La favorita

La giovane Abigail (E. Stone) giunge alla corte della regina inglese Anna Stuart (O. Colman), in disgrazia e letteralmente coperta di fango. Ad accoglierla c’è la cugina Lady Sarah (R. Weisz), donna dall’indole di ferro, capace di esercitare un forte ascendente sulla sovrana. Abigail pare ingenua e troppo buona, inizialmente questo la rende facilmente vittima di prepotenze, anche perchè è davvero l’ultima ruota del carro. Col passare dei giorni, tuttavia, dimostrerà di non essere una sprovveduta, conquistando la fiducia di Lady Sarah e quella della Regina, mentre l’Inghilterra è immersa fino al collo nella sanguinosa guerra coi francesi di inizio ‘700. I destini delle tre donne si incroceranno, inevitabilmente.

Basterebbero i primi cinque minuti di film, per capire come il geniale Yorgos Lanthimos (“The lobster”, “Il sacrificio del cervo sacro”) e i suoi sceneggiatori abbiano voluto riscrivere la storia in chiave deformante e grottesca, mostrando il retroscena possibile della vita di corte, tutto giocato su meschini rapporti di potere, come se fosse spiato dal buco di una serratura. E’ l’osceno, quello che non si può vedere, perchè, appunto, fuori scena. Ma l’osceno ha un fascino, si sa. E così seguiamo, nei corridoi o dietro le porte, nella penombra delle candele di notte, gli intrighi, i ricatti, la violenza gratuita, i desideri, l’ambizione, la lussuria, senza alcun filtro. E su questa perversa graticola, a turno, ci finiscono tutti, forse perchè inevitabile.

Tecnicamente perfetto, non solo per l’abilità del regista, ma anche per fotografie e musica, oltre che per una sceneggiatura mirabile. Terzetto di interpreti straordinario, con Olivia Colman già premiata a Venezia (dove il film si è aggiudicato anche il Gran Premio della Giuria) e con un Golden Globe. Tutte e tre candidate agli Oscar, insieme ad altre 7 nominations, compresa regia, sceneggiatura e miglior film.

Film da non perdere, a patto digeriate le follie di Lanthimos. In ogni caso resterà tra le pellicole dell’anno, c’è da scommetterlo!

24/01/2019
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