Private life

Richard (P. Giamatti) e Rachel (K. Hahn) sono una coppia (non più giovanissima) che vive insieme a Manhattan (NY) e che cerca, senza successo, di avere un bambino. I tentativi spaziano su più fronti: l’adozione, la maternità surrogata, l’impianto di un ovulo fecondato di una donatrice. La frustrazione è in agguato, con il passare dei mesi, e si riflette anche sulle tensioni del rapporto domestico. Nel bel mezzo del guado, i due accolgono in casa Sadie (K. Carter), la nipote di Richard, che ha cominciato l’università a New York.

Tamara Jenkins (“L’altra faccia di Beverly Hills”, “La famiglia Savage”) scrive e dirige una commedia amara (del 2018), che affronta un tema già visto sullo schermo: il desiderio di maternità/paternità di due persone. Nulla di nuovo sotto il sole, forse, ma c’è un punto di forza, lo sguardo (femminile?) con cui lo fa. Perchè c’è un misto di tenerezza, ironia, delicatezza, frustrazione, umanità, calore, che magicamente funziona e rende tutto estremamente realistico, vicino, “normale”. Impossibile non empatizzare per i due protagonisti, resi in maniera infallibile da Paul Giamatti e Kathryn Hahn, nella loro piccola battaglia quotidiana e purtroppo abbastanza solitaria. Il loro sguardo, nella scena finale, è insieme speranzoso e struggente.

Disponibile su Netflix.

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