Il mostro della sovranità

“Mentre l’ETA sorrideva, le sue vittime piangevano”. Così titolano El Mundo e El País all’indomani delle elezioni tenutesi in terra basca e in Galizia, nel cuore pulsante della Spagna. Tempo di elezioni, di vendette, di rivendicazioni, per uno Stato già in seria difficoltà per la bufera scatenata dagli indipendentisti catalani. Nel week end appena passato, molti spagnoli si sono recati alle urne nella regione gallega e basca, per le elezioni locali. L’afflusso alle urne è stato inferiore all’ultima volta, ma i giornali dicono essere complice il pessimo clima che ha investito in questi giorni la penisola iberica.

I risultati delle due elezioni sono sorprendenti, più per la loro diversità che per altro: il PP, il partito dell’attuale presidente Mariano Rajoy, ha spopolato alle elezioni in Galizia, ottenendo oltre il 45% dei voti. Rajoy deve ringraziare Alberto Núñez Feijóo, il leader locale del PP (cfr. Partido Popolar), per la boccata d’aria che questo risultato concede al governo. Lo stesso ottimismo, però, non può essere di casa nel Paese Basco: il PP prende poco più del 10%, e i primi due partiti sono entrambi di forte connotazione indipendentista e sovrana. Il primo, con il 34% dei voti, è l’EAJ-PNV (cfr. Partido Nacional Vasco). Il secondo, che ottiene il 25% dei seggi, è l’EH-BILDU. Il nome suona insolito agli internazionali, ma risulta più chiaro se si definisce come il partito composto per circa la metà da ex membri del Batasuna-ETA, l’organizzazione terrorista indipendentista basca che qualche decennio fa ha fatto tremare di paura molti concittadini. I parenti delle vittime dell’efferata violenza dell’ETA piangevano per questo risultato davanti agli schermi. Gli attivisti dell’organizzazione hanno anche ostacolato in tutti i modi l’arrivo alle urne del socialista Patxi López e della moglie, che sono poi riusciti ad entrare nelle cabine per votare regolarmente. In mezzo, tra il blocco che chiede la sovranità territoriale e il PP, si insinua infatti il PSE, in posizione comunque svantaggiata in entrambe le elezioni.

 

A chi si chiedesse dove sia finito il PSOA di Zapatero, poche risposte: in entrambi i casi il partito di nuova conduzione per mano di Rubalcaba non solo prende meno del previsto, ma cola a picco rispetto a tutte le precedenti elezioni.

Se il Presidente Rajoy può tirare un sospiro di sollievo e festeggiare con il suo partito la vittoria schiacciante in Galizia, mettendo per un attimo da parte lo scontento di Artur Mas e dei catalani, certo non si può dire la stessa cosa sopra l’incalzante forza nazionalista basca, anch’essa diretta a chiedere che il Paese Basco divenga uno stato europeo autonomo. Insomma, al di là della legittimità delle richieste, molti elementi inducono il giornalista de El Mundo Carlos Cuesta a porci una domanda: ora chi fermerà il mostro della sovranità? Certo l'attuale sinistra basca non è più quella violenta di allora, e quindi c'è da chiedersi, in realtà, quale sia il mostro, e lasciare alla storia il compito di decidere.

 

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Scritto venerdì 26 ottobre 2012 | Da Camilla Cupelli | Categorie: NEWS

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