Aggressione docente “Russell-Moro”: i comunicati dell’Istituto

Alcuni giorni fa, all’Istituto “Russell-Moro” di Torino, è avvenuto un fatto gravissimo, che ha scosso tutta la comunità scolastica.

Un professore, dopo aver punito un alunno per essere arrivato in ritardo a lezione, è stato aggredito da alcuni elementi della famiglia del ragazzo.

Noi in questa scuola siamo presenti da anni, con il progetto Scu.ter.

Abbiamo seguito le fasi di questa delicata vicenda, cercando di stare vicino all’intera comunità scolastica.

Pubblichiamo i comunicati diramati da studenti e docenti del Russell-Moro.

 

IL COMUNICATO DEGLI STUDENTI

È nostra ferma intenzione esprimere, in qualità di studenti dell’Istituto Russell-Moro, la più sentita solidarietà al professor Paolino Idone, da tutti stimato e benvoluto, vittima lo scorso 6 aprile di una vile aggressione da parte di soggetti estranei alla nostra scuola.
Nel deplorare l’accaduto, teniamo a precisare che episodi del genere da noi non si sono mai verificati. Fin dall’inizio del nostro percorso scolastico, c’è sempre stato insegnato a condannare la violenza, per cui quest’ultima al “Russell-Moro” non ha mai trovato terreno fertile.

 

Come tutte le scuole, anche la nostra ha delle regole, che vanno rispettate. Se ciò non avviene, è giusto che si venga sanzionati e che ognuno si assumi le proprie responsabilità. Ma ciò non significa che i nostri professori non siano delle persone disponibili all’ascolto di chiunque ne manifesti la necessità, anzi nella maggior parte dei casi sanno capirci e aiutarci.

 

Neppure il dialogo con le famiglie è mai mancato, anzi è sempre stato uno dei punti cardine della nostra scuola, in quanto ritenuto fondamentale per la crescita dell’alunno. E’ tuttavia necessario che la stessa disponibilità al dialogo ci sia anche da parte dei genitori, i quali si presume che abbiano già ricevuto un’adeguata educazione e riconoscano l’importanza del rispetto delle regole.

 

L’animo umano è soggetto a impulsi buoni e a impulsi malvagi: bisogna solo scegliere quali dei due far prevalere, se cedere ad esempio a uno scatto momentaneo di rabbia, o fare in modo che prevalgano le buone maniere e il buon senso. Noi studenti del “Russell-Moro” non abbiamo alcun dubbio al riguardo e scegliamo senz’altro questa seconda opzione.

 

Riaffermando la nostra vicinanza al caro prof. Idone, auspichiamo che la nostra scuola possa in futuro far parlare di sé per le sue qualità e per le tante iniziative da essa organizzate e non per certi squallidi episodi, che faremo di tutto affinché non si possano più ripetere.

 

IL COMUNICATO DEL CORPO DOCENTE

 

1)  Si esprime piena solidarietà con il docente oggetto della brutale e intimidatoria aggressione di venerdì 6 aprile u.s., collega impegnato in vari progetti e stimato da tutto il personale; si esprime inoltre solidarietà al personale della scuola presente all’evento.
2)  Si condanna senza mezzi termini l’aggressione come atto inaspettato, essendo avvenuta in un luogo come la scuola che privilegia, invece, il dialogo, il confronto, il rispetto reciproco e nei confronti di un collega impegnato nel normale svolgimento delle proprie funzioni di garante del rispetto delle regole.
3)  Si ribadisce che la scuola è luogo in cui si rafforza l’educazione che ogni persona riceve in famiglia e che ruolo del docente è quello di favorire la crescita di un individuo nella sua pienezza, sia come studente sia come cittadino di domani, conoscitore e fruitore della realtà che lo circonda.
4)  In particolare il nostro Istituto è da molti anni presidio di democrazia e legalità sul territorio: numerosi progetti indirizzano e aiutano a sperimentare concretamente il protagonismo giovanile e l’esercizio della convivenza civile.
5)  Tra la nostra scuola e le famiglie è sempre esistita comunanza di intenti, ribadita dal patto di corresponsabilità, e rivolta alla crescita degli studenti che un atto criminale non può assolutamente mettere in discussione.
6)  Si osserva che al Russell-Moro il rispetto della personalità di ciascun allievo e del ruolo dell’insegnante è sempre stato e resta un punto di forza, sebbene negli ultimi anni il ruolo docente sia stato poco riconosciuto.
7)  Si auspica che questo episodio possa far riflettere sulla necessità di mettere la scuola al centro dell’attenzione della società e della politica perché trascurare l’educazione dei giovani significa trascurare il futuro della società.

21/04/2018
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