50 primavere

Aurore (A. Jaoui) è una donna di mezza età, alle prese con un periodo fatidico della vita: la menopausa. Lavora come cameriera, ma non va d’accordo con il capo; ha due figlie ormai grandi, una delle quali aspetta un bambino; è separata dal marito e rincontra il suo primo amore di gioventù, Christophe (T. De Montalembert), per scoprire che forse ne è ancora attratta. Il momento della vita che attraversa è fatto di confusione e qualche sorpresa, con repentini cambi di umore e vampate di calore improvvise, difficili da gestire.

Commedia francese delicata, che affronta un tema molto femminile, con un’ammirevole protagonista. Il personaggio di Aurore è credibile e vero, nelle sue gioie e nelle sue malinconie; l’alternanza dei ricordi affettuosi del passato e lo sguardo tenero verso le figlie adulte è uno dei punti di forza della sceneggiatura, con divagazioni surreali sulla menopausa, o scene divertenti come quella della riunione dei compagni di scuola 30 anni dopo o i colloqui di lavoro. Il tutto con garbo e ironia, senza cadute di stile, con un linguaggio che non eccede mai, i dialoghi che spesso lasciano lo spazio alle immagini (gli sguardi, gli abbracci) e alla musica, con grande efficacia (la scena del ristorante, ad esempio).

Spensierato e leggero, molto francese, molto reale. In fondo ci dice che all’invecchiare dobbiamo rassegnarci, ma questo non significa smettere di vivere.

21/12/2017
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