Stella Popolare e Villaggio che cresce in supporto a famiglie e bambini

In questo periodo di lockdown, a partire da marzo le associazioni LVIA e ACMOS, con il supporto di Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, hanno intrapreso nuove attività per rispondere alle difficoltà emerse in due quartieri di Torino con problematiche di emarginazione e povertà.

Le associazioni sono impegnate dal 2017 nell’area dell’ex Moi e dal 2019 nel quartiere Barriera di Milano, con i progetti “Villaggio che Cresce” e “Stella Popolare”, finanziati dalla stessa Fondazione. In queste aree di povertà ed emarginazione diffuse, diversi minori affrontano l’impegno scolastico con difficoltà a causa delle lacune linguistiche e, in generale, dell’oggettiva difficoltà che riscontrano le famiglie nell’accompagnare i figli nel percorso didattico.

Gli animatori attivi sul campo hanno guadagnato la fiducia degli abitanti dei quartieri. Prima del lockdown, molte famiglie facevano partecipare i propri figli alle attività: bambini e ragazzi erano seguiti nello svolgimento dei compiti e partecipavano alle attività educative proposte, con cui si costruivano relazioni sane e si trascorrevano pomeriggi divertenti e di apprendimento.

A seguito del lockdown, a partire da marzo è stato necessario convertire le attività sulla base del nuovo contesto. Oggi, 115 minori e 74 nuclei familiari sono sostenuti attraverso le attività di:

  • Sostegno alla didattica a distanza: supporto scolastico individuale per ogni bambino e ragazzo; sostegno a famiglie e scuole per facilitare le nuove modalità di didattiche.

  • Educativa in video: giochi per passare il tempo a casa e sentirci meno soli; attività educative per esplorare i vissuti emotivi dei bambini e poterli esprimere; letture in video settimanali.

  • Video di supporto alle famiglie di origine straniera: video informativi tradotti in diverse lingue sul funzionamento della didattica a distanza.

ACMOS ed LVIA rilevano che le difficoltà di seguire la didattica a distanza sono notevoli. «Alcune famiglie posseggono solo un cellulare e la connessione non è sufficiente. Tanti genitori non riescono ad utilizzare i nuovi strumenti informatici richiesti dalla didattica e i più piccoli possono eventualmente fare affidamento solo sul fratello o la sorella maggiore» sottolinea Luisa Pignata di Acmos e «del resto, affrontare la povertà significa anche far emergere il potenziale delle persone, innescando processi di autoconsapevolezza, restituendo valore alle competenze esistenti e ricercando nuove forme di emancipazione» conclude Francesco Miacola di LVIA. Con questo approccio, le associazioni hanno avviato una presenza a distanza per continuare a prendersi cura, ora ancora di più, di chi non ce la fa perché parte da situazioni di svantaggio.

La Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi ha recentemente donato 30 tablet che sono stati distribuiti alle famiglie con maggiori difficoltà di gestione della didattica a distanza, numero di figli, scarsità di dispositivi e connessione scarsa o assente. Inoltre è stata effettuata una segnalazione alla Protezione Civile di 12 nuclei familiari la cui situazione economica è diventata critica, al fine di far ricevere loro il giusto supporto dalle autorità pubbliche (pacchi viveri, buoni spesa… ecc).

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