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Stop the Plan(e): il video racconto

Siamo partiti in 15, coi Fridays For Future Torino, alla volta di Glasgow per prendere parte alla grande mobilitazione in occasione della COP26.

Nell’organizzare questo viaggio ci siamo scontrati con una delle grandi contraddizioni del nostro tempo; il mezzo di trasporto più ecologico in termini di emissioni e quindi preferibile per il viaggio fino a Glasgow sarebbe il treno, mentre l’aereo risulta essere in assoluto il più inquinante (come confermato dai dati ’EEA – Agenzia Europea dell’Ambiente).

Abbiamo scelto di accettare la sfida della responsabilità delle nostre idee e la messa in discussione di quegli aspetti del nostro stile di vita che appaiano più insostenibili e ingiusti: per questo motivo siamo partiti il 4 Novembre da Torino Porta Nuova in direzione delle Isole Britanniche, saltando di stazione in stazione, di convoglio in convoglio per portare a Glasgow il nostro messaggio ambientalista!

Torniamo nella nostra città con la voglia di raccontare ciò che abbiamo visto e vissuto, provando a trasmettere quella carica che per noi è stata fondamentale.

#22novembre 2021: il video racconto

Il #22novembre 2021 abbiamo celebrato la VI Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole con l’assemblea ‘Edilizia scolastica e sicurezza: uno sguardo al futuro’, durante la quale sono stati presentati i dati del dottorato di ricerca in ingegneria civile e ambientale per la diffusione della cultura della sicurezza e la prevenzione dei rischi negli edifici scolastici, con un focus sulle scuole del Piemonte.

Il dottorato è frutto della collaborazione tra il MIUR, la Fondazione Benvenuti in Italia – Fondo Vito Scafidi e il Politecnico di Torino, a cura dell’Ing. Oscar Mancinelli, studente di dottorato – coordinato dai prof. Bernardino Chiaia e Alessandro Fantilli del Politecnico di Torino.

Programma dell’assemblea:

Saluti del preside dell’Avogadro: Tommaso de Luca

Carlotta Salerno, Assessora all’istruzione della Città di Torino

Marco Rosso, Città Metropolitana di Torino

Maria Teresa Ingicco – Dirigente Tecnico, Ufficio Scolastico Regionale

Prof. Alessandro Fantilli e dott. Oscar Mancinelli: Politecnico di Torino

Mara Scagni: Cittadinanzattiva

Federica Sisti: Legambiente

Alessandro Finetti, rappresentante LAST e studenti dell’Avogadro di Torino

Cinzia Caggiano, Fondo Vito Scafidi

Giulia Toffanin, Acmos

Al termine dell’assemblea è stato deposto un mazzo di fiori sulla targa che la Città di Torino ha dedicato alla memoria di Vito Scafidi, come simbolo della sicurezza nelle scuole.

Le iniziative sono state ACMOS, Libera Piemonte, Cittadinanzattiva, Legambiente, IIS Avogadro, Politecnico di Torino e Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte.

Rassegna stampa

Torino Oggi => https://bit.ly/3qZg4WP
La Repubblica => https://bit.ly/3l3kQiu
La Repubblica, intervista a Cinzia Caggiano => https://bit.ly/3xepb77
Studio Aperto => https://bit.ly/3cJmyRz
PolitoFlash => https://bit.ly/3DROlet

Appunti della Scuola di Quartiere: voce agli studentə

La seconda puntata degli “Appunti della Scuola di Quartiere” dà voce ai principali protagonisti della scuola: gli studenti e le studentesse, da due diversi punti di vista.

Entrambi gli spunti partono da considerazioni legate al periodo di DAD, e quindi ai problemi legati all’assenza della dimensione fisica e collettiva della scuola.

Il primo è il contributo di Rinascimento Studentesco, collettivo di giovani delle superiori, nato a Torino proprio durante il primo lockdown, che si sofferma sulla volontà di partecipazione attiva degli studenti e sugli spazi di protagonismo democratico a scuola. Il collettivo SBAM (Studenti di Buonsenso per l’Autonomia e il Merito) invece, a partire dall’assemblea di lancio della Scuola di Quartiere, mette al centro il valore del dibattito e del confronto su questi temi, che coinvolga gli studenti in primis.

Rinascimento Studentesco  

Sin dalla sua prima edizione, Scuola di Quartiere è stato un vero presidio eterogeneo di persone, atto a sensibilizzare e approfondire su tutte le tematiche care alla Scuola pubblica, interessando quindi tutte le componenti di essa. Proprio per questo motivo, rappresentando ed essendo noi gli studenti, perno del nostro modello di Scuola, come Rinascimento Studentesco non possiamo che dirci orgogliosi di essere stati tra gli organizzatori di questa seconda edizione del progetto, nonostante molti dei nostri componenti fossero impegnati con gli ultimi mesi delle superiori e con l’esame di Stato. Per noi queste due settimane sono state un’occasione unica di confronto, una fonte di conoscenze e spunti sempre nuovi, un momento in cui ci siamo sentiti meno soli nel cercare di risolvere dal basso i problemi della Scuola, obiettivo che perseguiamo senza presunzioni ma pieni di passione, nonostante il tempo che viviamo sia pieno di disinformazione e disinteresse.

In questo senso, è stato sicuramente rassicurante riuscire a organizzare la prima assemblea in scaletta, che aveva come protagonisti diversi collettivi studenteschi di diversa provenienza e orientamento politico, insieme poi ad un ente neutrale ed istituzionale come quello della Consulta Provinciale degli Studenti di Torino, rappresentato quel giorno dal suo vice presidente in carica. Il tema del dibattito era il ruolo degli studenti nella comunità educante e proprio intorno ad esso si è articolata la discussione. Partendo dal ribadire che l’essenza di Rinascimento sta nella lotta per uno studente al centro di ogni situazione scolastica poiché ognuna di esse potenzialmente lo riguarda, si è poi andati avanti facendo emergere varie problematiche, come per esempio il numero di studenti nei consigli d’istituto, secondo noi troppo basso, che in pratica ci esclude da ogni decisione importante. Infatti, secondo noi più gli studenti hanno voce in capitolo, più è probabile che essi si interessino alle dinamiche scolastiche, abbattendo di molto il tasso di disinteresse e ignoranza che oggi regna tra la popolazione studentesca. A proposito di incosapevolezza degli studenti riguardo i loro problemi, pochissimi di essi conoscono i propri diritti all’interno dell’istituzione scolastica, e questo è uno dei principali difetti del sistema che noi vogliamo combattere: per esempio non interessa insegnare agli studenti ad autogestirsi in un’assemblea d’istituto e anzi queste vengono vietate, giudicate inutili in nome di un programma che deve essere terminato senza perdite di tempo, dimenticandosi così il vero e primo principio dell’andare a scuola: il saper stare con gli altri e diventare cittadini attivi, critici, sicuri e operanti nel bene della società, valorizzando la propria persona e i propri talenti. Per permettere ciò, la Scuola in primis deve presentarsi come società democratica, è oggi non lo fa pienamente.

Infatti, attualmente si hanno opportunità di dibattito soltanto grazie a presidi, professori e rappresentanti di istituto “illuminati” (termine peraltro molto usato durante le varie assemblee di SdQ), che hanno la lungimiranza di impegnarsi affinché questi momenti di riflessione si svolgano.

Dunque, affinché tutto ciò si realizzi al meglio bisogna che la scuola riconosca e stimoli le rappresentanze studentesche e i collettivi, concedendo loro spazi, tempi e libertà di cui hanno bisogno.

Un altro tema trattato è quello delle “commissioni paritetiche”, ossia commissioni composte sia da professori e studenti invece che dai soli docenti. Questa modalità è già presente in tantissime università d’Italia e crediamo che debbano essere integrate anche nelle scuole superiori su argomenti come il PCTO, su cui decidono solo i docenti e il dirigente scolastico, e i viaggi studio, troppo spesso considerati “un premio” e non un tassello fondamentale per integrare gli amatissimi programmi con un’esperienza capace di portare gioia e interesse nell’imparare e vivere insieme agli altri in maniera alternativa rispetto alle solite lezioni frontali.

Un ultimo ruolo che secondo noi dovrebbero assumere gli studenti è quello educativo nei confronti dei loro coetanei più piccoli, attraverso dei progetti di “peer education” (educazione tra pari) al fine di creare un clima di confronto sereno e di fiducia. Dopo un’adeguata formazione, può essere molto utile una tale modalità su temi come le droghe, il sesso, l’utilizzo dei social ecc.

Insomma, le righe soprastanti sono la nostra testimonianza del valore di iniziative come Scuola di Quartiere, troppo importanti per non essere fatte più spesso, troppo importanti per permettere che la Scuola cambi per sempre, per permettere una rivoluzione, che a prescindere “dall’orientamento politico” della parola, noi tutti auspichiamo.

SBAM

Secondo i tre rappresentanti di Sbam che hanno partecipato all’incontro che si è tenuto il 14 giugno presso il liceo Einstein tale incontro è stato molto interessante e utile.

E’ stato interessante ascoltare il parere degli altri movimenti riguardo al ruolo dello studente all’interno della scuola.

Riteniamo queste iniziative utili perché il dibattito è la migliore forma di confronto tra associazioni che la pensano in modo diverso e speriamo che in futuro vi potranno essere altre occasioni.

Secondo noi per cambiare la situazione degli studenti bisogna dibattere e bisogna confrontarsi in modo pacifico.

Il periodo di Dad ha messo in luce tutti i problemi della scuola italiana e ne ha fatto emergere altri.

Questo è il momento in cui bisogna risolvere i problemi della scuola e lo studente deve tornare al centro del dibattito.

Durante il dibattito si è parlato dei problemi della scuola, dell’edilizia scolastica anche  attraverso le domande poste  dal pubblico.

Sbam è un’associazione nata a dicembre  che si pone come obiettivo quello di migliorare la situazione degli studenti perché siamo e saremo sempre al fianco di essi.

Youth Creativity for Europe a Tomar!

L’eccitazione di prendere un aereo dopo mesi di pandemia tardava a farsi sentire. Il grigio di Torino, i mille impegni tra università e lavoro ci rendevano difficile l’idea di essere pronti per un viaggio: il progetto Erasmus+ Youth Creativity for Europe, dopo i giorni a Boves e a Torino, sarebbe proseguito in Portogallo.

Il 17 ottobre è arrivato, e sette ragazzi la mattina presto si sono trovati ad aspettare un autobus diretto a Malpensa, con gli occhi ancora stropicciati dal sonno.

Dopo un lungo viaggio (Torino-Malpensa, Malpensa-Lisbona, Lisbona-Tomar) siamo giunti alla nostra destinazione, una città medioevale persa tra Lisbona e Coimbra circondata da colline e foreste e, per la gioia di tutti, dove i venti gradi centigradi regnavano ancora sovrani.

Qui abbiamo incontrato i nostri compagni di avventura, alcuni già conosciuti, che ci hanno abbracciati calorosamente, e alcuni nuovi, che ancora timidi ci hanno stretto la mano sperando di memorizzare i nostri nomi.

Dopo la prima serata passata a riprendersi dai tanti chilometri percorsi, è iniziata la nostra settimana. Ci siamo ritrovati tutti in uno spazio stupendo con un’enorme vetrata che dava sul fiume e sul verde che caratterizza Tomar, pronti a metterci in gioco per perseguire gli obiettivi di cui avevamo tanto discusso prima della partenza.

Il tema che volevamo sviscerare in quei giorni era quello della memoria europea, ma se durante l’estate ne avevamo discusso più dal punto di vista critico e teorico, questa volta il nostro intento era di creare forme artistiche per esprimere le nostre conclusioni.

Le nostre giornate iniziavano dopo una generosa colazione all’ostello; ci ritrovavamo negli spazi dell’associazione che ci ospitava, Gerar Oportunidades e dopo qualche energizer per prepararci alle attività andavamo a trattare il tema del giorno.

Inizialmente ci siamo soffermati sulla dimensione personale del tema, presentando degli elementi della nostra memoria in senso performativo; in seguito ci siamo confrontati su simboli, persone e luoghi della memoria europea, unendo le conoscenze proprie di ogni Paese che partecipava allo scambio: Italia, Portogallo, Germania, Irlanda, Estonia e Polonia.

Sono poi iniziati i workshop riguardanti il teatro, la musica e le graphic facilitations, che ci hanno fatti mettere in gioco riscoprendo lati creativi di noi. Dopo queste prove abbiamo dovuto scegliere l’ambito in cui metterci in gioco per creare un evento pubblico da portare in scena l’ultimo giorno, aperto alla comunità di Tomar e che fosse rappresentativo di tutto ciò su cui avevamo lavorato e riflettuto in quei giorni.

Il gruppo teatro, il gruppo musica, il gruppo grafico, insieme alla logistica e ai video makers hanno creato delle performance che poi abbiamo messo in scena grazie alla collaborazione di tutto il gruppo alla presenza di alcuni cittadini. E’ stata davvero una grande soddisfazione, perché nonostante le difficoltà di lavorare con persone che non condividono il tuo stesso background culturale siamo riusciti a trovare un punto d’accordo su cosa è l’Europa per noi. In particolare, il gruppo di musica ha creato delle armonizzazioni vocali sulla cui base è stato letto il preambolo della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo. Il gruppo di teatro invece ha messo in scena una riflessione sui confini interni ed esterni all’Unione, attraverso monologhi e movimenti molto potenti.

L’ultimo giorno salutarsi è stato molto difficile, il gruppo era unito e abbiamo avuto modo di intessere rapporti più profondi con tutti coloro che ci accompagnavano dalla prima parte dello scambio, ma abbiamo indubbiamente portato a casa la sicurezza di aver raggiunto il nostro scopo, ovvero creare una rete europea di contatti.

Global Day of Action for Climate Justice – Glasgow

Tra le miriadi di storie che si sono incontrate a Glasgow, in mezzo a persone provenienti da ogni parte del mondo, immersi nella moltitudine di lingue e culture, c’eravamo anche noi con i Fridays For Future Torino.

Il nostro viaggio è iniziato a Torino, dove insieme abbiamo sognato di prendere parte a quello che da molti è definito come un evento di portata storica.

Abbiamo voluto cercare la soluzione più ecologicamente sostenibile per rispondere al nostro desiderio, e quindi abbiamo dovuto chiedere un sostegno per viaggiare.

Abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per riuscire a sostenere economicamente la nostra impresa.

Abbiamo incontrato tantissime persone, conoscendo diverse realtà con le quali ci siamo confrontati e raccontati.

Vogliamo raccontarvi la grande manifestazione di Glasgow, il Global Day of Action for Climate Justice,  in occasione della COP26.

Ad aprire il corteo c’erano i MAPA, Most Affected People and Areas.

Si tratta di attivisti provenienti dalle aree geografiche più colpite dai cambiamenti climatici.

La loro partecipazione al corteo è stata ben organizzata e ben strutturata, perché si tratta di persone in pericolo di vita per le loro battaglie.

Infatti, molti di loro, provengono da quei paesi dove le scelte politiche sconsiderate e l’insostenibile struttura dei sistemi produttivi ha ripercussioni devastanti sugli abitanti di quei territori.

Erano loro la testa del corteo, circondati da attivisti volontari che delimitavano l’area a loro assegnata e li proteggevano.

A seguire una moltitudine di persone, giovani, bambini, anziani, lavoratori, insegnanti, artisti, una composizione di colori, musiche e gioia, spinte a camminare e ballare, anche sotto la pioggia, per chiedere con  determinazione un cambiamento reale.

A fronte di quello che è considerato un evento di portata storica, tantissime voci hanno espresso poca soddisfazione per le scelte che si stanno prendendo a questa COP26.

Basti pensare che l’analisi della lista provvisoria dell’ONU rispetto ai partecipanti nominati per questa COP26 suggerisce 503 delegati che sono direttamente affiliati alle compagnie di combustibili fossili.

Il Climate Action Tracker ha stimato che, anche se le grandi decisioni prese in questi giorni venissero rispettate, l’innalzamento della temperatura della terra sarebbe di +2,4 °C (non dovrebbe superare il +1,5 °C).

È difficile credere realmente ai discorsi che in questi giorni le più grandi autorità politiche ci stanno presentando.

Ma crediamo che sia il momento di essere coraggiosi, come le persone che hanno manifestato a Glasgow.

Uno degli slogan della manifestazione è stato: ”This is what democracy looks like”.

Proprio perché il 6 novembre a Glasgow sono scese in strada più di 100.000 persone, provenienti da tutto il mondo, appartenenti a gruppi e associazioni diverse, ma tutte scese in piazza, nonostante la pioggia, perché si sono sentite parte di un movimento più ampio, globale.

Ad animare il corteo abbiamo incontrato tutte le generazioni immaginabili, dai più anziani ai più piccoli.

Perché questa è una sfida da vincere tutte e tutti insieme, a prescindere dall’età.

C’è in ballo il futuro della Terra, quindi il nostro futuro!

Per un totale di 42 ore di viaggio, con 5 treni cambiati, un pullman e un traghetto,  11 ore di manifestazioni e camminate, in soli quattro giorni, abbiamo sicuramente vissuto un’esperienza che non potremo dimenticare.

Torniamo nella nostra città più uniti e più carichi, con l’impegno di raccontare il nostro viaggio, per sentirci realmente parte di un movimento globale che lotta per i diritti di tutte e tutti.

Eccovi il nostro foto-racconto:

https://flic.kr/s/aHsmX7UsHg

Assoluzione per Emilio Coveri, presidente di EXIT-Italia

“Il Tribunale di Catania ha assolto Emilio Coveri, presidente di EXIT-Italia, per il suicidio assistito di Alessandra Giordano in Svizzera, assolvendo con lui l’attività più che ventennale dell’associazione di informazione e lotta per l’eutanasia. Il PM aveva chiesto 3 anni e 4 mesi. Non abbiamo mai negato rapporti e confronti con le altre associazioni europee che si battono per l’eutanasia, comprese le associazioni svizzere che accettano cittadini stranieri. Negli anni decine di soci hanno potuto usufruire in piena libertà e autonomia decisionale del suicidio assistito. Tra queste anche Alessandra Giordano, della cui morte siamo venuti a conoscenza successivamente. Come responsabile scientifico di Exit-Italia si dall’inizio ho sottolineato la completa fiducia nell’operato di Dignitas per la verifica delle condizioni personali e della volontà non condizionata. Come sempre noi siamo rasserenati quando un nostro socio riesce ad ottenere il suicidio assistito in Svizzera, ma nello stesso tempo siamo rammaricati per il fatto che non possa accadere in Italia. Negli ultimi anni si sono fatti significativi passi avanti sul testamento biologico e il fine vita, ma la materia resterà una incompiuta fino a quando l’eutanasia non sarà legale anche in Italia. il grande successo della raccolta firme per il referendum con il deposito di oltre 1 milione 200 mila firme fa ben sperare che si sia prossimi alla meta.”

Queste le parole di Silvio Viale, responsabile scientifico di EXIT-Italia, in una nota da lui diffusa ieri.

Negli ultimi anni si sono fatti significativi passi avanti sul testamento biologico e il fine vita, ma non siamo ancora riusciti ad evitare “l’esilio” in queste situazioni complesse.

Nel 2016 abbiamo intervistato proprio Emilio Coveri.

Guarda la video intervista per approfondire.

Il potere del cane

Nel Montana del 1925, i fratelli Phil (B. Cumberbatch) e George (J. Piemmons) mandano avanti un grande ranch: il primo è violento, sprezzante, ruvido, solitario; il secondo gentile, timido, mai impulsivo. Insomma, agli antipodi più estremi. Quando George sposa la vedova Rose (K. Dunst), tutti si ritrovano a vivere insieme, a un certo punto anche il figlio ventenne della donna, Peter (K. Smit-McPhee), che sta studiando medicina. Inizialmente l’ostilità di Phil, verso coloro che considera degli intrusi e approfittatori, è gratuita, quasi ostentata, talvolta crudele. Col passare del tempo, le contraddizioni degli animi di ciascuno finiranno per emergere. Colpo di coda al veleno nel finale.

Jane Campion torna dietro la macchina da presa dopo dieci anni abbondanti, firmando il suo ottavo lungometraggio di finzione in più di trent’anni. Non si può propriamente dire che sia un western, questo film tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Savage. Tutta la storia è attraversata da una costante tensione narrativa, sempre sul punto di esplodere. La Campion gioca sapientemente con gli opposti: la violenza e la tenerezza, l’amore e l’odio, il desiderio e la ripugnanza, l’attrazione e la negazione della stessa. Se le si vuole riconoscere un limite forse sta nel ritmo compassato, soprattutto nella prima parte, ma non si può negare il fascino potente che esercita sullo spettatore.

Quartetto di interpreti in gran forma, splendida fotografia. Leone d’argento per la regia all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Nelle sale cinematografiche da ieri, disponibile su Netflix (che produce la pellicola) dal 1° dicembre.

 

#22novembre 2021: un fiore per Vito

Il 22 novembre 2008 a Rivoli, in provincia di Torino, un controsoffitto si è sbriciolato sulla testa degli studenti del liceo Darwin. Sotto il peso di calcinacci e tubi di ghisa perdeva la vita Vito Scafidi, un giovane di appena 17 anni. Insieme al controsoffitto, quel 22 novembre, a tutt* noi è crollata addosso la consapevolezza che le scuole nel nostro Paese non sono luoghi sicuri e che sia responsabilità di tutt* noi renderle tali. Ciascuno con il proprio compito, studenti, studentesse, insegnanti, personale scolastico, genitori, cittadin* e la politica hanno la responsabilità della vita degli studenti e delle studentesse che abitano quotidianamente le nostre scuole, a partire dalla didattica fino alle strutture.

 

L’introduzione della legge 107/2015 ha istituito proprio il 22 novembre la Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole, in ricordo di Vito Scafidi, degli Studenti e delle studentesse della casa dello Studente de l’Aquila, dei bambini e delle bambine di San Giuliano di Puglia e di tutti gli studenti e le studentesse rimast* ferit* a scuola, fortunatamente in modo meno grave.

 

Anche quest’anno il Fondo Vito Scafidi – Fondazione Benvenuti in Italia celebra il 22 novembre con iniziative volte alla promozione della cultura della sicurezza scolastica, perché non esistono “tragiche fatalità”, ma solo sottovalutazioni, a volte gravissime. Le iniziative sono promosse in collaborazione con l’associazione ACMOS, Libera Piemonte, Cittadinanzattiva, Legambiente, IIS Avogadro, Politecnico di Torino e Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte.

 

Una volta di più vogliamo sottolineare che la scuola è vita e che sia necessario investire le migliori risorse economiche e pedagogiche del nostro Paese per generare futuro.

 

Le iniziative promosse per l’annualità in corso:

Verso il #22novembre

  1. “Mandalo a scuola” Campagna di comunicazione per l’8 per mille

Nel 2010 la Fondazione Benvenuti in Italia lanciò la campagna “Mandalo a scuola”, per chiedere di modificare la legge sull’8 per mille e rendere possibile l’investimento di parte di quelle risorse per l’edilizia scolastica. Dallo scorso anno è finalmente diventata operativa la possibilità di scelta in dichiarazione dei redditi. Abbiamo realizzato una campagna informativa per far conoscere, direttamente e attraverso altri enti, questa importante conquista normativa e alimentare i fondi per le strutture scolastiche. Continueremo a promuovere la campagna.

 

  1. Animazione dei giardini Vito Scafidi, in piazza Chiaves: inaugurati nel 2018, in occasione del decennale della morte di Vito, i giardini Scafidi sono animati con regolarità dagli educatori e dalle educatrici dell’associazione ACMOS che coinvolgono i più piccoli nella riflessione e nell’azione creativa a tema sicurezza. Nei mesi di ottobre e novembre 2021, tutti i mercoledì dalle 16.00 coloro che frequentano i giardini hanno la possibilità di descrivere la propria scuola ideale e costruirla in maniera cooperativa.

 

  1. Questionario/traccia di ricerca per le scuole di ogni ordine e grado, per dare alle scuole uno strumento in più per affrontare la giornata e per conoscere alcune caratteristiche del sistema dell’edilizia scolastica del nostro Paese. Il questionario attiverà anche una campagna social nel mese di novembre 2021, verso la Giornata.

 

  1. ‘Caro Vito ti scrivo’, in versione social. Anche quest’anno proponiano agli studenti e alle studentesse di rivolgersi simbolicamente a Vito, raccontando come come stanno vivendo la parola “sicurezza”, alla luce della pandemia e delle nuove modalità con le quali sono chiamati a vivere la scuola. Gli studenti e le studentesse possono raccontare la propria esperienza attraverso una story su instagram, taggando Fondazione_Benvenuti_in_Italia. L’azione è proposta in forma scritta anche dagli animatori e dalle animatrici di ACMOS durante i laboratori nelle scuole.

 

22 novembre 2021

Ore 11.00, presso l’Istituto Avogadro di Torino (corso San Maurizio n.8) assemblea pubblica sul tema ‘Edilizia scolastica e sicurezza: uno sguardo al futuro’ con Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi ed esponenti istituzionali e delle associazioni che si occupano del tema.

 

L’assemblea sarà trasmessa in diretta Facebook sulla pagina della Fondazione Benvenuti in Italia, ACMOS e Libera Piemonte e consentirà a tutte le scuole di collegarsi per partecipare all’iniziativa e celebrare la Giornata.

Programma dell’assemblea:

Saluti del preside dell’Avogadro: Tommaso de Luca

Maria Teresa Ingicco – Dirigente Tecnico, Ufficio Scolastico Regionale

Prof. Alessandro Fantilli e dott. Oscar Mancinelli: Politecnico di Torino

Mara Scagni: Cittadinanzattiva

Federica Sisti: Legambiente

Conclude Cinzia Caggiano, Fondo Vito Scafidi

Introduce e modera Giulia Toffanin, Acmos

 

Ore 14.30-17.00, presso i giardini Vito Scafidi, in piazza Chiaves a Torino, pomeriggio di animazione, per rappresentare il portato di questi mesi di lavoro con gli studenti, a tema ‘La scuola che vorrei’.

 

Deposizione dei fiori presso la targa intitolata a Vito Scafidi, attraverso la quale nel 2018 la Città di Torino ha voluto intitolare un pezzo di città alla memoria di Vito.

 

Materiali:

Scarica la locandina

Scarica il materiale didattico per le scuole di ogni ordine e grado

Scarica le card social: n.1   n.2   n.3   n.4

Scarica la copertina Facebook

Scarica la grafica per partecipare al “Caro Vito, ti scrivo” invia la tua idea su #lascuolasicura a fondovitoscafidi@benvenutiinitalia.it o pubblicala sui social taggando la Fondazione Benvenuti in Italia

 

Il bambino nascosto

Gabriele Santoro (S. Orlando) è un maestro di musica, arrivato alla mezza età e archiviati i sogni di grande pianista, vive solo a Napoli, in un quartiere malfamato e dà lezioni private al pianoforte. Una mattina irrompe in casa Ciro (G. Pirozzi), dodicenne del piano di sopra, forse coinvolto in uno scippo, che ha bisogno di aiuto: deve nascondersi. Ciro ha un padre (S. Striano) che lo cerca, per rimettere a posto la situazione. Col passare dei giorni veniamo a conoscenza di nuovi dettagli, anche della vita di Gabriele, che ha un fratello (G. Imparato) e un padre anziano (R. Herlitzka), entrambi magistrati. Gabriele contro ogni logica di buon senso accetta di proteggere Ciro, pur non essendo abituato ad avere a che fare un ragazzino, a costo della sua stessa incolumità.

Roberto Andò porta al cinema una vicenda ispirata al suo omonimo romanzo, edito da La nave di Teseo. E’ una storia che affronta tanti temi, in primis quello irrisolto del rapporto genitori-figli, che metaforicamente coinvolge quasi tutti i personaggi. Parla anche di tenerezza, ferocia, paura, senso di colpa, solitudine, ineluttabilità della vita, rabbia, forse espiazione. Probabilmente la battuta che riassume il film la pronuncia il vecchio padre del protagonista.

Lo sguardo di Ciro (così convincente Giuseppe Pirozzi) fa sorridere, commuovere e riflettere a seconda delle scene. Silvio Orlando magistrale.

Colonna sonora che alterna musica da pianoforte a canzoni napoletane, di oggi e di ieri.

Ciao, Vincenzo

La scorsa notte è mancato Vincenzo Bellino, papà del nostro Piero Bellino.

Siamo al tuo fianco, Piero, e a tutta la tua famiglia, in questo momento di lutto.

Il funerale si terrà venerdì 5 Novembre, alle 09:00 presso la parrocchia Gesù Operaio di Torino.

Stop the Plan(e): un’alternativa è possibile

“Stop the Plan(e): un’alternativa è possibile” è un progetto nato dalla collaborazione con i Fridays For Future Torino.

 

Abbiamo mobilitato tante persone a Torino sui temi della giustizia ambientale, della sostenibilità e delle scelte per la salvaguardia del pianeta: un impegno locale ma con uno sguardo convintamente globale.

 

La nostra iniziativa nasce dalla volontà di partecipare alla Cop26, la ventiseiesima edizione della conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a Glasgow, Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre 2021; all’interno di questa cornice i movimenti ambientalisti d’Europa hanno organizzato per il 6 novembre il “Global Day of Action for Climate Justice“, una giornata di iniziative e attività per portare all’attenzione dei delegati della Cop il punto di vista della società civile sulla questione dei cambiamenti climatici.
Da Torino partirà una piccola ma rappresentativa delegazione composta di 15 giovani under 35 per prendere parte a questo importante evento storico, poichè dalle decisioni e dagli impegni presi in questa sede dipenderanno le sorti non solo del nostro pianeta, ma soprattutto della specie umana.

 

Nell’organizzare questo viaggio ci siamo scontrati con una delle grandi contraddizioni del nostro tempo; il mezzo di trasporto più ecologico in termini di emissioni e quindi preferibile per il viaggio fino a Glasgow sarebbe il treno, mentre l’aereo risulta essere in assoluto il più inquinante (come confermato dai dati ’EEA – Agenzia Europea dell’Ambiente).

 

Il viaggio su rotaia prevederebbe un costo quadruplo rispetto al trasporto aereo, rendendo di fatto inacessibile a dei giovani studenti la partecipazione alle iniziative di Glasgow: interrogandoci su come fare per affrontare questa sfida ci siamo trovati a scegliere se adattarci a queste condizioni, accettando il compromesso dell’aereo, o sfruttare l’occasione per puntare l’attenzione dell’opinione pubblica su questa stortura di sistema.

 

Abbiamo scelto la seconda, accettando la sfida della responsabilità delle nostre idee e la messa in discussione di quegli aspetti del nostro stile di vita che appaiano più insostenibili e ingiusti: per questo motivo partiremo il 4 Novembre da Torino Porta Nuova in direzione delle Isole Britanniche, saltando di stazione in stazione, di convoglio in convoglio per portare a Glasgow il nostro messaggio ambientalista!

 

Non possiamo però riuscire in questa impresa da soli!

 

Per farcela avremo bisogno dell’aiuto di tutte e tutti: con una piccola donazione simbolica ci permetterete di coprire le spese del viaggio e di portare anche la vostra voce all’attenzione dei potenti della Terra; potrete dialogare con la nostra delegazione durante tutti i giorni del viaggio, ricevendo aggiornamenti periodici sulla riuscita dell’impresa e prendendo parte ad un’epica sfida all’insegna della sostenibilità e della giustizia ambientale.

 

L’alternativa è possibile, se siamo in tanti a volerla.

Parti con noi verso Glasgow!

Sostieni il viaggio verso la giustizia ambientale!

 

DONA ORA

Madres paralelas

Janis (P. Cruz) e Ana (M. Smit) si trovano insieme in ospedale, a un passo dal partorire. La prima è una fotografa affermata, vicina ai quarant’anni, la seconda un’adolescente minorenne molto spaventata. Entrambe sono alla conclusione di gravidanze inaspettate, i loro compagni (per motivi diversi) non sono con loro. A distanza di mesi, le loro vite si incroceranno nuovamente, legando in maniera profonda le due donne, ormai madri, e i loro figli neonati. Sullo sfondo, la vicenda famigliare di Janis, il cui bisnonno fu trucidato nella guerra civile, e il desiderio quasi ossessivo di disseppellire la fossa comune in cui fu gettato, per finalmente liberarsi dei fantasmi del passato e fare i conti con la propria storia.

Il nuovo film scritto e diretto da Pedro Almodòvar è un labirinto di passioni, che affronta i suoi temi classici: l’amore, il desiderio, il senso di colpa, la morte, la memoria del passato, il tempo che passa e le ferite private che non sono rimarginate. Lo fa con una sapiente tensione narrativa, anche aiutata dall’uso delle musiche, nella classica cornice di ambienti dai colori molto accesi. Si affida a un cast quasi tutto al femminile, in cui spicca Penelope Cruz (premiata come miglior attrice all’ultima Mostra del Cinema di Venezia).

Porta con sè un duplice difetto, seppur perdonabile: lo scioglimento della storia è un po’ troppo repentino, ma soprattutto la vicenda della storia famigliare di Janis e dell’antenato ucciso dai franchisti, non riesce ad amalgamarsi in maniera efficace nella narrazione delle vicende. E’ evidente che ci sono molti significati metaforici, in una storia di padri assenti e ricerca (anche genetica) di avi e discendenti. L’ultima sequenza raggiunge il culmine del pathos, con silenzio e profondo rispetto.

Imperfetto, ma comunque da guardare!

Tra oppressione e speranza, l’educazione è politica

 “Se nulla resterà di queste pagine, speriamo che resti almeno la nostra fiducia nel popolo. La nostra fede negli uomini e nella creazione di un mondo dove sia meno difficile amare”

Abbiamo voluto fermarci, confrontarci e riattualizzare il pensiero di Paulo Freire, a cent’anni dalla sua nascita.

L’educazione è politica perché educando ed educandoci possiamo dare forma a un futuro diverso, fatto di libertà e di dignità.

Abbiamo dialogato con Davide Mattiello, Paolo Bianchini, Silvia Maria Manfredi e Marco Catarci.

Ci siamo resi conto di quanto il suo pensiero pedagogico sia, ancora oggi, attuale.

Per vedere l’album fotografico -> https://flic.kr/s/aHsmX2z9JZ