For a sostainable Future! Il racconto del nostro progetto

“Lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri” così la Commissione delle Nazioni Unite sull’ambiente e sullo sviluppo ha definito, nel 1987, il concetto di sviluppo sostenibile. Ma è innegabile come sempre più tale termine sia entrato nei nostri vocabolari comuni.

 

 

Il principio di sostenibilità, in tutte le sue sfaccettature, lega ormai in maniera evidente le vite di ognuno di noi, e ci permette di pesare il valore delle nostre azioni rispetto ad esso.

Proprio per queste motivazioni, Acmos ha sentito l’esigenza di riflettere su tali concetti, realizzando una mobilità giovanile internazionale che indagasse gli aspetti più complessi e interessanti della sostenibilità. La lente di ispirazione con cui si è affrontato il percorso è stato il testo de “L’Economia della Ciambella” di Kate Raworth.

 

 

Questo progetto, realizzato all’interno del programma Erasmus+, ha visto due mobilità di giovani, una a Torino (Italia) e una a Lipsia (Germania), e la realizzazione di uno documento di raccolta di buone pratiche in Europa sul tema della sostenibilità.

Nella gestione di questo progetto ACMOS è stata supportata dall’associazione tedesca Eine Welt e.V., dall’associazione portoghese Academia Cidada e dall’associazione ungherese AEGEE- Budapest.

Ecco il racconto del nostro progetto da parte dei nostri partecipanti!

 

 

LA PRIMA MOBILITÀ

Dopo i primi incontri preparatori, a Luglio 2019 abbiamo finalmente dato il via al progetto con uno scambio a Torino che ha visto i partecipanti delle rispettive associazioni confrontarsi e sperimentare una prima fase di riflessione e formazione sul tema della sostenibilità.

 

Presentatici e conosciutici, grazie a momenti e giochi con i quali rompere il ghiaccio, abbiamo dato il via alle prime attività per approfondire le realtà di appartenenza dei vari partecipanti: una volta presentata Acmos, tutti i partecipanti hanno presentano le loro associazioni di provenienza.

 

Nonostante la provenienza da contesti differenti, da subito, sono emersi i valori comuni a tutti i partecipanti e alle organizzazioni: la cittadinanza attiva, l’impegno concreto verso il tema del progetto e il rispetto reciproco erano infatti un bisogno che noi tutti condividiamo con entusiasmo.

 

Il secondo giorno ci siamo dedicati alla scoperta della città di Torino con una caccia al tesoro organizzata da alcuni partecipanti italiani attraverso la quale far conoscere i luoghi storici e simbolici della città agli altri giovani coinvolti: dal mix multietnico di Porta Palazzo alle memorie artistiche del Museo del cinema. La giornata è poi terminata con una cena interculturale preparata dalle varie delegazioni, dal “caldo verde” Portoghese al “porkolt” Ungherese, piatti che non hanno fatto che alimentare la sinergia che ormai ci legava.

 

Per approfondire il tema della sostenibilità economica e sociale a livello globale ci siamo recati tra le montagne di Boves (CN) per fare una camminata esplorativa. Tramite un percorso suggestivo, immersi nella natura, abbiamo letto articoli ambientati in diverse parti del mondo relativi ad episodi di diseguaglianza sociale ed economica, che ci hanno permesso poi di riflettere su quanto sia insostenibile la condotta del sistema-mondo in cui siamo al giorno d’oggi siamo inseriti.

 

Nei giorni successivi abbiamo ulteriormente approfondito la proposta dell’economia della ciambella leggendo alcuni estratti del libro, incontrando ospiti e provando a riflettere su quanto alcune attività nei nostri paesi fossero vicine o lontane da quel modello.

 

 

Prima di lasciarci per questa prima fase, abbiamo poi fatto un momento di verifica finale e abbiamo definito insieme come continuare la nostra riflessione per il periodo intermedio tra i due scambi: abbiamo scelto di entrare in contatto con associazioni che negli ultimi anni hanno dimostrato di portare avanti buone pratiche legate alla sostenibilità in tutte le sue declinazioni.

 

FASE INTERMEDIA

Durante i tre mesi che hanno separato i due momenti, come componenti del gruppo italiano, aiutati da alcuni membri di Acmos, siamo in contatto diretto con alcune realtà del territorio torinese che propongono buone pratiche in fatto di sostenibilità: dai gas alle attività di recupero dell’invenduto, dal fashion sostenibile ai trasporti. Abbiamo creato nuovi ponti con realtà che ci hanno permesso di aggiungere elementi al bagaglio di storie da presentare nella seconda fase!

 

 

SECONDA MOBILITÀ

Una volta finita la presentazione da illustrare ai partecipanti del secondo scambio, eravamo pronti per partire in vista di Lipsia, città in cui “Eine Welt” ha sede, per la seconda mobilità svoltasi ad ottobre!

Una volta ritrovati, ci siamo da subito resi conto di come i mesi che hanno separato i due momenti non abbiano in alcun modo interrotto il discorso iniziato a luglio.

Dopo aver aspettato l’arrivo di tutti, ci siamo messi finalmente all’opera a partire dalla condivisione delle nostre presentazioni preparate nella fase intermedia. Nei giorni successivi, tutti quanti siamo rimasti molto colpiti dal walkabout a Lipsia che ci ha permesso di conoscere meglio la città e di entrare in contatto con alcune realtà locali che si pongono come esempi positivi di sostenibilità: abbiamo conosciuto così il “cafè kaputt” che permette ai suoi frequentatori di usufruire di pezzi di ricambio per i propri utensili, la “library of things”, vera e propria biblioteca che raccoglie oggetti di tutti i tipi, dai giochi da tavolo agli attrezzi, e abbiamo sbirciato all’interno di un frigorifero libero, a disposizione di chi più ne ha bisogno. Per approfondire il tema delle risorse energetiche siamo poi andati in visita una miniera di carbone a cielo aperto ancora attiva e abbiamo partecipato a una fiera sui temi della sostenibilità nel cibo, nell’architettura e nell’abbigliamento.

 

Nell’ultima fase ci siamo dedicati a momenti di discussione per la creazione di un documento che potesse racchiudere al meglio l’esperienza fatta. Tutte le realtà con cui eravamo entrati in contatto nella fase intermedia e nelle attività di scambio sono così diventate materiale per il nostro libretto. Abbiamo deciso di delineare poi anche i passi avanti che possono essere fatti da ognuno di noi per un futuro che possa realmente dirsi sostenibile.

Una volta composto il documento, prima dell’ultimo saluto, abbiamo passato gli ultimi istanti della giornata a riva del Cospudener See, un lago artificiale davanti al quale ci siamo immortalati in una foto che al meglio racchiudeva l’entusiasmo con cui abbiamo passato la settimana.

 

Nonostante gli addii siano stati sentiti, ci siamo lasciati consapevoli che il filo che ci ha legato negli ultimi mesi non è destinato ad interrompersi qui: la voglia di mantenere stretti i legami è forte, e con essa lo è anche il bisogno di condividere nelle proprie realtà locali l’atmosfera respirata durante lo scambio e di approfondire le riflessioni emerse da questo. Pertanto a Torino abbiamo organizzato una serata di restituzione dell’esperienza il 2 marzo 2020: abbiamo invitato alcune delle realtà incontrate nella fase intermedia e presentato il documento finale.

 


Link alle presentazioni intermedie:

Documento finale “For a sustainable future!”

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