Precari UniTo

di Pierluigi Ubezio e Angela Ambrosino

Prendete un Ateneo eccellente come quello di Torino, eccellente nella didattica, di livello nella ricerca nazionale ed internazionale, con oltre 15.000 studenti immatricolati in questo anno accademico (in crescita rispetto a quello passato dell’8,3%), che pianifica di usare buona parte delle sue risorse finanziarie per aumentare gli spazi a disposizione degli studenti per garantire loro un ambiente adeguato in cui possano trovare spazi e strumenti per sviluppare le loro conoscenze. Considerate che lo stesso Ateneo ha visto diminuire progressivamente il suo personale docente fino ad arrivare sotto le 1900 unità (cosa mai successa negli ultimi 16 anni), ha un rapporto docente- studenti più alto della media nazionale (oltre 34 studenti per docente), e che ricorre alla collaborazione di oltre 2000 ricercatori precari non solo per svolgere attività di ricerca ma in larga parte per riuscire a coprire gli insegnamenti erogati nei diversi corsi di laurea. Questo Ateneo, con 37 milioni di euro di avanzo di bilancio, ha deciso di assumere meno di 30 nuovi ricercatori a tempo determinato di tipo A nel triennio 2016-18, meno del numero dei pensionamenti previsti nello stesso arco temporale, compiendo in questo modo una consapevole scelta politica di utilizzare in maniera residuale il potere che la legge gli attribuisce di bandire liberamente concorsi per ricercatori a tempo determinato junior.

Ecco questo è oggi l’Ateneo di Torino. Per questo motivo, in occasione dell’annuale cerimonia per l’inaugurazione dell’anno accademico, il Coordinamento delle ricercatrici e dei ricercatori precari di Unito ha messo in atto una manifestazione silenziosa, per ricordare all’Ateneo che sta calpestando la ricerca precaria, e che rifiutandosi di ragionare su un piano di reclutamento più ampio rischia di perdere importanti risorse che ha contribuito a formare e che oggi sono necessarie per svolgere attività di didattica e di ricerca di qualità.

I ricercatori hanno steso un tappeto di fotografie con i volti e la data di scadenza dei contratti di una loro rappresentanza all’ingresso della Cavallerizza di via Verdi perché l’ateneo, con le sue scelte, tutti i giorni calpesta i diritti dei precari e la provocazione della protesta è stata nel costringere tutti i partecipanti a calpestarli davvero.

A sostegno delle ricercatrici e dei ricercatori precari è stato depositato un Ordine del Giorno che verrà discusso in Consiglio Regionale del Piemonte, a prima firma dei Consiglieri Rossi e Appiano. Nonostante la Regione non abbia competenza in materia di Università, l’auspicio è che questo atto politico riesca a sensibilizzare UniTO nei confronti delle istanze dei precari che costituiscono uno degli assi portanti della nostra Università.

 

Clicca qui per leggere l’ODG del Consiglio Regionale del Piemonte.

 

 

 

30/11/2016
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