Volevo nascondermi

Vita tormentata di Antonio Ligabue (1899-1965), una delle più importanti personalità artistiche del XX secolo. Dall’infanzia in Svizzera, con gli scontri famigliari e le vessazioni in quanto “diverso” fin da piccolo,  fino alla maturità in Emilia Romagna, passando per il manicomio più volte. Un uomo maltrattato dalla vita, con una serie di malanni fisici e qualche turba psichica, però capace di dipingere e scolpire con una straordinaria versatilità. Schivo e solitario, amante delle automobili e delle motociclette, con una personalità eccentrica. Giorgio Diritti (“Il vento fa il suo giro”, “L’uomo che verrà”) torna a raccontare una storia di provincia (il dialetto emiliano) e personale, affidando a Elio Germano il ruolo di Ligabue, dopo lo sceneggiato Rai con Flavio Bucci protagonista, nel 1977. Germano è superiore a ogni elogio, giustamente premiato con l’Orso d’argento al Festival di Berlino, capace di calarsi nel ruolo con mimetismo incredibile. Film dalla scrittura rapsodica, che ripercorre la dolente esistenza di Ligabue in frammenti, con passaggi metaforici di rara bellezza. Commuove e appassiona. Da vedere.

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