Lo zio Oscar e le quote rosa

"Tutti i problemi della vita trovano risposta nei film" diceva il produttore cinematografico di film splatter, Steve Martin, in "Grand Canyon". A volte ci pace crederlo, chissà se sia poi vero. Ad ogni modo, domenica scorsa, Hollywood ci ha ancora sorpreso con qualche effetto speciale. Il grande favorito, "Avatar", esce con le ossa rotte dallo scontro con "The hurt locker", pellicola poco conosciuta, accolta freddamente al Festival di Venezia un anno e mezzo fa, che speriamo torni ora nelle sale. Infatti il primo film, con la regia di James Cameron, strappa solo 3 Oscar tecnici. Il secondo, con la regia di Kathryn Bigelow, ben 6, tra cui quelli più importanti: film, regia e sceneggiatura. Nelle altre categorie poche sorprese: vincono Jeff Bridges (finalmente, Drugo!), cantante country alcolizzato e Christoper Waltz (strepitoso!) colonnello nazista a caccia di ebrei, Sandra Bullock (ma recita ancora?) e Mo'Nique per "Precious". Tarantino a bocca asciutta e qualche italo-americano premiato per gli Oscar tecnici. Ad ogni modo, la questione da sottolineare, è semmai un'altra. La Bigelow è la prima donna a vincere l'ambita statuetta dorata, per la miglior regia, nella storia dell'Academy. E poco ci importa se era in concorrenza diretta con il suo ex marito, James Cameron. Kathryn ha vinto, e lo ha fatto con un film duro sulla guerra, incentrato sulle vicende di un gruppo di sminatori in Iraq. Il cinema, una volta tanto, apre gli occhi alle persone, sull'attualità più drammatica, spesso celebrata solo con retorica e bandiere sulle bare. Se a farlo è poi una donna, magari qualcuno storcerà il naso. A noi sembra, invece, la più grande vittoria dell'intrattenimento e delle pari opportunità. In fondo era il più bel regalo che Hollywood potesse fare alle donne, per l'8 marzo.
Altro che mimose...
E' il cinema, bellezza!





















Bravo zummone!
Anche se non ho capito di quale Gec sia lo zio Oscar …
Il nome ufficiale della statuetta dorata è Academy Award of Merit, mentre vi sono varie versioni su come venne coniato il nomignolo Oscar : secondo la più accreditata, esso originò da un’esclamazione di Margaret Herrick, impiegata all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, la quale, vedendo la statuetta sopra un tavolo, esclamò: «Assomiglia proprio a mio zio Oscar!»
Un pozzo di conoscenza, sempre sbalorditivo.