L’Italia sei anche tu
Le firme sono arrivate tutte: con un generoso margine, si sono raggiunte le 50.000 necessarie a far arrivare in Parlamento le proposte di legge promosse dalla campagna L'Italia sono anch'io. Il 6 marzo sono state consegnate alla Camera dei Deputati, lanciando le proposte in un iter ancora avventuroso. Per cui, se è lecito sorridere, non lo è rilassarsi. A questo punto, le proposte andranno accompagnate e sostenute, fino all'avvenuta calendarizzazione, e finale approvazione.
Cosa cambierà? Il tema, per chi si fosse svegliato tardi e stesse ancora sbadigliando, sono i nuovi italiani. Al momento, come avreste notato se vi foste alzati prima, nascere in Italia non garantisce la cittadinanza. La prima delle due proposte ovvia a questo problema, stabilendo il principio dello ius soli: si appartiene, di diritto, alla terra sulla quale si è nati. La seconda sancisce che, dopo un ragionevole periodo di permanenza in Italia - 5 anni - si possa legittimamente decidere chi governa il territorio più prossimo. Dunque, poter partecipare alle elezioni amministrative. Dal punto di vista del principio, la cittadinanza diventa "diritto soggettivo e legittima aspirazione delle persone a partecipare a pieno titolo alla vita della comunità". Con i vantaggi e le responsabilità che ne conseguono, e che sono alla base del legame sociale.
Attualmente, si può essere cittadini italiani in tre modi, stando alla legge 91 del 1992: nascita, naturalizzazione e matrimonio. Chi nasce da genitori italiani, è italiano. Chi nasce da genitori stranieri, può chiedere la cittadinanza dopo il 18esimo anno di età, senza essersi mai mosso dall'Italia per più di 6 mesi. La legge causa situazioni di ambiguità anche molto pesanti, ad esempio nel caso in cui si nasca da genitori nati in Italia, ma non italiani: di fatto si resta stranieri. Con lo ius soli, queste difficoltà si risolverebbero.
Passiamo alla naturalizzazione: in questo momento, possono essere naturalizzati coloro che sono entrati in Italia da bambini, facendo domanda al prefetto, e passando dal Viminale per la ratificazione definitiva. Come qualsiasi straniero. La proposta è di facilitare l'iter di naturalizzazione, con lo ius soli anche per chi trascorre l'infanzia nel nostro Paese - dando così la certezza della cittadinanza a chi cresce qui. Per gli adulti, si propone di abbreviare il tempo di permanenza in Italia per fare domanda, arrivando a 5 anni, e di coinvolgere i sindaci, come tramite verso la Presidenza della Repubblica.
Oltre a queste modifiche, la campagna prevede una proposta di legge di iniziativa popolare, che recita: "la partecipazione alla vita politica e alle attività di pubblica amministrazione, comprensiva del diritto di accesso e della partecipazione al procedimento amministrativo, è assicurata a tutti, senza discriminazioni in base a cittadinanza o nazionalità". Diritto di voto alle amministrative (città e Regione) anche a chi ha un permesso di soggiorno da 5 anni, dunque, senza essere cittadino italiano.
Sostenuta da associazioni, personaggi della cultura e dello spettacolo (fra cui Andrea Camilleri, Erri De Luca, Paolo Sorrentino, Gad Lerner, Paolo Rossi) e l'editore Feltrinelli, la campagna è iniziata nel giugno dello scorso anno. I più di 100 comitati locali hanno animato i territori con costanza, fermezza e fantasia - sostenuti da Stranieri In Italia, Giovani Musulmani, Associna, e diversi soggetti formati da chi, semplicemente, è arrivato dopo.

Riparte il Futuro
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