La repubblica d’Europa

E se in poco più di un decennio l’Europa scivolasse in una deriva xenofoba, sovranista, violenta, negando i diritti e le conquiste sociali che ha rappresentato per 70 anni? E’ questo l’incipit orwelliano, ma non troppo (avete visto i sondaggi sul voto per le europee del prossimo maggio?), con il quale comincia il libro “La repubblica d’Europa”, dove in un futuro non troppo lontano si immagina un incubo totalitario per il nostro continente, in cui il pensiero perverso di Anders Breivik (l’autore della strage di Utoya nel 2011, che viene puntualmente ricostruita nelle pagine successive) è diventato il credo dominante e capace di orientare le scelte politiche.

Fatta questa premessa, il libro, firmato dal collettivo Isagor (acronimo di gramsciana memoria che sta per “istruitevi, agitatevi, organizzatevi”) lancia un possibile antidoto per il quale mobilitarsi: la realizzazione della Repubblica d’Europa. Una repubblica unita, democratica, laica e pluralista, capace di ricucire e non dividere, costruire ponti e non alzare nuovi muri, scommettere sulla convivenza e non soffiare sulla paura. Perchè solo il continente europeo potrebbe essere quello spazio pubblico, per forza economica, politica e demografica, capace di affrontare le sfide dell’oggi, siano esse relative ai flussi migratori, alle questioni ambientali e del clima, alla giustizia sociale e al mercato economico globale. Non è un caso che nella seconda parte del libro, si declinino alcune delle questioni attuali, ritenute cruciali e al tempo stesso a rischio di involuzione antidemocratica: il mondo del lavoro e la sua dimensione di precarietà e gli aspetti ancora presenti di sfruttamento; il tema dell’informazione libera e della sua rischiosa difesa (non a caso si citano Jan Kuciak e Daphne Carruana Galizia); la questione della legalità e delle mafie, ormai sempre più transnazionali; il tema del pluralismo religioso e delle sue varie sfaccettature nella quotidianità. La repubblica d’Europa rappresenta l’orizzonte per governare questo tempo e le sue complessità, avendo il coraggio di stare insieme e fidarci, rifuggendo dalle tentazioni nazionaliste, violente, individualiste.

La firma del libro, Isagor, racchiude un collettivo di autori: i giornalisti Luca Mariani e Leonardo Palmisano, la giurista Anna Mastromarino, il presidente della Fondazione Benvenuti in Italia Davide Mattiello, Francesca Rispoli dell’ufficio di presidenza di Libera, il sociologo Marco Omizzolo, Mariachiara Giorda e Sara Hejazi che si occupano a livello universitario di storia delle religioni e antropologia.

Da ieri in libreria, per Add Editore.

Buona lettura! 

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