Dar Al Hikma: un’assemblea per capire il futuro del centro

Di Carlotta Bartolucci

Pareti dai colori dorati e luminosi, lampade arabescate e maioliche sono ciò che colpiscono per primo l’occhio degli avventori del Centro culturale italo-arabo Dar Al Hikma di via Fiocchetto. Ma a colpire non è solo il gusto con il quale questo luogo, dato in concessione dal Comune di Torino nel 1998 all’associazione DarAlHikma, è stato
arredato e ristrutturato: risalta ancora di più la quantità e la poliedricità dei servizi offerti negli anni e lo spirito di apertura che questo luogo, guidato dallo scrittore e giornalista italiano di origini irachene Younis Tawfik, ha sempre mostrato.

Tuttavia il Centro sta attraversando un periodo di difficoltà negli ultimi anni: sia da un punto di vista economico, sia, recentemente, da un punto di vista politico.
La proposta di interrompere la concessione di gestione all’associazione dopo la sua scadenza (avvenuta a fine 2018) e di indire un bando ha destato infatti grande preoccupazione nell’associazione, oltre a sollevare un grande dibattito in aula e tra i cittadini – i quali hanno anche raccolto oltre mille firme in 24 ore in una petizione lanciata su Change.Org.
E’ proprio al fine di confrontarsi sul tema che giovedì 28 l’associazione ha convocato un’assemblea cittadina, la quale ha visto riunirsi nella sala polifunzionale un pubblico variegato e significativo a sostegno.

L’associazione DarAlHikma, infatti, nasce nel 1985 come associazione laica con l’obiettivo di far dialogare la cultura araba e italiana, l’islamismo e il cristianesimo. Pertanto, da quando ha avuto ufficialmente in gestione il centro, ha creato nella struttura un ristorante di cucina araba, un hammam, delle docce pubbliche, un servizio di caffetteria orientale, una biblioteca, una sala polifunzionale; ha dato avvio ad attività come corsi di lingua araba, scuole per facilitare i bambini a mantenere il rapporto con la propria cultura, mostre artistiche; ha sempre messo a disposizione gratuitamente le proprie sale per tutte le associazioni, organizzazioni no-profit o enti istituzionali bisognosi di un luogo in cui riunirsi.

Ciò che ha recentemente amareggiato maggiormente l’associazione è la mozione presentata dalla vice presidente del Consiglio Comunale Viviana Ferrero e dal consigliere Fabio Gosseto, che hanno chiesto all’Amministrazione di non rinnovare automaticamente la concessione, bensì di affidare il Centro tramite bando. Le motivazioni di tale volontà politica, come dichiarate e riportate da Tawfik, sono quelle di voler ampliare la possibilità di partecipare a tale bando e favorire quindi l’integrazione e l’aggregazione di più enti e associazioni. Ma sono state contestate anche le attività svolte e la qualità del ristorante (unicamente sulla base di alcune recensioni di TripAdvisor, fa notare il presidente Tawfik).
La vicenda ha destato grandi preoccupazioni: se l’associazione non potesse continuare nella gestione non avrebbe più un luogo dove operare e soprattutto non potrebbe più usufruire dello spazio per il quale ha investito tanti fondi propri (e per il quale paga ancora un debito). Inoltre, sottolinea, con il bando si aprirebbe un precedente, che impedirebbe qualsiasi tipo di continuità nella progettualità della gestione.

Nel corso dell’assemblea, alla quale hanno partecipato rappresentanti delle Moschee di Torino, varie autorità e cittadini del quartiere e simpatizzanti, si sono alzate diverse voci a sostegno e conferma della qualità di questo luogo.
Tutti hanno infatti ribadito come il Centro Dar Al Hikma sia divenuto ormai un punto di riferimento per nativi e stranieri, quanto la sua presenza abbia rivalorizzato il quartiere di Porta Palazzo e come abbia effettivamente
favorito l’incontro e la contaminazione tra le due culture in questo ultimo ventennio. In sala anche il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, che si è espresso fortemente a sostegno.

Anche all’interno del Consiglio comunale ci sono state voci discordanti: il segretario del Pd di Torino Mimmo Carretta, affiancato dalla consigliera Maria Grazia Grippo, si è opposto alla mozione – anche lanciando l’hastag #giulemanidaDaralHikma. Il presidente della Commissione Bilancio Marco Chessa ha infine deciso di richiedere delle audizioni prima di mandare in aula l’atto, dalle quali pare essere emerso un possibile accordo di conciliazione volto al mantenimento della gestione da parte dell’associazione a specifiche condizioni scritte. Questa vicenda, sebbene ancora aperta, ha dunque probabilità di volgersi al meglio. Younis Tawfik afferma infatti: “L’accordo a voce c’è stato, ora attendiamo qualcosa di scritto”.

02/03/2019
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