Joker

Arthur Fleck (J. Phoenix) vive a Gotham City, con l’anziana madre, e fa il clown per sbarcare il lunario. Ha un tic nervoso che lo fa ridere in maniera incontrollata, frutto di traumi del passato e della sua infanzia. E’ l’oggetto delle vessazioni altrui, verbali e fisiche, in una città fredda che calpesta i più deboli. Il punto di rottura arriva e sarà devastante. Sullo sfondo, il miliardario Thomas Wayne (ovvero il padre di Bruce – Batman) che pensa di candidarsi sindaco e lo show di Murray Franklin (R. De Niro), cui Arthur sogna da sempre di partecipare. Tutti questi piani si incroceranno, verso l’epilogo, in maniera sanguinosa.

Todd Philipps, anche co-sceneggiatore del film, firma la regia di un incubo allucinato, in un’ambientazione livida e splendidamente fotografata, con una suggestiva colonna sonora. Joaquin Phoenix (ben doppiato da Adriano Giannini) è un protagonista eccellente e inquietante, che riesce a mettere i brividi. Evidenti gli omaggi al cinema di Scorsese, almeno “Taxi driver” e “Re per una notte” (che curiosamente aveva De Niro protagonista in coppia con Jerry Lewis). Il finale forse è un po’ troppo didascalico, ma si può leggere come metafora dell’alienazione dell’uomo moderno, in una società brutale e violenta.

Leone d’oro al Festival di Venezia, chissà se correrà agli Oscar.

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