Se una notte d’estate un viaggiatore
Alessandro Ciquera è in Iraq da dieci giorni. Lo sappiamo perchè Alessandro è uno di noi (componente del Travelgec), ma anche e soprattutto perchè chi l'ha conosciuto personalmente, non può non averlo sentito parlare di questo. E' la seconda volta che va nel Kurdistan iracheno, in questo caso ci resterà due mesi. Scrive spesso, Alessandro. Di quel che vede, di chi incontra, della follia che gli accade intorno (un attentato a Kirkuk, sabato scorso, ha prodotto quasi 70 morti e centinaia di feriti), ma lo fa con un misto di lucidità e speranza, rimanendo sognatore e volendo costruire concretezza. Familiari, le sue cronache, perchè vicine, nonostante la distanza geografica. Il suo progetto, portato avanti con l'associazione - Peacekeeping - da lui fondata e di cui è il giovane presidente, prevede un campo di estate ragazzi per i bambini di Kirkuk. Niente di faraonico, nè velleitario. Tornare a vedere sorridere le vittime di una guerra che dura da troppo tempo. Tutto qui. Eppure non è poco, in tempi come questi dove sembra prevalere l'egoistico interesse personale, la difesa ostinata del proprio recinto (ideologico o materiale che sia): tutto questo ha il sapore dell'anomalia e della libertà. Nessuno gli ha chiesto di farlo, lui stesso sa che non cambierà il mondo, nè l'Iraq. Tuttavia, allo stesso tempo, sa che ne vale la pena. A prescindere dal risultato. Perchè è il modo, per dirla con Vittorio Arrigoni, di "restare umani". E noi che siamo qui, e riceviamo i suoi scritti (potete leggere qualcosa qui) cercheremo di stargli vicino e di parlare ancora di lui, attraverso i nostri siti, per capire un po' di più del mondo e della sua complessità. Convinti che anche in Kurdistan si vedano le stelle, nella notte e nel deserto, e la vita possa ancora mostrarle e indicare la speranza: anche ai bambini curdi e non solo a loro, a prescidere dalla latitudine in cui uno si trova, alzando gli occhi al cielo.





















Semplicemente….bello, io sono di parte e vero, ma lo scritto,!! Senti l’odore di quella terra lontana, e la luce delle stelle nelle pupille degli occhi..
Alessandro sta facendo una magnifica esperienza, quello che fa (e poi racconta) è per me testimonianza di forza e speranza.
Un abbraccio ad Alessandro, e a tutti coloro che lo sostengono!
Cosa si dice a proposito del disimpegno dei giovani ? Evidentemente non vale per tutti. Bravo Alessandro per quello che fai e per il fatto che lo rendi pubblico: perchè purtroppo non sempre riusciamo a sentire la “foresta che cresce” !