I “nostri” luoghi ne “L’altra Torino”

 

 

L’altra Torino” è una guida turistica scritta da Marco Magnone, Edoardo Bergamin, Daniela Garavini e Fabrizio Vespa. Non è una guida come le altre: all’interno, non troverete la storia che riguarda la costruzione della Mole Antonelliana o dei negozi di Via Garibaldi. Anzi, non troverete nessuna informazione del centro di Torino. “L’altra Torino”, infatti, vi guida “nei 24 centri fuori dal centro”. Gli itinerari, i percorsi e le curiosità proposti passano attraverso le nostre periferie. Ci vengono raccontate non una, ma decine di storie e ci vengono raccontate anche da chi quella periferia la vive, l’ha vissuta e l’ha vista cambiare negli anni. Il viaggio che l’altra Torino vi fa percorrere passa dalle Vallette alla Falchera, da Barriera di Milano alla Crocetta.

“L’altra Torino” parla anche di noi e lo fa tra le pagine dedicate a Barriera di Milano.

 

Racconta della nostra Casa Acmos. “Rinata nel 2001, grazie all’impegno di Don Luigi Ciotti, in quello che all’epoca era un buco nero del quartiere, dal quale la gente di teneva alla larga. […] Oggi nei locali recuperati e restituiti alla città, l’attività principale è l’educazione dei giovani alla cittadinanza e alla legalità attraverso esperienze di vita comunitaria”.

 

Da Casa Acmos si parte alla volta del Perfoming Media Lab, situato vicino al parco della Colletta, in via Salgari 7. “E’ un’ex officina confiscata alla camorra e per questo intitolata, oltre a Salgari, a Mauro Rostagno, giornalista ucciso a Trapani dalla mafia. Oggi è un laboratorio per lo sviluppo delle potenzialità sociali legate ai nuovi media e alla creatività digitale, che offre anche corsi di alfabetizzazione informatica e altri servizi a disposizione del quartiere”.

 

Dal Perfoming Media verso i giardini Peppino Impastato. “Sono dedicati al trentennale (2008) dalla morte della famosa vittima di mafia, attraverso un progetto realizzato dai bambini delle scuole medie ed elementari coordinati da Casa Acmos e Libera. Sono una serie di mattonelle bianche smaltate di verde con disegni di mani e piedi e parole come 'libertà', 'giustizia' e 'rispetto'. Orme, il passato qui le ha lasciate eccome”.

Il centro storico è sicuramente il nucleo originario della nostra città, ma intorno vi sono le periferie. Periferie che non stanno mai ferme. Periferie che hanno molto da raccontare.

Sono, troppo spesso, scenari di notizie che riguardano la violenza, l’insicurezza e il disagio, ma è proprio lì che, invece, c’è la vera storia della città. L’altra Torino propone un viaggio per conoscere quelle zone che stanno poco sotto i riflettori, quella Torino a noi sconosciuta e fin troppo raccontata da altri.


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Scritto martedì 8 novembre 2011 | Da Claudia Chimento | Categorie: NEWS

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