Contro il modello mafioso
Davide Mattiello, Libera, risponde così agli atti intimidatori che negli ultimi giorni hanno colpito gli schieramenti favorevoli e contrari alla Tav che hanno manifestato civilmente le loro posizioni.
Ieri come oggi Libera esprime la propria condanna verso ogni pratica violenta, che evoca il modello mafioso.
Tanto la violenza diretta e fisica, quanto quella che prende le forme della intimidazione più o meno velata.
Libera, consapevole della storica presenza dell'organizzazione mafiosa in Valle, da sempre interessata alla terra, all'edilizia, alle opere infrastrutturali e ai traffici illeciti, invoca la massima attenzione preventiva e repressiva.
Libera, consapevole dell'impossibilità di costruire legalità, senza giustizia e quindi senza il rispetto profondo della dignità della persona, invoca la massima disponibilità al confronto onesto e responsabile.
Libera riconoscendosi in questa Repubblica e quindi nel rapporto permanente tra chi assume temporaneamente responsabilità di governo e chi organizza la propria partecipazione civica, non può che consegnare le convinzioni di cui sopra, proprio all'esito di questo rapporto, convinti come siamo che da una parte e dall'altra sono applicate sulla situazione Valsusina , da anni e quotidianamente, eccellenti e appassionate intelligenze.
Davide Mattiello
Libera






















http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/123292/
Il caso tav credo che sia emblematico del clima di insofferenza e scontro creato in questo Paese.
Infatti e triste pensare che per un opera civile (termine tecnico) che viene affrontata come tele in tutta Europa e non solo, si sia creato un clima di contrapposizione frontale fatto di comitati peri il SI o per il NO che portato minoranze estreme e “interessate” disconnesse da essi a intimidazioni come sassaiole contro operai della ferrovia, incendi dolosi contro presidi(azione cosa inquetante che porterebbe la firma di ben piu’ di quei groppuscoli sopra citati) , proiettili al sindaco di Torino ecc.
Questo clima va a favore di chi vuole portare questo Paese lontano dalla normalità democratica oggi è la Tav domani sara’ qualcosaltro.
E’ doveroso che ci si incarchi di rompere questo “gioco” se no le conseguenze non solo, infrastrutturali, saranno pesanti e porteranno vantaggio solo a chi vuole guadagnarci a spese del Paese
Per avere aggiornamenti, più o meno in tempo reale, visitate notav.eu .
Inoltre arrivano aggiornamenti dalla valle: “continua il presidio a Venaria in Via Amati. Più tardi si deciderà se l’appuntamento delle 17 in Via Eritrea rimane o si sposta a Venaria”.
Giuseppe Cicero 27 gennaio Lettera dallo Stretto ai No TAV Anche la Corte dei Conti boccia il Ponte… sullo Stretto Per Ciucci & Co. l’importante è continuare il grande bluff Per noi continuare a chiedere le vere priorità in Calabria e in Sicilia come in Val di Susa. La Corte dei Conti, lo scorso dicembre, ha confermato alcune delle tesi sostenute dal Movimento No Ponte in questi anni: l’incongruenza dei dati economici, una stima disinvolta dei traffici nello Stretto che dovrebbero giustificare l’operazione del project finance, l’azzardo ingegneristico che penserebbe ad una campata unica di quasi il 40% più lunga della maggiore mai realizzata, il devastante impatto ambientale. Insomma, una stroncatura su tanti fronti che meriterebbe una seria messa in discussione di tutta l’operazione Ponte. La reazione dell’Amministratore Delegato della Stretto di Messina Ciucci è stata quella di rassicurare sul prosieguo di questo grande bluff. Tutto questo avviene mentre le vere priorità del territorio, quelle manifestate in piazza il 19 dicembre a Villa San Giovanni, rimangono ancora disattese ed inascoltate. Gli sfollati di Giampilieri continuano a scendere in piazza per protestare non avendo ancora ricevuto garanzie sulla messa in sicurezza del paese. A Saline si ritorna a parlare di centrale a carbone. Le strade, le montagne ed i mari, nei territori di Calabria e Sicilia, continuano a rimanere nel peggiore degli abbandoni, in mano al devastante sfruttamento. Ribadiamo che in periodo di crisi e di risorse scarse, si dovrebbero scegliere le priorità. Perciò, la Rete esprimela propria solidarietà ed adesione al fianco del movimento No Tav. Ancora una volta dalla Valle di Susa ci arriva un messaggio forte e chiaro: soltanto attraverso la mobilitazione popolare si può impedire la svendita dei nostri territori, ci si può opporre a quel modello di sviluppo che ci vogliono imporre, fatto di grandi opere e devastazioni ambientali. In questi anni abbiamo visto come il Ponte sullo Stretto, la Tav, il Mose, gli inceneritori, i rigassificatori e tutte le opere inutili che vogliono imporci, sono solo delle “mucche da mungere”, buone a trasferire i soldi pubblici nelle tasche delle solite lobbies. È la comune opposizione a questa logica perversa che fa di tutte queste lotte una sola lotta. Franco Nisticò, prima di lasciarci quel maledetto 19 dicembre, ha urlato dal palco: “Solo la lotta porta risultati!”. Oggi i No Tav ne sono l’esempio. Questo Governo ha scelto di concentrare tutte le risorse a disposizione nel 2009 in 6/7 grandi opere. È evidente, perciò, la volontà di premiare operazioni in favore di pochi grandi contractor, sulle quali è possibile costruire grande attrattiva mediatica, piuttosto che investire in opere ad alta utilità sociale ed economia diffusa come. Niente di più facile, adesso, che riversino i soldi a disposizione nella ri-progettazione del Ponte, magari dando in obolo qualche opera compensativa a Messina. Tanto per loro l’importante non è finire. L’importante é continuare. Anche noi continueremo, con il nostro impegno, a chiedere che siano le vere priorità quelle realizzate. A sarà Dura!