Questione di giustizia….


Altan071109(ilpeggioèpassato)



Con l'ormai tristemente noto "rispetto" per le istituzioni, pochi giorni fa, Silvio Berlusconi ha definito talebani i magistrati. Non tutti, certo. Le generalizzazioni non vanno mai bene. Talebani sono solo quei Pm che hanno avuto l'ardire di processarlo. E se i talebani hanno compiuto un atto di lesa maestà, poco importa: il legittimo impedimento è diventato legge e i processi Fininvest e Mills salteranno.


Quando si parla di giustizia, difficilmente si fa però riferimento al suo reale stato di salute. Nell'agenda di Governo riecheggia da sempre la volontà di dare ai processi una lunghezza ragionevole. Nasce così il processo breve, altro infelice intervento in ambito giudiziario del nostro esecutivo.


Raramente si raccontano le difficoltà delle procure alle prese con bilanci sempre più ristretti. La macchina giudiziaria per funzionare a pieno regime ha bisogno di risorse, in mancanza di fondi i tribunali devono adattarsi per cercare di svolgere al meglio il proprio lavoro.  Un nesso logico semplice, ma stando alle cose, impossibile da comprendere.


E allora i tagli si fanno sentire nei tribunali. A Torino il procuratore Giancarlo Caselli ha a malincuore deciso di diminuire gli orari di apertura del Tribunale e la ragione si trova unicamente nella sforbiciata ai bilanci che è stata messa in atto.

Difficile pagare gli straordinari al personale, così i processi si allungheranno e i cittadini saranno costretti a subire disservizi.


Non serve un decreto interpretatito per comprendere quale sia lo  stato di salute della Giustizia italiana ma una volontà politica diversa.

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Scritto giovedì 11 marzo 2010 | Da davide pecorelli | Categorie: IN EVIDENZA

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