The square

A Stoccolma, il curatore di un grande museo di arte contemporanea, Christian (C. Bang), inaugura una mostra, il cui pezzo forte è un quadrato nel porfido, il cui perimetro è illuminato, che si chiama appunto “the square”. All’inizio della storia il protagonista viene derubato di portafoglio e cellulare, la cosa sembra irrilevante e invece scatenerà conseguenze assurde, che andranno a incrociarsi con il lavoro dell’uomo, soprattutto per un video promozionale che alzerà un polverone di polemiche. In mezzo, divagazioni sull’arte, performance fin troppo realistiche, dialoghi non sense e tanto altro.

Ruben Ostlund dirige una pellicola in salsa grottesca e feroce, dove si tira al bersaglio su tanti temi: in primis, nella civilissima società svedese, l’individualismo elitario che non contempla i più emarginati, come i mendicanti. Lo fa attraverso la metafora dell’arte, disegnando una parabola amarissima e surreale, che spiazza, coinvolge, disturba, lascia interdetti. Può ricordare il cinema di Lanthimos (“The lobster”) e non solo.

Comunque la si pensi, un film coraggioso e pieno di sottigliezze. Palma d’oro a Cannes!

09/11/2017
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