Caro Vito, ti scrivo

Il 22 novembre ricorre la Giornata Nazionale per la Sicurezza Scolastica riconosciuta dopo anni di movimentazione sociale e azioni educative fuori e dentro le scuole a partire dal tragico evento del 22 novembre 2008 che ha visto la morte del giovane Vito Scafidi. 

Da anni parliamo di sicurezza e scuole pensando all’edilizia, ma anche alle relazioni, al contesto in cui insistono le scuole e al benessere della popolazione scolastica. E quest’anno questi significati sono ancora più radicati. 

Scuola e mezzi pubblici

Invece di aumentare concretamente le corse dei mezzi pubblici per consentire trasporti sicuri ci si è limitati a stabilire un tetto massimo di capienza, senza provvedere alla reale possibilità di permettere agli studenti di muoversi in sicurezza nel tragitto casa-scuola. Non si sono investiti fondi sul trasporto pubblico scolastico o chiedendo aiuto alle aziende private, quindi si è tagliato indirettamente sul diritto allo studio e sul confronto scolastico degli studenti delle scuole superiori. 

Scuola e benessere

La scuola, tra le altre cose, è il luogo che adempie al bisogno sociale di avere un luogo sano di crescita per gli individui della comunità in formazione: bambini e ragazzi hanno bisogno di un ambiente comunitario pronto a favorire il confronto con gli altri e con le proprie insicurezze e bisogni che possono diventare bisogni collettivi. La sicurezza è centrale nella scuola non perché i suoi protagonisti siano deboli e da proteggere, ma perché in fase di creazione di sé stessi e del mondo circostante che iniziano ad approcciare attivamente in un processo di autodeterminazione che li porta a definirsi al di là degli adulti. 

La scuola non può e non deve essere spazio di ansia e angoscia volto al raggiungimento di ritmi e/o obiettivi che studenti e studentesse non ritengo propri, che non rappresentano talvolta i loro desideri. La scuola non deve essere un “focolaio” di dinamiche sociali escludenti, poco aperte e accoglienti. 

Scuola e bellezza

Oggi abbiamo la necessità di percepire e vedere la scuola non solo come un luogo sicuro, ma anche come un luogo bello, in cui ho voglia di andare e averne cura perché è uno spazio che rispetto. Ci sono tante piccole situazioni che possono essere potenzialmente pericolose e sono legate all’incuria e a una scarsa cultura del bene comune, come i banchi e le sedie rotte, le porte e le macchinette sfondate, il giardino pieno di mozziconi di sigaretta…più questi elementi si accumulano e più la scuola appare come un luogo degradato, del quale non prendersi cura. A fronte di tutto ciò viene da chiedersi come deve cambiare il modo che abbiamo di vivere gli spazi comuni, sia quelli scolastici che non, quali regole darsi come comunità e come fare in modo tutti ne sentano la responsabilità.

Scuola ed emergenza sanitaria

Questa emergenza ci ricorda ancora una volta quanto sia importante mettere a norma gli edifici e investire nella scuola. Molti problemi o molte questioni emerse in questo periodo erano presenti già da tempo nella scuola italiana e viene da chiedersi perché in alcuni casi non si riesca a risolverle fino in fondo prima? Parlare di sicurezza scolastica vuol dire questo: mettere la scuola al primo posto e gestire al meglio tutti gli elementi che la circondano affinché non mettano a repentaglio la sua funzione educativa – e non solo formativa – che non è replicabile su meet.

Continueremo a chiederci come essere noi corresponsabili insieme agli studenti della sicurezza nelle loro e nostre scuole perché insieme si possa essere protagonisti di questa Memoria e di questa storia chiedendo a gran voce scuole più sicure. 

Le anguille del progetto Scu.Ter di ACMOS

Leggi le testimonianze arrivate in risposta alla mobilitazione in vista del 22 novembre: “Caro Vito, ti scrivo…”

 

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