Indipendentismo sì, indipendentismo no
25 novembre: data cruciale per l’Italia, nella quale si decide il candidato alle prossime elezioni per il centro sinistra. La stessa domenica, in Spagna, avvengono elezioni ancora più importanti: viene eletto il parlamento della Generalitat de Catalunya, la regione di cui è capoluogo Barcellona e che da tempo chiede l’indipendenza. A votare le provincie di Lleida, Tarragona, Girona e Barcellona, per un totale di oltre tre milioni di votanti. Artur Mas i Gavarro, il presidente in carica nel precedente mandato, aveva richiesto di anticipare le elezioni nella speranza di ottenere una maggioranza schiacciante e poter attuare il suo progetto indipendentista, che sembrava condiviso da tutto il popolo catalano.
Il leader di Convergencia i Uniò, però, ha dovuto fare i conti con un risultato durissimo: il partito ha ottenuto soltanto il 30% dei voti, e 50 seggi in totale. Pare che molti dei voti che mancano all’appello siano stati presi dal partito ultraindipendentista ERC, che ha raddoppiato i suoi seggi fino ad arrivare ad un totale di 21. Il risultato ha sorpreso tanto Mas quanto gli stessi componenti del partito di estrema sinistra, che hanno manifestato la loro gioia durante la serata di ieri.
Terzo si posiziona il PSC, con un seggio in meno dell'ERC, risultato che sconcerta i membri del partito non meno di quanto lasci a bocca aperta i membri dell'ERC stessi.
Partiti non indipendentisti presentati alle elezioni ce n’erano pochi, tra questi spicca Ciudadanos, che promuove l’idea di un controllo massivo contro la corruzione e richiede maggiori diritti a livello regionale, ma senza aver bisogno dell’indipendenza, che si ferma a meno dell’8%.
Il partito del presidente Mariano Rajoy, il PP, non ottiene che un misero 12%, un risultato comunque migliore in prospettiva rispetto a quello ottenuto nelle elezioni basche poco meno di un mese fa.
Il risultato non sorprende nessuno: che Mas avrebbe vinto era chiaro a tutti. Però sorprende Mas stesso, che sperava di ottenere una maggioranza netta per andare avanti con le richieste al governo centrale spagnolo. Nel suo discorso ieri sera, all'Hotel Majestic, dove la festa era già stata preparata con due giorni di anticipo come un evento storico, Mas stenta a sorridere di cuore e chiede alla coalizione di essere forte e di sostenere il suo partito, il CiU, perché da soli non saranno in grado di governare né di portare avanti per intero il progetto indipendentista.
Rajoy la scampa un’altra volta, e sicuramente dopo questa sconfitta elettorale Mas dovrà stare più attento a quel che fa: che i catalani chiedano l’indipendentismo resta chiaro, e il voto alla sinistra più radicale del CiU lo dimostra, ma la fiducia nel Presidente della Generalitat non è affatto sufficiente per giustificare azioni forti e sconsiderate nei confronti del governo spagnolo. Nè per chiedere un patto fiscale equiparato a quello dei Paesi Baschi. Certo, però, Mas dovrà anche far fronte alla linea dura della sinistra radicale, che con il grandioso successo ottenuto ha in mano abbastanza seggi da poter fare da ago della bilancia delle politiche della Generalitat.

Nuove forme della politica: tra teoria e pratica.
di Francesco Regalzi
Quando i Fondatori hanno iniziato a pensare a come dare forma...





