I fratelli Sisters

Nell’Oregon del 1851 si muove la vicenda dei fratelli Sisters, Charlie (L. Phoenix) ed Eli (J. C. Reilly), pistoleri molto abili, alle dipendenze di un vecchio notabile. Sono sulle tracce di un chimico (R. Ahmed), che forse ha trovato una formula per cercare più facilmente l’oro nei fiumi. Ma a cercare l’uomo è anche John Morris (J. Gynnehall), investigatore dai modi gentili. Prima o poi, le strade dei quattro si incroceranno inevitabilmente, ma con sviluppi che non erano minimamente prevedibili, e una bella abbondanza di cadaveri.

Il merito di Jacques Audiard, pluripremiato regista francese, sta nell’aver scelto un genere oggi poco in voga, il western, pescando a pieni mani nei suoi stereotipi di genere (dalla corsa all’ora ai saloon e le prostitute), per sovvertirli in maniera originale. Ora grottesco, ora pulp nella violenza (potrebbe ricorda un Tarantino, a tratti), fatto di riflessioni intimiste e silenzi malinconici, ma anche di humor nero e brutalità esplicita. I due fratelli antieroi, così diversi tra loro, non si dimenticano facilmente: bella prova dei due protagonisti, ma plausi anche per gli altri. Tutto funziona: il ritmo, la colonna sonora, la fotografia. Il talento di Audiard era fuori discussione, ma a sorpresa ci regala anche un finale di elegiaca tenerezza.

Premiato per la regia, con il Leone d’argento, alla Mostra del cinema di Venezia e con quattro César, gli Oscar francesi.

04/05/2019
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