Il Coordinamento della Scuola di Quartiere scrive alle Istituzioni

È un momento difficile per la scuola e c’è bisogno di idee, di fare rete, di avanzare proposte. I ragazzi della “Scuola di Quartiere”, esperienza lanciata a luglio per riaprire il luogo cardine della nostra società, hanno scritto una lettera aperta alle Istituzioni.

La pubblichiamo integralmente, invitando chiunque voglia ampliare la riflessione dei ragazzi a scrivere a Gabriele Gandolfo gabriele.gandolfo@acmos.net 

 

Lettera alle istituzioni

 

La Scuola Pubblica Italiana sta affrontando un momento di crisi senza precedenti, ma la nostra preoccupazione è che tutto ritorni com’era prima. Non vogliamo che sia così.

Per noi, la Scuola è molto più di un puro e semplice trapasso nozioni. Non è riversare aneddoti anacronistici sugli studenti, bensì dare loro strumenti per comprendere e interpretare ciò che li circonda e ciò che è in loro sopito, il loro potenziale. È quindi una scuola attenta all’attualità, che stimola il confronto e il dibattito sul mondo di oggi. Un’istituzione che non educa i giovani al presente, è infatti un’istituzione che non ha alcun interesse nel futuro.

 

 

Tuttavia, per far sì che ciò sia possibile, c’è bisogno di una Scuola “aggiornata”, che non rappresenti un luogo statico di conoscenza, estraneo ai nuovi eventi della Storia e al suo incessante progredire. La modernità è attualmente spesso sacrificata in favore del completamento del programma ministeriale; gli studenti vengono considerati involucri vuoti, da riempire, mentre invece sono e saranno persone in tutto e per tutto.

 

 

La didattica ha perciò bisogno di rinnovarsi, di offrire agli studenti attività diverse dalla semplice lezione frontale; attività più interattive, coinvolgenti, stimolanti. Si rischia, altrimenti, che i ragazzi esauriscano le proprie energie nell’istituto.

 

 

Dunque, è necessario porre più attenzione alla cura della persona-studente. In particolare, sensibilizzare all’emotività, all’empatia, alla condivisione, alla salute mentale e fisica e cercare di inserire all’interno di questo meccanismo anche il contesto familiare degli studenti stessi, offrendo supporto e strumenti adeguati. Sono fondamentali, in questo senso, spazi di assistenza e sostegno come lo sportello di ascolto messo a disposizione dall’istituto – non solo per i discenti, ma anche per i genitori – in modo da rendere la Scuola un punto di riferimento per tutto il nucleo familiare dei suoi abitanti.

 

 

Riteniamo, inoltre, che per valorizzare ulteriormente lo studente e non ridurlo a un mero numero, sia necessario ripensare il metodo di valutazione e di giudizio, rendendolo più argomentato e attento al rendimento qualitativo della persona. Un giudizio più approfondito, dettagliato e ponderato, al fine di individuare più efficacemente le proprie carenze e migliorarsi. Pensiamo infatti che una valutazione puramente numerica sia altamente superficiale, semplificatoria e avvilente.

 

 

Per noi, la Scuola dovrebbe essere un luogo aperto alla cittadinanza. Un luogo, perciò, accessibile ad ogni orario, con la possibilità di essere autogestito al di fuori dall’orario scolastico, attivo e partecipativo della vita dei cittadini; dovrebbe offrire numerose attività, variegate e differenziate, e lasciare quindi spazio alle persone di esprimersi e condividere socialità. Pertanto, è indispensabile che gli spazi scolastici siano spazi sicuri e a norma. Anche ricordando l’occorrenza del 22 novembre, crediamo che non si possano ignorare i dati preoccupanti che riguardano le condizioni degli edifici scolastici di tutta Italia: strutture pericolanti e crolli sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Solo nel 2019, si è stimato un crollo ogni tre giorni. È imperante che le strutture possano garantire un ritorno sereno anche in questo senso, e che quindi si sfrutti questo periodo di clausura per lavorare alla buona riuscita del progetto, il prima possibile.

 

 

In conclusione, crediamo in una Scuola che lasci spazio allo sviluppo individuale e personale dello studente. Essa non dovrebbe imporre una standardizzazione, o un allineamento a un programma stantio, ma offrire una dinamica malleabilità, che si adatti alle caratteristiche di ogni suo abitante. Abitanti che anche ora si stanno incontrando, anche se telematicamente, e si stanno confrontando sugli eventi di oggi, sui problemi e sulle azioni che si possono intraprendere per risolverli. Questa lettera è frutto di tutto il loro impegno, speso per avanzare, tra tutte, anche una richiesta in particolare: chiediamo un luogo in cui incontrarci, organizzarci e “fare” insieme, dal vivo, con rinnovata energia. Se anche ora, comprensibilmente, non sarà possibile soddisfarla, speriamo che nei prossimi mesi potrà essere possibile immaginare, insieme, questo nuovo spazio studentesco.

 

Lorenzo Guglielmetto-Mugion, rappresentante dell’IIS Peano,
Stefano De Caria, studente dell’IIS Boselli,
Andrei Mihalcea, rappresentante dell’ITTS Grassi,
Il Coordinamento della Scuola di Quartiere.

 

 

Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.”

Albert Einstein

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