E mi chiederà perché, dov’ero, cosa facevo, a che mi dedicavo, che cercavo

Nel duemila ventidue, nel duemila ventitrè

Perché fondamentalmente adesso è come se durante un’invasione aliena o un incendio in città

Io me ne stessi qua a pensare solo alla mia famiglia e alle mie canzoni

Mentre sulla mia testa crollano i grattacieli”

Infinite Possibilità, Giovanni Truppi

 

La più mortale delle minacce per la democrazia non è l’insorgere di regimi autoritari e liberticidi, che sono il sintomo e non la causa del male, ma la progressiva erosione di una cultura repubblicana. […] Gli europei possono costruire un futuro nel quale le guerre siano illegali, la terra viva e vegeta, i bambini liberi di crescere fuori dalla paura e dal bisogno. Tutti, non soltanto quelli che nascono ai piani alti della ziqqurat terribile che chiamiamo società globale. Per farlo è necessario trasformare l’Unione Europea in una Repubblica: la Repubblica d’Europa, unica e indivisibile, democratica, fondata sulla libertà e sulla responsabilità.

Niente di meno.

La Repubblica d’Europa, ISAGOR

 

 

Esiste oggi un’idea che ha un forte consenso in tutto il mondo, sempre in crescita, che raccoglie supporto e adesione da destra e da sinistra, indipendentemente dalla classe sociale ed economica, con un messaggio che inonda la società infiltrandosi in ogni spazio libero. Se fosse rappresentata da un unico partito sarebbe invincibile e sarebbe il partito dei critici della democrazia – rassegnati, arrabbiati, disillusi, indifferenti, dubbiosi, contrari. L’astensionismo con i suoi numeri (2022, elezioni italiane: 36,09% – 2019, elezioni europee: 49,44%) non è che la punta dell’iceberg, e non fa nemmeno più notizia. Chi non ha diritto di voto non fa più scalpore, e nemmeno si indigna e protesta. Questa è la normalità.

 

La democrazia è lenta e poco efficace, non al passo con il tempo globalizzato che viviamo, distorta dal mondo dei social media, non all’altezza delle sue promesse, distante dal potere reale, inutile scocciatura, spreco di tempo e di soldi per alcunɜ, maschera di rapporti di forza e ingiustizie strutturali per altrɜ. Queste tesi sono infinitamente e scrupolosamente dettagliate, supportate da dati ed evidenze, e trovano immediato consenso.

 

È comodo e facile unirsi a questo coro di critiche.

 

Ma è stupido e sterile farlo senza alternativa perché si contribuisce a distruggere il tentativo democratico e si favorisce chi oggi detiene il potere e ne trae profitto. È scorretto e ipocrita perché almeno in questa parte del mondo si continuerà a godere dei benefici di questo sistema e della sua apparenza democratica. È ingiusto perché non considera tutte le persone ancora escluse dalla democrazia e che vorrebbero o dovrebbero partecipare pienamente e goderne. È deprimente, perché porta a rinchiudersi nelle proprie case, con i propri simili, nei propri piccoli problemi e nelle proprie piccole guerre quotidiane. È autodistruttivo perché farà rimanere sudditi, distrattɜ e impreparatɜ ad affrontare grosse sfide globali che sono già in corso.

 

Invece prima di gettare la spugna e unirsi a questo ideale partito si può sfruttare quel po’ di privilegio che si ha per studiare, capire, provare a occuparsene, a partecipare e migliorarla. Quali sono i principi fondamentali della democrazia, i suoi organi principali e i suoi attori? Quali sono i vecchi e nuovi problemi e le sfide che deve affrontare? Come si rapporta con il sistema capitalista-consumista e con le dinamiche coloniali globali? Con le guerre, le migrazioni, la crisi climatica? Chi è escluso dalla democrazia? E soprattutto la democrazia può ancora essere uno strumento di giustizia per chi non ha soldi, armi o potere in questo mondo? Serve ancora per cambiare in meglio la vita delle persone, la realtà, il mondo?

 

Se c’è un appuntamento a cui non si può arrivare impreparatɜ o con le mani in mano, sono le elezioni del Parlamento Europeo del 2024. L’Unione Europea, così come immaginata durante la Resistenza, è il campo di azione in cui la democrazia può dimostrare il proprio valore – così come era stata immaginata durante la Resistenza. Chi voterà tra il 6 e il 9 giugno 2024 – quanti voteranno? Di quali paesi? I/le giovani cittadini e cittadine voteranno? – e cosa si voterà determinerà in ogni caso le sorti dell’Unione e si manderà un messaggio forte, internamente e al mondo intero. Vincerà la spinta progressista e repubblicana, con le sue istanze di giustizia sociale e climatica, o sarà la conferma di un’Unione timida, ricattata dagli interessi nazionali e dalle lobby della guerra e dei combustibili fossili, e lasciata morire o uccisa dagli scettici, dai critici dai rassegnati?

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Festa della Liberazione – 25 aprile 2024

“…la strada della pace nella libertà, della libertà nella giustizia.
Mettete pure dei pali sulla strada della storia, la storia li travolgerà..”
Come ogni anno in occasione della celebrazione per la Festa della Liberazione prenderemo parte alle celebrazioni ufficiali della nostra città, radunandoci alle 20:00 di mercoledì 24 aprile in piazza Arbarello. Da lì la fiaccolata si muoverà fino a piazza Castello, dove si terranno le orazioni dal palco.
Ma come ormai da tanti anni facciamo, non ci fermeremo lì: infatti si è scelto di organizzare un ulteriore pezzo di marcia, da piazza Castello a via Rossini, dove si trova la lapide in memoria di Adriano Ferrero, giovane studente ucciso per non aver fatto il saluto romano al passaggio del feretro di un ufficiale fascista.
Questo spezzone è organizzato da diverse realtà giovanili ed è aperto a tutte le persone che riconoscono la responsabilità di portare avanti oggi i valori della Resistenza e si impegnano per portare avanti le promesse di giustizia sociale e pace che ancora oggi non sono realizzate, con lo sguardo alle prossime elezioni europee.
Le guerre e le migrazioni forzate, le violazioni di diritti umani e la crisi climatica sono solo alcuni dei problemi strutturali legati alla concentrazione del potere che la democrazia avrebbe dovuto scalfire, e che invece portano alla rassegnazione e all’impotenza, soprattutto nella popolazione giovanile.
In questa fase è ancora più importante unirsi e attivarsi per affrontarli con ogni mezzo democratico, nella società civile e nelle istituzioni.
Questa edizione in particolare sarà dedicata a Bobbio, a vent’anni dalla sua scomparsa, e alla memoria delle sue riflessioni sulla democrazia oggi e sull’importanza di animarne le premesse.
Per questo Acmos, Libera Piemonte, Treno della Memoria, Mediterranea, Fridays for Future, RUN e UDU invitano tuttɜ, giovani in particolare, a partecipare a questa iniziativa dopo le celebrazioni ufficiali.

 

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Il campus di Biennale Tecnologia!

 

Si è concluso, questa domenica, l’esperienza del Campus di Biennale Tecnologia!

Da giovedì 18 aprile a domenica 21 aprile più di 200 giovani hanno preso parte all’esperienza organizzata da Acmos in collaborazione con la direzione di Biennale Tecnologia e il Politecnico di Torino.

Giornate ricche di incontri e formazioni, intervallati da momenti di riflessione e confronto durante i quali lɜ studentɜ hanno avuto l’opportunità di riflettere sul rapporto tra la tecnologia e la società, accompagnatɜ in queste riflessioni dallɜ animatorɜ del nostro movimento.

L’edizione 2024 “Utopie Realiste” ha voluto mettere al centro della kermesse il ruolo della tecnologia, ormai decisivo, in tutti gli ambiti della vita umana.

Lɜ partecipanti, oltre ad assistere alle lezioni e ai dibattiti dell’evento, hanno vissuto l’esperienza del campus: divisɜ in gruppi con lɜ nostrɜ animatorɜ hanno condiviso spazi e momenti conviviali, insieme allɜ nuovɜ compagnɜ, provenientɜ da tutta Italia, conosciutɜ in questa occasione.

Land Art per l’ambiente, intelligenza artificiale, tecnologia e potere, umani ibridi, energie possibili, tanti gli interessanti incontri a cui hanno partecipato e da cui sono nate riflessioni e confronti.

L’assemblea conclusiva di domenica mattina ha, infatti, regalato molte emozioni: profondità, lucidità e complessità sono gli aggettivi che meglio descrivono i pensieri condividisi dallɜ giovani, una restituzione arricchente che ci fa credere possibile un futuro diverso, migliore. Un’utopia realista.

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Solidarietà e vicinanza al preside Marco Chiauzza

“Esprimiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà con il Dirigente del Liceo Einstein, Marco Chiauzza. La violenza inizia sempre dalle parole, inizia dalla sottovalutazione del loro significato, ed è per questo che non possiamo permetterci di sottovalutare una scritta di questo tipo. Qualunque sia la matrice consideriamo l’intimidazione e l’uso politico della violenza come principali manifestazioni del “fascismo eterno” che dura nel tempo e corrode le democrazie, e per questo da cancellare dalla Storia.”
Queste le parole che il nostro presidente Diego Montemagno esprime per dimostrare la nostra solidarietà a Marco Chiauzza.
Sono ormai davvero tanti anni che come ACMOS collaboriamo con questo istituto per costruire percorsi di partecipazione civile e democratica.
Vicinɜ al preside Chiauzza, rafforzeremo il nostro impegno, affinché questa deriva violenta non si instilli nelle menti e negli animi e affinché il confronto democratico possa riprendere a respirare.
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Fermiamo la criminale follia di tutte le guerre, la corsa al riarmo, la distruzione del Pianeta

24 FEBBRAIO 2024 | GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE NELLE CITTÀ ITALIANE
PER
 IL CESSATE IL FUOCO IN PALESTINA ED IN UCRAINA

Fermiamo la criminale follia di tutte le guerre, la corsa al riarmo, la distruzione del Pianeta

 

L’Italia deve dire basta alla guerra!
Ormai le guerre si susseguono con ritmo ed intensità crescente. Iniziano ma non finiscono, alimentando solo la fiorente industria e il commercio immorale di armamenti. Stati e Governi sembrano aver perso la capacità di prevenire e gestire i conflitti mediante gli strumenti della diplomazia e della politica, con i quali far applicare e rispettare le convenzioni e il diritto internazionale. La conseguenza è che la guerra e la barbarie sono nuovamente tornate ad essere le uniche opzioni in campo. Non solo: le violazioni del diritto umanitario sono sempre più frequenti e lungamente tollerate dalla comunità internazionale, che disconosce in questo modo i principi stessi su cui si è fondata per aspirare ad un mondo di pace da costruire sulle ceneri degli oltre 50 milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale. Basta, questa logica distruttiva va fermata.

 

Il teatro di guerra è globale.
La guerra è tornata ad essere uno strumento di regolazione dei conflitti, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’umanità e del pianeta. Ha preso corpo l’idea che l’ordine mondiale debba essere basato sullo scontro tra blocchi e non sulla collaborazione e la giustizia tra i popoli. Le Nazioni Unite, come espressione di tutti i popoli del pianeta, sono umiliate e il diritto internazionale sostituito dalla forza della potenza militare, preludio della guerra globale: nella barbara “logica del più forte”, nessuno è disposto a perdere, ma nessuno ne uscirà davvero vincitore.

Si compiono i due anni di guerra in Ucraina, con decine di migliaia di morti, milioni i profughi in fuga ed un terzo del paese distrutto. In Siria, dopo tredici anni di guerra, i risultati sono centinaia di migliaia di morti e la distruzione di una secolare convivenza inter-religiosa e inter-comunitaria. In varie zone del continente africano , guerre e neo-colonialismo non hanno mai cessato di coesistere e di schiacciare le speranze di democrazia e di libertà.

L’ultimo e più drammatico esempio di questa spirale distruttiva è ancora una volta in Medio Oriente, dove a partire dal 7 ottobre 2023 assistiamo al compimento più atroce del processo avviato con gli accordi di Oslo e mai rispettato: il massacro compiuto dall’ala militare di Hamas contro i civili nel sud di Isreaele ha provocato oltre 1.200 vittime, tra cui numerose donne vittime anche di violenza e taluni minori, e la presa in ostaggio di circa 240 persone di ogni età; la catastrofe dell’umanità – come definita dal segreterio dell’ONU Guterres – causata dall’azione militare isrealiana su Gaza e dalle decisioni del governo israeliano è di una portata senza precedenti in tempi recenti: alla data del 10 febbraio sono 27.708 le persone uccise, di cui oltre due terzi minori e donne, i bombardamenti a tappeto hanno devastato la Striscia di Gaza, distruttoi oltre 65.000 abitazioni civili, ospedali, scuole, presidi delle Nazioni Unite. L’assedio della Striscia con  il taglio dei rifornimenti di carburante, cibo, acqua, assistenza sanitaria è una punizione collettiva contro le norme del diritto umanitario. La decisione del governo israeliano di invadere prima Kahn Younis e poi Rafah, indicate in un primo momento come zone sicure e in cui sono sfollate 1.700.000 persone, ha una portata devastante. Una escalation di violenza e repressione che – come osservata dalla Corte di Giustizia Internazionale – rende plausibile il compimento di un vero e proprio genocidio ai danni della popolazione palestinese, che condanniamo e che debbono essere fermati immediatamente, per affrontare politicamente e culturalmente le cause che li hanno determinati, applicando il diritto internazionale, il diritto di autodeterminazione di entrambi i popoli, come riconosciuto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.

E l’elenco dei conflitti, delle guerre, delle violenze purtroppo non finisce qui.

 

Il percorso della Pace deve essere globale
L’unica via per fermare la follia criminale delle guerre ed eliminare il rischio di un conflitto nucleare, è unire le forze, assumere le nostre responsabilità civiche e democratiche, schierarsi per la Pace, per il diritto internazionale, per la riconversione civile e sostenibile dell’economia, promuovendo la cooperazione e la sovranità dei popoli, eliminando vecchie e nuove forme di colonialismo insieme alla politica dei “due pesi e due misure”, alla sicurezza impostata sulla deterrenza nucleare e sui blocchi militari contrapposti; abbiamo il compito di costruire insieme una società globale pacifica, nonviolenta, responsabile, per consegnare alle future generazioni un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto.

Non ci sarà giustizia sociale e climatica, lavoro dignitoso e piena democrazia in un mondo sempre più in guerra, che usa le risorse per la morte e non per la vita, nel quale la giustizia, il diritto internazionale e umanitario vengono calpestati nell’impunità dei colpevoli.

La guerra non è mai una soluzione e l’orrore non deve diventare un’abitudine. Mobilitarsi oggi per la pace, per il disarmo, per la nonviolenza, significa affrontare le sfide globali che abbiamo di fronte pena la distruzione dei diritti, della convivenza, delle democrazie e del pianeta.

Per tutto questo, chiediamo nuovamente a movimenti, reti, associazioni, parrocchie, comitati locali, di mobilitarsi insieme nelle piazze italiane, per ribadire il NO a tutte le guerre e il NO al riarmo, per costruire un mondo di pace, di sicurezza e di benessere per tutte e per tutti, per chiedere alle istituzioni italiane ed europee di scegliere la via della pace, impegnandosi per:

–  la messa al bando delle armi nucleari

–  la riduzione immediata delle spese militari a favore della spesa sociale, sanitaria, per la tutela ambientale del territorio e per una difesa civile e nonviolenta

–  la riconversione dell’industria bellica, che sta traendo immensi profitti dalle guerre e dai conflitti armati

–  l’immediato cessate il fuoco in Ucraina e nella Striscia di Gaza

–  la liberazione degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi, la fine dell’assedio e dell’isolamento di Gaza, il libero accesso agli aiuti umanitari e l’assistenza alla popolazione palestinese

–  ritiro di Israele dalle zone illegalmente occupate

–  la soluzione politica e non militare della guerra in Ucraina, per porre fine all’illegale occupazione russa e per costruire le condizioni di libertà, democrazia, convivenza e di sicurezza comune per l’Europa intera

–  il riconoscimento del diritto di asilo e la protezione a dissidenti, obiettori di coscienza, renitenti, disertori, profughi, difensori dei diritti umani, giornalisti, attivisti sociali e sindacalisti vittime della repressione politica in ogni contesto e nazione

–  il rafforzamento dell’azione umanitaria e di protezione dei diritti umani nei contesti di violenza strutturale (Afghanistan, Myanmar, Nagorno Karabakh, Iran…)

–  lo stanziamento dello 0,7% del PIL a favore della cooperazione allo sviluppo

–  la promozione di conferenze regionali di Pace sotto l’egida delle Nazioni Unite, per ricostruire convivenza e sicurezza nelle regioni martoriate da guerre in Medio Oriente e in Africa, che coinvolgono milioni di persone che vengono uccise, espulse dalle proprie case, impoverite, costrette alle migrazioni forzate.

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Prima chi ne ha più bisogno – contro le discriminazioni nel Diritto alla Casa

La rivisitazione della legge regionale sull’edilizia sociale che si sta discutendo in Consiglio Regionale prevede anche una nuova specifica norma che va a modificare l’articolo 8 della legge 3 del 2010, concedendo punteggi aggiuntivi alle persone residenti in Piemonte da 15, 20 o 25 anni. 

 

Questa proposta va a ledere il principio che dovrebbe guidare il diritto e quindi anche il diritto alla casa: essere equamente garantito, dunque rivolto alle persone giudicate in condizione di maggiore necessità e fragilità. Questa norma, che favorisce chi è residente da più tempo e in modo continuativo, va a discriminare tutte le persone, cittadine italiane e non, che, nonostante ne abbiano la necessità e il diritto, per diversi motivi possono non avere maturato la residenza richiesta e risultare quindi ingiustamente svantaggiate. 

 

Inoltre questa norma, inserendo superflui elementi di merito nelle graduatorie, mette in competizione persone in condizione di necessità e presenta il forte rischio di alimentare l’instabilità e l’odio sociale. A questi si dovrebbe invece rispondere con misure e investimenti utili a far fronte ai tanti problemi dell’edilizia sociale nella nostra Regione, per escludere il meno possibile le persone, aumentando il numero di case a disposizione, e migliorando la qualità delle strutture e dei servizi.
Molte osservazioni in merito sono state formalmente presentate in seguito alla richiesta di consultazione del settembre 2023 del disegno di legge 130.

 

Questa nota va a ribadire la preoccupazione di tanti soggetti quotidianamente coinvolti a diverso titolo nel favorire il diritto alla casa,  nei confronti di questa misura discriminatoria che sta per essere approvata dall’Istituzione che dovrebbe essere invece garante di equità e giustizia.

È ancora possibile aderire scrivendo a ramona.boglino@acmos.net

 

Hanno sottoscritto la nota:

ACMOS

ALMATERRA

AMMI ETS

ARCI TORINO

ARTERIA

ALTRIMODI

ASGI 

ASSOCIAZIONE AIA APS

ASSOCIAZIONE SPERANZA

BENVENUTI IN ITALIA

CIFA ETS

COMUNET

FAMIGLIE ACCOGLIENTI Torino

FLAICA CUB 

FONDAZIONE DI COMUNITA’ PORTA PALAZZO

I RAGAZZI DEL FIUME 

LANGUAGE AID ETC

MAGAZZINO SUL PO

PSICOLOGI DEL MONDO

REFUGEES WELCOME

ASSOCIAZIONE SPERANZA

VOLERE LA LUNA

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È nato il Consiglio Comunale dellɜ Ragazzɜ di Torino!

Il Consiglio Comunale dellɜ Ragazzɜ (CCR) è una struttura organizzativa di partecipazione politica, per imparare a conoscere i meccanismi di funzionamento dell’istituzione pubblica e degli organi politici locali.

L’esperienza è aperta a giovani tra 10 e 14 anni che frequentano le scuole medie di Torino, con la possibilità di fare la loro prima importante esperienza di democrazia e partecipazione civica.

 

L’attività, promossa e finanziata dalla Città di Torino, è realizzata da ACMOS e Les Petites Madeleines APS, in collaborazione con il Gruppo Comunità e Territori Digitali del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino.

 

Si tratta di un vero e proprio Consiglio cittadino, composto da studentɜ che, attraverso il proprio istituto di appartenenza, devono candidarsi, partecipare alle elezioni, seguire i lavori del gruppo, proporre argomenti per l’ordine del giorno e portare riflessioni sui temi di discussione. Il CCR si interfaccerà con il Consiglio Comunale vero e proprio, con la possibilità di portare all’attenzione del mondo degli adulti tutte le istanze discusse insieme a propri coetanei.

Il CCR si pone quindi come “scuola di cittadinanza”, per entrare da subito in contatto sia con le Istituzioni cittadine, sia con gli spazi e con le realtà sociali che si trovano vicino a casa o alla scuola, per diventare un nuovo punto di riferimento sul territorio.

Tra gli argomenti di discussione, ci saranno i temi dei diritti e dell’inclusione, del rispetto dell’ambiente e dell’importanza di buone pratiche sostenibili, della cittadinanza attiva, del volontariato, del diritto allo studio, del diritto alla salute, dell’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie, del diritto alla libertà di parola ed espressione di sé.

 

Per rimanere aggiornati rispetto alle attività del CCR segui la pagina Instagram dedicata!

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IDENTITÀ MIGRANTI – Narrazioni, territori e comunità

Identità Migranti – Narrazioni, territori e comunità” è un’iniziativa culturale che si svolgerà il 23 e il 24 febbraio al Centro Incontro di Corso Casale 212 e che vede la partecipazione di venti realtà sociali che operano a livello territoriale, cittadino, provinciale ma anche nazionale, occupandosi di migrazioni, contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, accoglienza e percorsi di riscatto

 

L’evento, organizzato da Acmos in collaborazione con il Centro Incontro di Corso Casale 212 e patrocinato dalla Circoscrizione 7, si aprirà venerdì 23 febbraio alle ore 18 con l’inaugurazione di diverse mostre artistiche, visitabili liberamente o su visita guidata per tutta la durata dell’evento. Specificatamente, le mostre saranno tre: “Siamo Uomini o Caporali?”, nata dall’esperienza di Cascina Arzilla, un bene confiscato alla criminalità organizzata a Volvera, e curata da Acmos; “Ritratti Distratti” curata dal Collettivo Sediv Crew e dall’Associazione Vides Main; infine, la mostra “Agency – Vote with Her”, un progetto realizzato da European Network of Migrant Women e da Femlens

 

Dopo l’inaugurazione sarà possibile gustare l’apericena preparato dalle associazioni, in compagnia della musica della band andina Tawa, seguita dall’esibizione rap della Sediv Crew, per poi finire con il concerto del gruppo balcanico Zerevò. Una serata di balli e divertimento, valorizzando e riscoprendo musiche internazionali. 

 

Sabato pomeriggio, a partire dalle ore 16, si terrà la tavola rotonda “Territori migranti” proposta dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Modererà la giornalista Carlotta Rocci e interverranno rappresentanti della società civile torinese impegnata nella tutela dei diritti delle persone migranti: Karim Metref, giornalista e presidente di Piemondo; Michael Eve, sociologo delle migrazioni, Rosanna Paradiso, esperta antitratta per l’UNHCR, Bernadeta Bottoms, operatrice dell’Associazione Iroko, Daniela Guasco della Re.Te Ong, Ivano Casalegno, presidente di Arteria e Yoselina Guevara del Progetto Agency. 

 

A seguire, sarà possibile fermarsi a cena, previa prenotazione al numero 3347938993 o scrivere a cascina.arzilla@acmos.net, il cui menù prevede l’alternanza tra cinque portate e cinque testimonianze, mettendo al centro della serata le storie di riscatto delle terre da cui arrivano la maggior parte dei prodotti cucinati e le esperienze di convivenza e comunità che hanno dato vita ai progetti protagonisti della cena. In particolare, interverranno rappresentanti del Kontiki, le Sentinelle SalvaCibo, la Comunità di Casa Dora, la Cooperativa Sociale Nana, la Cooperativa Sociale Esperanto e i volontari di Cascina Arzilla.

 

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Un fiore per Tina

Florentina Motoc, Tina per tuttɜ noi, rappresenta una storia di solitudine, abuso e silenzio.

Nata a Dorohoi, in Romania, lascia il suo paese alla ricerca di un futuro migliore.

Purtroppo questo desiderio si infrange immediatamente, quando, fin da subito, finisce nella rete di trafficanti che la obbligano alla prostituzione.

 

Nel 2001, il 9 febbraio, Tina scompare. 

Il suo corpo verrà ritrovato dopo una settimana, ma ci vorrà più di un mese e la mobilitazione della società civile perché si riesca a darle un nome. Dopo più di un anno, Libera ottenne i permessi necessari per riportare la sua salma alla famiglia e darle una degna sepoltura. 

Venerdì 9 febbraio quindi ci ritroveremo per ricordare Tina e la sua storia.  

 

Casa Acmos ha scelto, dal 2001 anno di nascita della nostra Comunità, di farsi carico della sua storia, per tenere a mente quanto la solitudine che lei ha vissuto possa renderci vulnerabili e quanto sia importante sognare e impegnarci per un mondo diverso, un mondo nel quale la solitudine e le ingiustizie, come quelle vissute da Tina, non debbano essere subite da nessunə.

 

Ci troveremo prima su Lungo Po Antonelli 41, alle 17:30 per ricordarla e ribadire il nostro impegno in un cammino di memoria viva che punti ad una società senza invisibili e senza mafia.

 

Successivamente, ci sposteremo al Kontiki, via Cigliano 7/b, per l’incontro “Si tratta di antitratta”, un talk sullo sfruttamento sessuale insieme a Silvia Donnantuono, operatrice sociale del Gruppo Abele, Piera Viale, presidente dell’associazione Tampep, e Serena Medici, operatrice sociale dell’associazione Tampep.

 

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