Vivere e morire – Bella Addormentata
E Marco Bellocchio ci sorprende, ancora una volta. Scegliendo un tema scivoloso, citando un episodio recente che tanto fece discutere, camminando in punta di piedi su un campo minato. Sì, perchè "Bella Addormentata", pellicola visionaria e potente, prende le mosse dalla storia vera di Eluana Englaro, la giovane ragazza friulana paralizzata e in coma per oltre quindici anni, cui venne interrotta l'alimentazione artificiale nel 2009, cosa che la condusse alla morte. Bellocchio sceglie di lasciare sullo sfondo la vicenda, raccontando 4 storie parallele: quella di due giovani, una ragazza (Maria) che va a pregare davanti all'ospedale di Eluana e un ragazzo (Roberto) che va a protestare, nello stesso posto, per manifestare il diritto a "lasciar morire" Eluana; i due si incontrano e, seppur diversi e forse apparentemente inconciliabili, si innamorano. La seconda storia è quella di un giovane medico, che cerca in ogni modo di salvare una donna tossicodipendente, dal proposito di suicidarsi. Nella terza una donna e madre (Isabelle Huppert), che non vuole rassegnarsi alla condizione della figlia in coma, annullando qualunque altra ragione di vita e sacrificando la carriera e gli affetti. L'ultima vicenda è quella di un senatore del PDL (Toni Servillo), in crisi di coscienza, con alle spalle i rimorsi della morte di sua moglie e il difficile rapporto con la figlia Maria (quella della prima storia).
I piani si intersecano, nei giorni ultimi di vita di Eluana, le storie si mescolano e si parlano a distanza. A Bellocchio il merito di non aver dato risposte, nè avallato certezze, ma solo di aver seminato dubbi e proposto interrogativi: sul diritto alla vita e alla fine della stessa, sul concetto di accanimento terapeutico, sul ruolo della politica e dei media, sui privati sensi di colpa e le meschine strumentalizzazioni dell'uomo. Inoltre, il disegno dei personaggi è mirabile: tutti credibili e sfaccettati, sanno sorprenderci nella loro umanità. Menzione d'obbligo per Servillo e la Huppert, maestri di recitazione. Il film ha un inizio fin grottesco, ma chi conosce Bellocchio non si stupirà, e prosegue preciso e senza smagliature. Almeno due momenti da ricordare: la sequenza folle e disperata in ospedale, di un uomo che cerca un congiunto e il colloquio surreale nella sauna tra Servillo e Herlitzka (piccolo cameo divertente!).
Guardarlo è importante, per tornare a casa con qualche certezza in meno e qualche domanda in più.
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