
3 ottobre 2025 – Un fiore sul ponte per le Vittime dell’Immigrazione
Un fiore sul ponte delle Vittime dell’Immigrazione: la memoria di ieri e la mobilitazione di oggi.
Nel dodicesimo anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013, in cui al largo di Lampedusa persero la vita almeno 368 persone, Torino torna a commemorare le vittime dell’immigrazione sul ponte a loro dedicato.
Quest’anno, tuttavia, il momento commemorativo sarà volutamente sobrio e ridotto a un gesto simbolico: una semplice deposizione di fiori. Una scelta condivisa da chi promuove l’iniziativa, per dare priorità alla partecipazione allo sciopero generale del 3 ottobre, indetto da USB e CGIL, e alle mobilitazioni cittadine in solidarietà con la popolazione palestinese di Gaza e con la Global Sumud Flotilla, attaccata mentre cercava di portare aiuti umanitari.
Non vogliamo separare le morti del Mediterraneo da quelle di Gaza. Oggi, a distanza di dodici anni dal naufragio di Lampedusa si continua a morire in mare, lungo le rotte migratorie, e anche sulla terraferma, in luoghi come Gaza, da cui non è più possibile fuggire. È lo stesso sistema a rendere queste morti invisibili e accettabili.
Assistiamo con sgomento alla sistematica violazione delle convenzioni e delle norme internazionali poste a fondamento della pace, della dignità umana e del diritto internazionale. Le gravi azioni condotte da Israele, che colpiscono la popolazione civile palestinese e ostacolano gli sforzi umanitari, avvengono nella più totale impunità, nel silenzio – o nella complice ambiguità – della comunità internazionale.
In particolare, la recente interdizione della Global Sumud Flotilla, attaccata in acque internazionali nonostante il suo dichiarato intento umanitario, rappresenta un atto gravissimo che viola apertamente le Convenzioni di Ginevra e la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, che garantiscono il libero passaggio degli aiuti e la protezione delle navi civili.
In questo scenario, la narrazione istituzionale italiana, che continua a richiamarsi a presunti “canali umanitari già esistenti”, risulta non solo inadeguata ma anche offensiva. La Costituzione italiana, all’articolo 11, afferma con chiarezza che “l’Italia ripudia la guerra”. Eppure, il nostro Paese continua a essere tra i principali esportatori di armi verso Israele.
Le recenti conclusioni della Commissione d’inchiesta dell’ONU, secondo cui Israele avrebbe attuato atti che rientrano nella definizione di genocidio, infliggendo al popolo palestinese condizioni di vita finalizzate alla sua distruzione, non possono essere ignorate.
Di fronte a tutto ciò, riteniamo doveroso esprimere la nostra ferma opposizione. Non possiamo accettare che il diritto venga sostituito dalla forza, né che la difesa della vita e della dignità umana sia oggetto di criminalizzazione.
Scioperiamo perché non vogliamo essere complici. Perché crediamo che il silenzio, oggi, equivalga a complicità. E perché la memoria del 3 ottobre ci impone di difendere la vita, la libertà e la dignità di tutte le persone, ovunque si trovino.
L’appuntamento simbolico sul Ponte delle Vittime dell’Immigrazione resta dunque un momento importante di raccoglimento, per lasciare spazio alla mobilitazione cittadina. Un gesto essenziale, ma necessario, per tenere insieme memoria e responsabilità.
Per non dimenticare. Per restare umani.