Cuori puri

Agnese ha 18 anni e vive con la madre. Stefano ne ha 25, lavora come custode in un parcheggio, che confina con un campo rom. Agnese a volte va a far volontariato tra i nomadi, con il suo gruppo parrocchiale: la ragazza è molto credente ed è oppressa da una madre bigotta (B. Bobulova), che la vorrebbe proteggere, tenendola al riparo dal mondo esterno, soprattutto dai ragazzi. Agnese sta pensando di impegnarsi a rimanere vergine fino al matrimonio, come atto di amore verso Dio e rispetto verso se stessa. Stefano è un animo ribelle, i suoi genitori vivono in una casa popolare, frequenta una compagnia border line, lui stesso cammina sul crinale scivoloso dell’illegalità. E’ arrabbiato col mondo, in primis con i rom con cui litiga quotidianamente, sul confine della rete metallica che divide il loro spazio vitale, sotto il sole cocente della periferia romana. I due ragazzi non potrebbero essere più diversi, ma forse i loro sentimenti romperanno le barriere culturali.

Esordio alla regia di Roberto De Paolis, con una storia che bracca i personaggi da vicino, con realismo e sincerità. L’esplorazione del contesto cattolico, le sue proibizioni e i suoi dettami, incarnato dalla figura bonaria del prete (S. Fresu) e da quella della madre, donna frustrata che pensa di fare il bene della figlia, va in profondità con estremo rigore. Straordinari i due giovani protagonisti, un altro esempio cinema italiano che vive una seconda vita di neorealismo odierno, ai tempi della crisi, come le recenti pellicole di Amelio, Vicari, Mollo.

 

10/06/2017
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