Energia rinnovabile: il caso del grattacielo San Paolo

Di Carolina Maria Scarrone

Scegliere l’energia rinnovabile come carburante per il nostro pianeta suscita ancora oggi posizioni contrastanti.

Se da un lato si pensa che l’investimento in questo tipo di risorsa energetica sia troppo costoso per le tasche di uno stato in piena crisi economica come il nostro, un’altra scuola di pensiero vede nelle rinnovabili non solo il futuro della società, ma soprattutto quello del nostro pianeta.

 

Qual è la grande differenza tra le rinnovabili e le risorse fossili? L’energia verde ha il grosso vantaggio di essere a impatto zero, quindi di non influire negativamente sull’ecologia del sistema. Anzi non essendo in alcun modo inquinante, appoggiarsi completamente su un impianto energetico di questo tipo, significherebbe rispettare il pianeta e ritrovare l’equilibrio dell’ecosistema.

 

Le rinnovabili sono vantaggiose anche sotto un punto di vista economico: far fondamento su di esse significa, infatti, svincolarsi dalla dipendenza dei fornitori esteri di petrolio e appropriarsi di un’autonomia economica.

Inoltre vi sarebbe un’importante effetto sull’occupazione con ricadute positive nei settori della progettazione della e ralizzazione di strutture ecosostenibili.

 

Per parlare del tema abbiamo deciso di guardarci intorno, partendo proprio dalla nostra città.

A Torino svetta il nuovissimo grattacielo della banca San Paolo, inaugurato il 10 Aprile del 2015, non senza polemiche.

Ma in pochi sanno che questo edificio si colloca tra i primi dieci nel mondo per la categoria “new construction ”, grazie la sua eco-compatibilità e grazie le proprie grandiose dimensioni.

 

Il palazzo si erge su 38 piani di cui 27 sono dedicati agli uffici, i restanti sono stati occupati da una mensa, un asilo nido, una serra, un ristorante, un auditorium e altri intrattenimenti.

È completamente ecosostenibile, tanto da essere stato denominato “il palazzo che respira da solo”: la climatizzazione è regolata sia dalle pareti a “doppia pelle”, che trattengono il calore d’inverno e lo fanno defluire d’estate, sia dall’energia geotermica del sottosuolo; l’illuminazione, quasi completamente a led, è resa possibile da un fitto apparato di pannelli fotovoltaici, ed è regolata in conformità a quella naturale proveniente dall’esterno, in modo da ridurre al minimo gli sprechi energetici.

L’acqua piovana è raccolta, depurata e utilizzata per l’irrigazione delle zone verdi e per le cassette di cacciata dei bagni.

 

Renzo Piano con questo progetto ha reso dimostrato come sia possibile, quando lo si desidera, abbandonare le risorse fossili a favore di quelle rinnovabili.

Questo progetto  per torino rappresenta un passo verso il futuro, utile a promuovere una nuova mentalità che da un lato ci prepara ad un futuro in cui le risorse di energia non rinnovabile saranno esaurite e dall’altro ci impronta ad amare e rispettare il pianeta in cui viviamo.

 

William Shakespeare diceva “chi semina amore raccoglie felicità”: se ha ragione lui, ci basta solo amare un po’ di più il nostro pianeta per essere completamente realizzati.

 

 

16/06/2016
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