Il cavaliere oscuro – Il ritorno
Torna Batman, dopo otto anni. Avevamo lasciato l'antieroe mascherato di Gotham City, additato come l'assassino del procuratore distrettuale Harvey Dent, fuggito al suo ruolo, quasi ritiratosi a vita privata. Ora la città è sicura, mille detenuti affollano le patrie galere e tutto pare tranquillo. Ma una serie di coincidenze e di fattori costringeranno Bruce Wayne a riprendere la maschera del pipistrello: il commissario Gordon ferito in ospedale, un misterioso criminale di nome Bane, che fa il suo ingesso in scena e semina il terrore, una misteriosa e felina ladra che gli ronza intorno, la setta delle ombre (ricordate Batman Begins?) che ritorna... la trama è troppo intricata e non vogliamo rovinare la sorpresa a nessuno, possiamo limitarci ad osservare che quest'ultimo capitolo della trilogia di Batman, firmata da Christopher Nolan, presenta luci ed ombre.
Il regista, alla sceneggiatura insieme al fratello Jonathan, forse mette troppa carne al fuoco e, in alcuni passaggi, la storia diventa troppo pasticciata; il finale, poi, è fin troppo stucchevole, nel suo lieto fine; i dialoghi alternano tra scambi un po' sbrindellati (si può perdere il filo dell'attenzione) e conversazioni brillanti. Certo ci sono passaggi interessanti: Bruce Wayne / Batman ferito, che sprofonda nel gorgo di violenza e dolore, nel pozzo-prigione; l'arrivo di Bane e il regime di terrore che instaura (ultimamente i film di Batman si potrebbero prestare a grandi metafore dell'incombente spada di Damocle del terrorismo internazionale, incubo non molto rimosso e contraltare del sogno americano di questo decennio), regime dal linguaggio messianico apocalittico e risvolti da dittatura dispotica e anarchismo proletario; il disegno dei personaggi puntiglioso, con la conferma di alcune vecchie conoscenze come Lucius Fox (Morgan Freeman), il fedele maggiordomo Alfred (Michael Caine scivola leggero sui suoi 80 anni, con classe impareggiabile), il commissario Jim Gordon (sempre bravo, nel ruolo, Gary Oldman) e l'arrivo di nuovi, come la bella ladra-Catwoman (Anne Hathway, grande fascino sensuale), il folle Bane e la sua maschera per non sentire il dolore (Tom Hardy).
Complessivamente 2 ore e 40 di pellicola, per il trionfo degli effetti speciali. A Nolan perdoniamo qualche scivolone, per aver realizzato comunque un film godibile, anche solo sul piano visivo, senza dover per forza pensare a interpretazioni di attualità, a metafore psicanalitiche o politiche. "Il cavaliere oscuro - il ritorno" è pura evasione, forse ci dice Nolan, un classico divertissment, per non pensare e tornare a casa leggeri: il contrario del capitolo precedente, ma forse era difficile reggere il confronto.
Godetevi la leggerezza, dunque!
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Credo, invece, sia un film epico e fortemente politico, non in modo forzato.
Volendo lanciare una provocazione, Bane rappresenta Beppe Grillo, più che Osama. Più Occupy Wall Street e meno Torri Gemelle. Frase centrale, senza svelare troppo (vado a memoria), è “come avete potuto pensare di vivere con così tanto, per così tanto tempo, lasciando a noi altri così poco?”.
Le citazioni si sprecano, dal Terrore francese all’Olocausto.
Tutt’altro che leggero, prova ad intuire una via d’uscita, forse banale, ma non scontata: il cavaliere oscuro ci lascia con grandi e piccole mistificazioni, che in questo capitolo sono smontate.
Nolan è inglese, ma vive da parecchio negli USA e il suo sguardo “obliquo” si vede: nel cavaliere oscuro il camion dei pompieri che prende fuoco, qui abbiamo lo stadio, l’inno e l’unica bandiera americana di tutto il film.
Rimango sul vago per non svelare troppo!
Molto complesso, porta con sé diversi livelli di lettura, dal personale al collettivo, con personaggi profondi e a tutto tondo e con interpreti eccezionali.
Infine, una piccola nota tecnica: l’uso di effetti speciali è ridotto all’osso: praticamente tutte le scene sono girate dal vero, con al massimo piccoli ritocchi. Questo ha richiesto in alcuni casi fino a 11.000 comparse; cose che non si vedevano dai tempi di Ben Hur (1925) e Spartacus (1960).
Se volete leggere il parere di Slavoj Zizek: http://www.controlacrisi.org/notizia/Altro/2012/9/7/26051-slavoj-zizek-la-politica-di-batman/ è più sulla scia di Christian in effetti
definire batman un divertissment mi pare riduttivo. Si può dire certo, che le implicazioni politiche, filosofiche e psicologiche dietro le vicende dell’uomo pipistrello siano meglio messe in luce nel secondo film rispetto a quet’ultiimo capitolo della saga, ma bollarlo come semplice action movie è una stroncatura degna del FARINOTTI con trainspotting (!!).
non ho detto questo e tu lo sai… licenze letterarie implicano un po’ di sintesi in una recensione!
ad ogni modo, vorrei sapere il parere della sua degna compagna…
Nolan è un grande regista e lo ha confermato in questo film.
Scrivere di questo film e non considerare un commento sulla trilogia è un errore! Quindi lo faccio io: è una delle trilogie meglio riuscite della storia del cinema (e già questo mi pare straordinario!!!); nel suo complesso, il Batman di Nolan è denso di attualità, di filosofia sul bene e il male e di grande divertimento. Gli attori sono stati tutti grandiosi. Insomma: questo è un film che può non piacere solo a chi non ama il genere, eppure anche costoro non possono non rimanare incollati alla poltrona fino all’ultimo! (vero Cinzia?)
Per Zummone: per i prossimi tre mesi ti scordi di recensire film…
quoto Christian… il paragone con grillo l’ho notato al cinema nei discorsi di Bane e nei tribunali dai giudizi sommari (diverse volte il nostro comico politico li ha evocati insieme ai lavori socialmente utili per i nostri politici)..
come ha detto Enzo questa è una delle trilogie meglio riuscite della storia e… chissà.. magari non si fermerà a trilogia (nonostante Nolan l’avesse escluso qualche tempo fa.. ma aveva anche escluso che in questa trilogia non c’era posto per Robin…)
Se posso solo lasciare un commento a chi mastica di pellicole e meno di carta (io ahimè ho smesso di masticare un po’ entrambe…i soldi li metto solo più in verzura!):
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_ritorno_del_Cavaliere_Oscuro
quando nacque questo taglio “ombroso” dell’uomo pipistrello, nel 1988 (!). Io l’avevo prima che un alluvione se lo portasse via… ;_;