#0 Cartoline guatemalteche: Il Processo al Dittatore.

C’è chi dal Guatemala va via per tornare in Italia e chi invece va via dall’Italia per andare in Guatemala. Mi è capitato di percorrere la seconda rotta e in questo momento mi trovo nel paese più popolato del Centro-America per seguire il cammino dei migranti che ogni giorno rischiano la vita per raggiungere il sogno americano e per raccogliere un pò di poesia e di epica letteraria che in questa parte di mondo non si è ancora sporcata di retorica. I frammenti che pubblicheremo su acmos.net saranno come i viaggi che fanno ogni giorno i “chicken bus” di Città del Guatemala. Salire costa un quetzal, poco più di 10 centesimi, e non si sa mai se e quando si potrà scendere.

 

IL PROCESSO AL DITTATORE #0

 

 

CITTA’ DEL GUATEMALA: A volte la storia si legge sui libri, a voite invece, la si vede davanti ai propri occhi.  E’ una mattina assolata a Città del Guatemala e mentre il vicino mercato del Calvario si anima, al quattordicesimo piano del Palazzo di Giustizia il giudice Miguel Ángel Gálvez ha deciso che per la prima volta  un ex capo di Stato, l’ex-Presidente Rios-Montt, verrà portato a giudizio per la responsabilità dello sterminio 1771 indigeni ixiles compiuto dall’esercito tra il marzo del 1982 e il 1983. Alla lettura della decisione, il volto dell’imputato rimane impassibile, mentre dalle finestere dell’aula sale alto il rumore dei mortaretti sparati per celebrare questa storica sentenza. Fin dalle prime ore del mattino, donne e uomini della comunità ixiles sono scesi in città per assistere a questo momento. Sulla cancellata del tribunale hanno appeso un drappo con i volti dei propri famigliari uccisi e raccontano le loro storie di dolore. “Mi hanno ucciso i nonni, i fratelli e tre figli. Ora è giunto il giorno della giustizia” racconta un vecchio ixil con il sombrero calato sul volto. L’incredulità è uno dei sentimenti più diffusi tra la gente fuori dall’aula. In un paese dove l’impunità per gli ex militari è a livelli altissimi il processo all’ex dittatore apre una breccia di speranza. Rios Montt fu uno degli uomini più potenti del paese fino alla sua costituzione nel gennaio 2012 allo scadere dell’immunità parlamentare. Dopo aver guidato il colpo di stato nel 1982, Rios Montt, secondo la ricostruzione della procura, fece compiere al proprio esercito stupri, sparizioni, torture e assassini contro la comunità ixiles, considerata come la base politica della guerriglia. Nelle tre ore di udienza il giudice Angel Galvez ha ricostruito alcuni dei crimini più scellerati commessi dall’esercito contro i civili. Di tutto questo si parlerà nelle prossime fasi del processo che a partire dalla prossima settimana a Città del Guatemala. Nel frattempo, per una giornata nella capitale guatemalteca, si è scritta una pagina di storia e per una volta, non sono stati i più forti a scriverla.

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Scritto martedì 29 gennaio 2013 | Da Simone Bauducco | Categorie: 1PAGINA