44 anni di carenze e mancato controllo

Riprendono dopo la pausa estiva le udienze del processo d’appello per la morte di Vito Scafidi a causa del crollo del controsoffitto del liceo Darwin di Rivoli. Il primo grado era iniziato nel settembre 2010, e dopo tre anni siamo alle ultime battute del secondo grado.

Questa volta tocca nuovamente all’accusa confutare le tesi della difesa, così i pm Guariniello, Longo e Traverso evidenziano ancora l’essenziale importanza della prevenzione in fatto di sicurezza. Da un normale controllo sarebbe infatti emerso che manca una qualsiasi documentazione in merito al controsoffitto, che nei progetti e nelle cartine risulta inesistente. Questo dato avrebbe dovuto mettere in allarme tutti i responsabili per la sicurezza e gli ingegneri che si sono avvicendati nel corso di ben 44 anni, e non passare inosservato come invece è accaduto.

I segni premonitori della scarsa sicurezza del controsoffitto ci sono stati, ma questi sono stati ignorati (o per scarsa diligenza o per mancanza di fondi che avrebbero permesso controlli adeguati) e hanno portato ad un crollo improvviso effettivamente non prevedibile sul momento perchè risultato della combinazione di più concause.

È tuttavia evidente che non si può parlare di prevenzione se controlli e interventi sono richiesti dalla scuola per “rattoppare” qualche danno. La prevenzione al contrario presuppone un monitoraggio costante e competente promosso dalla Provincia per far emergere le problematiche.

Come ricorda l’avvocato Zancan (difensore di Cinzia Caggiano), che ha preso la parola nell’ultima parte dell’udienza, “ciò che non è conosciuto non è sicuro”, e una sentenza di assoluzione per i sette imputati significherebbe che per 44 anni ci sono stati ostacoli insormontabili che non hanno permesso in alcun modo di disinnescare la cosiddetta “bomba ad orologeria” come è stato più volte denominato quel controsoffitto.

La prossima udienza è fissata per il 16 ottobre e sarà il momento delle repliche della difesa, mentre la sentenza è attesa per fine ottobre.
Intanto i crolli continuano negli edifici scolastici torinesi: com’è stato stato ricordato in udienza, ad aprile si sia sfiorata la tragedia quando un controsoffitto dello stesso tipo di quello del Darwin è crollato in una materna. Il crollo non ha per fortuna causato infortuni ai bambini grazie alla prontezza della suora che è riuscita a farli uscire in tempo non appena ha avvertito dei rumori provenienti dal soffitto.

Ancora una volta, per fortuna.

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Sara Levrini

25/09/2013
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