Domenico Marando: condanna a 20 anni per omicidio

Mentre per la nuova 'ndrangheta torinese stanno iniziando i processi, la vecchia guardia somma condanne al già ricco curriculum criminale. E' il caso di Domenico Marando condannato a 20 anni di reclusione per l'omicidio di Roberto Romeo. Un delitto che risale al 1998, quando l'odontotecnico di origini calabresi – legato al mondo dell'usura - fu crivellato da diversi colpi di pistola a Rivalta. Per la giustizia è stato Domenico Marando ad ordinare l'esecuzione. Una vendetta messa in atto per vendicare l'uccisione di Francesco, il fratello maggiore.

L'imputato, membro della potente famiglia con base a Volpiano, ha preso in mano gli affari del gruppo criminale dopo la scomparsa del fratello, ucciso per una faida tra 'ndrine nel '96 e fatto ritrovare carbonizzato in un bosco di Chianocchio.

Un contrasto nato tra il gruppo dei Marando e quello degli Stefanelli per il controllo del territorio torinese e del traffico di droga. La guerra tra le due famiglie si trasformò in una vera faida, forse la più cruenta che il Piemonte abbia mai conosciuto. Nel giugno del 1997, Antonio Stefanelli, Antonino Stefanelli e Francesco Mancuso vennero trucidati nella villa di Domenico Marando, a Volpiano. Un fatto di sangue per il quale fu condannato a 30 anni di detenzione, nel 2000.

Ma la lunga lista di condanne, molte delle quali legate alla sua attività 'ndranghetista, non hanno impedito a Marando di influire in modo decisivo nella spartizione del territorio e degli affari all'Ombra della Mole. Non è stato sufficiente metterlo dietro le sbarre per placare la sua sete di comando. Almeno così sostengono i magistrati nelle carte dell'Operazione Piooner, conclusa nel giugno del 2010.

Grazie alla collaborazione di una postina del Carcere di Rebibbia, Domenico riusciva a comunicare con il fratello in libertà, Nicola e ad un professionista capace di riciclare il denaro di famiglia nel mattone. Il percorso giudiziario di questa inchiesta è ancora in corso, ma testimonia la vitalità della famiglia Marando nel territorio piemontese.

Con la condanna di Marando per l'omicidio Romeo si chiude un capitolo della storia della 'ndrangheta torinese degli anni '90. Al Palazzo di Giustizia Bruno Caccia se ne sta scrivendo un altro. Racconta della “nuova 'ndrangheta”. Quella descritta nelle pagine dell'operazione Minotauro.


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Scritto giovedì 22 dicembre 2011 | Da davidepecorelli | Categorie: Antimafia, NEWS

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