
Streben: una rivista per smuovere il movimento!
Come animatrici di Casa Acmos quest’anno ci siamo interrogate sul nostro ruolo nel movimento e sono emerse diverse riflessioni che qui accenniamo solamente per brevità: vorremmo impegnarci per rendere Casa Acmos sempre di più uno spazio di condivisione, confronto e slancio: quindi una Casa Acmos in cui le geche si possano ritrovare, ragionare (possibilmente anche discutere) e immaginare cose nuove, da sperimentare assieme; convinte che solo così il nostro movimento potrà coltivare il desiderio di rinnovarsi e andare oltre al presente, altrimenti rischieremo di rimanere ferme sulle nostre pratiche quotidiane, che diventeranno più fine che mezzo.
Alla luce di questo però abbiamo rilevato un problema: concentrarci esclusivamente su come rendere l’esperienza di Casa Acmos più avvincente rischia di farci concentrare solo su chi ha la possibilità di vivere Casa Acmos regolarmente e quindi trascurare quella parte di movimento maggioritaria che passa per via Leoncavallo solo quando fa gec o quando è in settimana comunitaria.
L’accessibilità a Casa Acmos è diventata quindi per noi la questione centrale, perché attorno a questa si gioca la coesione del nostro movimento, di conseguenza il suo potere rivoluzionario. A partire dal desiderio di non delegare questa responsabilità abbiamo cercato uno strumento che potesse arrivare a tutte e possibilmente avvicinare alla pancia del movimento chi oggi se lo vive un po’ ai margini: ecco dunque lo Streben!
Una rivista che esce ogni coordinamento gec (quindi all’incirca un mese e mezzo) e che prova ad avvicinare il movimento sia con le sue pagine piene, in cui si troveranno spunti e riflessioni su ciò che ci riguarda direttamente, che con le pagine vuote, perché lo Streben non è pensato solo per essere letto dalle geche, ma anche per essere scritto da queste: non è altro che la trasposizione cartacea del concetto teatrale dello “spettattore” di Augusto Boal. Non lo diciamo per il vezzo della citazione: troppo spesso infatti idee vitali si perdono tra i corridoi, non trovando un canale per arrivare a più persone e considerato che queste idee sono l’ossigeno di un movimento giovanile non possiamo permettere che si disperdano nell’aria.
Quindi tra queste pagine troverete articoli di gec in settimana comunitaria, discussioni tra animatori di casa, interviste, cruciverba, interventi polemici e tutto ciò di sentito che uscirà dai gec e chi li circonda. L’unico criterio che chiediamo a chi collabora è che lo faccia nello spirito della “parola che se non cambia la realtà è un’impostura”: in queste parole Paulo Freire sintetizza tutto il nostro desiderio di rendere la rivista un vero strumento culturale, non uno spazio di riflessione velleitario.
In tutto questo la rivista ha un costo di due euro: non è un tentativo di lucrare su questa iniziativa (anche perché come piano farebbe tenerezza), ma è il desiderio di renderlo un progetto autonomo economicamente, per misurarci così anche con questo aspetto della sfida.
In ultima battuta: perché Streben? Perché abbiamo scoperto che nei primissimi anni della nostra storia esisteva una rivista con questo nome (oltre a essere ancora oggi il nome del nostro centro studi), allora abbiamo pensato che riprendere lo stesso nome potesse essere un modo per costruire un ponte con questa storia, perché sentiamo la grande responsabilità che abbiamo verso essa e crediamo che trovare punti di contatto ci aiuta a rinnovare il senso di questo impegno. Queste sono le idee, per i contenuti trovate il terzo numero nel salotto di Casa Acmos!
L’equipe animativa di Casa Acmos