Coerenza

Ha addosso 100 occhi attentissimi, finisce il suo discorso di un’ora e ha di fronte 50 bocche aperte, la mia compresa.

 

Lei è Patricia Joja, contadina e indigena Quillasinga, erede di una delle prime comunità che popolarono la Laguna della Cocha, considerata un posto magico, qui nel sud della Colombia. Magico non solo per il panorama, una bellissima isola al centro e la deliziosa cucina tipica, magico perché meta di rituali, centro di energie, scenario di leggende.

 

Siamo in casa di Patricia, che ha il difficile compito di raccontare la storia della famiglia a cui appartiene e dell’impegno della stessa nel processo portato avanti da 35 anni dalla Asociación para el Desarrollo Campesino, di cui ormai mi sento di far parte.

 

Il pubblico è composto da una quarantina di persone, provenienti dalla capitale, per poter conoscere e approfondire i concetti di agroecologia e riserva naturale. Li accompagniamo per 4 giorni alla scoperta dell’impegno di alcune delle famiglie associate, esempi di pazienza, coerenza e

ospitalità.

 

La famiglia Jojoa è composta da mamma Esperenza e papà Roberto, 80enni, che accompagnati dagli 11 figli, continuano a lavorare nell’orto, occuparsi degli animali e preparare pranzi e cene in quantità esorbitanti. Una buona parte degli 11 figli, infatti, ha deciso di restare vicina ai genitori, costruendosi casette a pochi passi e lavorando collettivamente nelle varie produzioni.

 

Entrare nella loro cucina farebbe sentire a casa chiunque. La “candela” (camino) che ha almeno sempre una pentola sopra che sbuffa, bambini sorridenti e chiacchere. Tra tutti i nipoti di Esperanza e Roberto, la mia preferita è Silvana, non è alta neanche un metro ma sa i nomi di tutte le piante e gli uccelli che popolano i campi appartenenti alla sua famiglia.

 

Sua madre, Patricia, ha lavorato per anni nell’equipe tecnica dell’associazione ma ha deciso di fare un passo indietro accorgendosi di stare lasciando un vuoto nella sua comunità, nella sua famiglia. I campi intorno alla casa non sono solo orti, stalle, prati, sono laboratori, dove la creatività dei Jojoa si è sbizzarrita nel creare un’ambiente così ben conservato da permettere il passare continuo di colibrì, un riciclo quasi totale delle acque e una riforestazione con centinaia di alberi.

E’ lei a stupire tutti con le sue parole, che non perdo l’occasione di registrare in un piccolo video, perché non “mi scappino”. E’ lei che stimo per la sua incredibile coerenza.

18/05/2016
Articolo di