Torino ricorda le vittime dell’immigrazione

Il 3 Ottobre 2013, un “barcone” carico di migranti partito dalle coste libiche affondò nel Mar Mediterraneo a meno di un miglio dall’Isola di Lampedusa. Quel giorno persero la vita in mare trecentosessantotto migranti.
A seguito di questa tragedia il parlamento ha istituito il 3 ottobre, per legge, giornata dedicata a tutte le Vittime innocenti dell’Immigrazione.

 

Come giovani di Torino, per non dimenticare quella tragedia e tutte quelle che si sono consumate in mare negli ultimi anni, agli inizi dell’ottobre 2017 abbiamo deciso di scrivere una lettera alla cittadinanza e lanciare una raccolta firme per chiedere all’Amministrazione di Torino di intitolare uno spazio della nostra città alle vittime dell’immigrazione.

Dopo 2 mesi tra le piazze della città e la presenza sul web con l’hashtag #Via3Ottobre, siamo riusciti a raccogliere oltre mille firme con l’adesione anche di personaggi illustri come Gian Carlo Caselli, Don Luigi Ciotti, Ernesto Olivero, Davide Mattiello, Gustavo Zagrebelsky, Boosta, Fabio GedaPIF, Roberto Saviano e Tareke Brhane.
Dalla piazza la proposta è arrivata alle Istituzioni cittadine.

Nel Marzo 2018, si è svolto il Diritto di Tribuna per presentare la petizione al Consiglio Comunale di iniziativa popolare riguardante la “Richiesta di intitolazione di uno spazio pubblico della città alla memoria delle vittime dell’immigrazione”.

 

Nel Luglio 2018 la Commissione Toponomastica del Consiglio Comunale della Città di Torino ha individuato un luogo per ricordare le numerose vittime di questa tragedia.

Il 9 ottobre alle 11.15 si inaugurerà, con l’intitolazione dell’area pedonale alle Vittime dell’immigrazione, un luogo che sarà simbolo di accoglienza e di memoria per la nostra Città.
L’area pedonale, che collega due sponde della Dora, è situata in collegamento tra via Livorno e corso Mortara, parallela al Ponte Amedeo IX.
In caso di maltempo l’intitolazione avverrà presso il Parco Dora alla Tettoia di Strippaggio.

 

Esprimiamo soddisfazione per il raggiungimento dell’intitolazione.

Tutti coloro che quotidianamente cammineranno su quel ponte, potranno tenere a mente che, oggi, il nostro Paese è primo approdo di persone che scappano da guerre e fame, in cerca di futuro.

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