Prometheus

Ed eccoci qui, al cospetto di Mister Ridley Scott che con Prometheus cerca di fare un filotto filosofico cinematografico non da poco: svelare le origini della vita umana nonchè dell'amicone che infesta gli incubi di parecchie persone dal lontano 1979, ovvero l'alieno xenomorfo che prima strozza le vittime sotto forma di granchiaccio e poi sbuca dalla pancia per andarsene a zonzo a seminare paura e panico.

Il film ha due tipi di pubblico: chi è appassionato di Alien e chi invece vuole solo vedersi un buon film di fantascienza. Sgombro subito il campo dicendo che sì, mi è sempre piaciuto l'oscuro personaggio e sono un divoratore di fantascienza. E il film mi è piaciuto. Non un capolavoro, di certo non il miglior film di Ridley Scott, ma comunque un film più che onesto.

 

Avevo letto alcune critiche alla sceneggiatura un po' troppo complicata, ma francamente io l'ho trovata lineare e senza buchi: senza fare spoiler, posso tranquillamente dire che alla fine si capisce tutto, compresa la genesi del ragazzaccio alieno. 

 

Pregi e difetti? Tra i pregi indubbiamente la scenografia e la fotografia, davvero degni di nota: i primi 3 minuti di film sono davvero imponenti; forse qualcosina di poteva migliorare negli effetti speciali, soprattutto nella parte finale (tentacoli un po' alla Ed Wood, almeno così mi è parso).

Quello che mi ha un po' fatto storcere il naso è la sceneggiatura nella parte centrale del film: si andava un po' troppo di fretta. Voglio dire, se stai per mettere piede su un pianeta nuovo di zecca alla ricerca delle origini della vita umana non è che scendi come se fossi al capolinea del 68..

Per quanto riguarda la recitazione spicca su tutti Michael Fassbender, l'androide (o sintetico, come viene chiamato il robot di Alien 2) che nella sua glacialità ha un senso dell'umorismo davvero notevole; gli altri se la cavano egregiamente senza infamia e senza lode. Menzione d'onore a Charlize Theron per motivi del tutto evidenti.

Gli altri personaggi forse sono un po' troppo sopra le righe, stereotipati: c'è lo scemo, c'è l'allegrone, i due scienziati siperseri e le vittime predestinate. Tutto molto U.S.A.

Il 3D non aggiunge e non toglie nulla alla visione, ma su questo fronte è degna di plausi e di lodi sperticate l'invenzione di lenti 3d da applicare agli occhiali. I quattrocchi come me ringraziano e si spellano le mani dagli applausi, perchè con due paia di occhiali uno sopra l'altro anche al buio ci si sente davvero dei deficienti.

Per info dettagliate, cliccate qui.

 

 

 


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Scritto giovedì 20 settembre 2012 | Da ub1settantun0 | Categorie: NEWS, Rubriche

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