Sole cuore amore

Eli (I. Ragonese) è una barista, ha quattro figli piccoli e un marito disoccupato. Vale (E. Grieco) è una ballerina, che si esibisce in discoteche e altri luoghi dove avvengono perfomance. Sono amiche strette e vicine di casa, pur facendo vite parallele: quando Eli torna a casa dal lavoro, Vale va a esibirsi, quando Vale torna all’alba, Eli sta prendendo l’autobus per attraversare la cintura di Roma e recarsi al bar. Entrambe fanno fatica: la barista per un impiego massacrante, 7 giorni su 7 e pagata in nero; la ballerina per un ambiente professionale precario e a volte poco raccomandabile. Hanno entrambe colleghe-amiche sulla stessa barca: Eli, una omologa barista di origine straniera, Vale una ballerina che fa coppia con lei, picchiata dal compagno, che trova rifugio a casa dell’amica. Eli, poi, stremata dai ritmi allucinanti del suo lavoro, rischia di patire sul piano della salute le sue scelte. Sullo sfondo, la crisi economica che tutti avvolge e condiziona.

Daniele Vicari (“Velocità massima”, “Diaz”) scrive e dirige un film che parla dell’Italia di oggi: la precarietà economica, il lavoro nero, le scelte famigliari. Restano una serie di domande: può Eli, nella condizione personale in cui versa, permettersi di mettere al mondo quattro figli senza essere un’irresponsabile? Quanto è masochismo o incoscienza, e quanto strada obbligata? Vicari non giudica, lasciando gli interrogativi allo spettatore. Musiche malinconiche in chiave jazz in sottofondo. Due interpreti notevoli, soprattutto la Ragonese, mentre i maschi fanno quasi tappezzeria.

Amarissimo, feroce e sincero.

05/05/2017
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