Caso Rosa Maria Dell’Aria: lettera al Ministro

Alla cortese attenzione del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. Bussetti

 

Siamo gli operatori della rete nazionale “We Care”, un network giovanile di attivisti, educatori e animatori sociali che raduna nove associazioni di altrettante Regioni italiane.

Abbiamo appreso con sincera preoccupazione e sconcerto la decisione assunta dal Suo Dicastero riguardo la sospensione dal servizio della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, docente dell’Istituto Industriale “Vittorio Emanuele III” di Palermo.

 

Vivendo quotidianamente lo spazio della scuola, a stretto contatto con studenti, dirigenti, insegnanti, personale ATA e famiglie, sappiamo bene quanto sia prezioso e fragile l’ecosistema scolastico del nostro Paese; il quale, pur tra mille difficoltà, assume sulle proprie spalle la responsabilità della formazione civica e accademica delle nuove generazioni.

 

Riteniamo che la scuola debba costituire la principale palestra di democrazia a disposizione di un giovane cittadino, dove si possano trasmettere l’attenzione critica verso la società, la condivisione di idee, la tolleranza verso il pensiero altrui, la crescita condivisa; soprattutto, gli spazi della scuola devono poter essere – in particolar modo in un momento storico di forti mutamenti sociali, non esente da tensioni contrapposte – un luogo libero e plurale, dove apprendere come utilizzare gli strumenti della democrazia per intervenire sulle grandi questioni del presente, facendo tesoro delle lezioni del passato e proiettandosi verso un futuro migliore.

 

Questo è il ruolo definito dalla Carta Costituzionale, repubblicana e antifascista, agli articoli 33 e 34; e questo è, a nostro dire, lo spirito che ha guidato l’azione della professoressa Dell’Aria nel lavoro con i suoi studenti.

Riteniamo quindi il procedimento di sospensione inopportuno, un pessimo segnale rivolto dal Ministero al mondo della scuola a ai suoi operatori, avviato oltretutto a partire da una segnalazione sui social network ad opera di un noto attivista dell’ultradestra monzese; una metodologia non ortodossa, che aggiunge una tinta fosca a una vicenda di per sé spiacevole.

 

Auspichiamo quindi che si possa trovare una soluzione alternativa al provvedimento in questione, in grado di ristabilire l’immagine lesa di una docente a un passo dal pensionamento e di rincuorare gli studenti del nostro Paese circa la garanzia di poter esprimere un pensiero critico all’interno delle aule scolastiche, accompagnati da adulti attenti e professionali, costruendo la propria identità di cittadini liberi e consapevoli.

 

Ringraziando per l’attenzione
Giacomo Molinari
Coordinatore della Rete “We Care”
Associazione – ACMOS

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