Acqua Pubblica: presentazione dossier

Il 26 marzo alle ore 15 si terrà l’assemblea ordinaria dei soci SMAT S.p.A. (Società Metropolitana Acque Torino) in cui si voterà se sviluppare o meno il percorso di trasformazione della stessa SMAT S.p.A. in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico.

Si tratta di un momento decisivo, figlio di un percorso che va avanti da molti anni.

Già prima dei referendum del 2011 il Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino (componente del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua) propose la modifica degli statuti del Comune e della Provincia Torino per introdurre il principio dell’acqua come diritto, da gestire senza scopo di lucro.

L’obiettivo fu raggiunto: primo caso in Italia di modifica di statuti di Enti Locali su iniziativa popolare.
L’impegno è proseguito con la raccolta firme per l’importante proposta di legge di iniziativa popolare sull’acqua pubblica (406.000 firme), mai discussa in parlamento in due legislature, malgrado l’avvicendarsi di differenti maggioranze.

 

Dopo i referendum, in provincia di Torino si sviluppò l’azione per l’effettiva ripubblicizzazione di SMAT S.p.A. (con la sua trasformazione in Azienda Speciale Consortile) partendo da una proposta di delibera di iniziativa popolare presentata al Comune e alla Provincia di Torino che ottenne parere favorevole in tutte le circoscrizioni comunali.
La Provincia di Torino, e in seguito il Consiglio Comunale di Torino, respinsero quella proposta, limitandosi ad apportare alcune modifiche allo Statuto e ai Patti parasociali di SMAT S.p.A. Successivamente, su impulso del Comitato, circa 40 comuni della Città Metropolitana approvarono deliberazioni a favore della trasformazione.

Nel 2017 il nuovo Consiglio Comunale di Torino ha approvato finalmente la delibera che avvia il processo di trasformazione. Il primo passo è realizzare uno studio di fattibilità. Su proposta della Città di Torino, lo studio è stato affidato alla stessa SMAT S.p.A. che ha incaricato cinque studi di avvocati per redigere dei pareri sui vari aspetti della trasformazione.

Dall’esame approfondito dei loro pareri, emerge non solo l’opportunità ma anche la convenienza della trasformazione sotto l’aspetto della trasparenza, dei minori costi, del ruolo di governo dei Comuni, dei vantaggi previdenziali per i lavoratori.

 

Il Comitato Acqua Pubblica Torino ha analizzato i diversi aspetti in un dossier di approfondimento che verrà presentato sabato 14 marzo alle ore 9:00 presso Sala Bobbio, in via Corte d’Appello 16. Saranno presenti Paolo Carsetti, del Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, Sergio D’Angelo, commissario ABC, Acqua Bene Comune, di Napoli, Alberto Unia, assessore all’Ambiente del Comune di Torino, Vincenzo Gerbi, presidente ATO5 Astigiano. Sono stati invitati i sindaci dei Comuni Soci Smat, i componenti del Consiglio e delle Conferenza Metropolitana, la Presidente, i componenti della conferenza e il direttore dell’ATO3 torinese, il presidente e l’amministratore delegato e il CDA SMAT, le organizzazioni sindacali dei lavoratori/lavoratrici SMAT, l’ANCI e l’ANPCI provinciali.

 

Questi i principali punti sviluppati nel dossier:

-assenza di elementi giuridici e normativi ostativi alla trasformazione
-il modello dell’Azienda Speciale e la garanzia di maggior trasparenza, controllo e democraticità
-la partecipazione dei Comuni nell’Azienda Speciale Consortile
-la parità di accesso al credito e capacità di investimento tra azienda speciale e società per azioni e assenza di rischio economico per gli enti locali
-il contenimento dei costi per l’azienda speciale
-gli aspetti previdenziali

In conclusione occorre ricordare che, da parte del Comitato Acqua Pubblica, la scelta di trasformazione viene riconosciuta come la più aderente alla volontà del corpo elettorale espressa nei referendum del 2011. Questo passaggio permetterebbe infatti di aprire spazi per la partecipazione popolare e focalizzare maggiormente l’Azienda sulla tutela della risorsa acqua, intesa realmente come bene comune, e di stabilizzare la sottrazione della stessa a logiche di mercato e a rapide e opache scelte politiche contingenti.

 

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