Lasciati andare

Elia Venezia (T. Servillo) è uno psicanalista di mezza età, che vive separato dalla moglie Giovanna (C. Signoris), anche sei due hanno diviso casa esattamente a metà, risiedendo in due appartamenti confinanti. Elia è burbero e solitario, ha pazienti piuttosto lunatici, spilorcio all’inverosimile e goloso di dolci. Quando il medico gli impone di mettersi a dieta e tornare in forma, Elia conosce Claudia (V. Echegui), personal trainer spagnola, esuberante e con la propensione a innamorarsi di uomini problematici. Tra i due nasce un rapporto surreale, essendo l’uno l’opposto dell’altra. Ma si faranno forza a vicenda, anche quando ricompare Ettore (L. Marinelli), fidanzato galeotto di Claudia, che vuole recuperare il bottino di un colpo in gioielleria.

Commedia agile e divertente, in certi passaggi a metà strada tra il fumetto e la buffoneria slapstick, ” Lasciati andare” è la terza regia di Francesco Amato, anche sceneggiatore insieme ad altri due autori. Se è vero che la storia a volte perde di smalto, in passaggi inverosimili o un po’ caricaturali, si riscatta per il brio degli interpreti: una galleria di personaggi secondari frizzante, con il balbuziente Marinelli e l’ironica Signoris, oltre a qualche cameo gustoso  (G. Poretti, P. Sermonti, A. Petrocelli), a far da spalla ai duetti dei due protagonisti. Un Servillo brillante che non si vede quasi mai al cinema, che si conferma il miglior attore italiano in circolazione.

Un’ora e quaranta spensierata, che si fa guardare con piacere.

13/04/2017
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