Tutto quello che vuoi

Alessandro (A. Carpenzano) è un ventenne romano che ha lasciato la scuola, bighellona coi suoi amici, un po’ perdigiorno, un po’ bulletti e non molto altro. Il padre, dopo l’ennesima bravata, lo costringe  a lavorare per un anziano signore, Giorgio (G. Montaldo), ottantacinquenne poeta e malato d’Alzheimer. Alessandro lo accompagna nelle passeggiate, all’inizio con molta ritrosia, anche perchè i due non potrebbero parlare linguaggi più lontani: da borgataro romano il primo, da colto uomo d’altri tempi l’altro. Si affezionano e il giovane è disposto ad assecondare il folle progetto di andare in Toscana, sulle tracce della giovinezza dell’uomo e i ricordi di adolescente durante la guerra. All’improbabile gita on the road si unisce la scapestrata compagnia di Alessandro, composta da tre amici.

Francesco Bruni, regista noto per “Scialla!” e sceneggiatore di talento, torna sul tema del rapporto generazionale, aggiungendo con delicatezza la dimensione della vecchiaia e della malattia. Si intuisce che c’è qualcosa di autobiografico, anche dalla dedica alla fine. Non scivola nella melassa retorica dei sentimenti, ma con leggerezza ci racconta una storia possibile e garbata. E’ un piccolo romanzo di formazione, ma parla anche di rapporto padri-figli: Alessandro, orfano di madre, con il suo, neanche a dirlo, non si prende proprio. Il tempo con Giorgio lo farà maturare e darà all’uomo anziano un modo di mitigare la solitudine e far pace con i fantasmi del passato. Straordinario Montaldo, regista emerito del nostro cinema e qui in veste di attore; Carpenzano nella sua spontaneità ingenua, riesce a rendere il suo personaggio un po’ tonto, ma fondamentalmente buono.

Un’ora e quarantacinque di spensieratezza delicata.

11/05/2017
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