• Libera Piemonte: bilancio di missione
    ANNO SOCIALE 2017-2018 Dopo tanti anni di bilancio sociale, quest’anno scegliamo di scrivere un bilancio della “missione” di Libera in Piemonte, con pochi numeri e ponendoci le due domande fondamentali, che non dobbiamo mai dimenticare: qual è la nostra missione? Abbiamo fatto passi avanti nel raggiungimento degli obiettivi della nostra...... Read more »
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La villa confiscata a Nicola Assisi: le immagini dopo l’incendio

Fuliggine ovunque, dalla taverna ai piani superiori. Soffitti crollati per le fiamme e due bombole di gas al centro delle stanze. Quelle che vi mostriamo sono le immagini della villa confiscata al narcotrafficante latitante Nicola Assisi, a San Giusto Canavese, dopo l’incendio doloso appiccato da ignoti. Un atto intimidatorio per provare a fermare il percorso per restituire il bene alla cittadinanza.

NOI ANDIAMO AVANTI!
VI ASPETTIAMO ALL’ASSEMBLEA REGIONALE, SABATO ALLE 15.00.

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Noi ci siamo e tu? – Ivrea antifascista

Noi ci siamo e tu?” è il titolo della manifestazione che si è tenuta a Ivrea il 7 giugno. Acmos, insieme ad altre 29 associazioni del territorio, è scesa in piazza per opporsi alle nuove forme di fascismo. Tanti i giovani del movimento dei gec, delle scuole e dei presidi di Libera che, insieme alla comunità migrante che abita la città di Ivrea, hanno scelto di prendere parte al corteo al grido di una società che sia inclusiva, accogliente e dunque antifascista.

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#MeridianodEuropa2018: Inside-Out, il viaggio

Inside-Out”, la quarta edizione del progetto “Meridiano d’Europa”, si racconta con web doc del viaggio.
Scopo dell’edizione 2018 è stato quello di ragionare di Europa e cittadinanza europea attraverso 5 giorni di incontri e dibattiti dal 6 all’11 maggio, a Belgrado.

Gli studenti delle scuole superiori si sono ritrovati a Trieste, per poi percorrere in bus più di 600 chilometri per raggiungere la capitale serba e contribuire alla creazione di un’Europa diversa, partendo dall’impegno dei giovani.
Tema centrale dell’esperienza è stato quello della cittadinanza europea, mettendo al centro il confronto tra forze nazionaliste, che indeboliscono il senso di appartenenza di molti cittadini al contesto europeo, e di forze europeiste prendendo come caso studio la Serbia, culla di punti di vista estremamente contraddittori e differenziati nei confronti dell’UE.

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La Terra dell’Abbastanza

Manolo (A. Carpenzano) e Mirko (M. Olivetti) sono due adolescenti delle periferie romane. Inseparabili, amici da una vita, una sera investono un uomo in auto e scappano. La paura iniziale monta in sollievo, quando si scopre che il morto è un pentito di un clan criminale. Così, involontariamente, questo favore reso spalanca loro la possibilità di svoltare, entrando in un mondo illegale, violento e spietato, dove i soldi abbondano e la perdizione è dietro l’angolo. Sullo sfondo, le famiglie assenti: Manolo ha un padre (M. Tortora), delinquente fallito che vive alla giornata e Mirko una madre (con cui si relaziona a fatica) e una sorellina. La discesa agli inferi dei due ragazzi non sarà indolore e il malessere che cova sotto la superficie troverà il modo di esplodere, imprevedibile.

Folgorante esordio dei fratelli D’Innocenzo, con un film secco, senza sbavature, nè compiacimenti, bella fotografia, un’insolita partitura musicale in chiave jazz, che stride in maniera efficace con il contesto popolare e periferico della storia. Ottima direzione degli attori, tra cui anche, in un ruolo minore, Luca Zingaretti.

Lascia l’amaro in bocca. Presentato fuori concorso al Festival di Berlino, ha guadagnato 3 candidature ai Nastri d’Argento. Tanti auguri ai due fratelli registi, si meritano una luminosa carriera!

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2 Giugno-Assemblea di Fine Campagna2018

L’anno sociale del Movimento dei giovani di Amos si conclude con un’assemblea finale. Il tema della Campagna per la Cittadinanza di quest’anno era l’odio. A tirare le fila di un anno di riflessioni, formazioni e manifestazioni di piazza è stato Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

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La Terra di Dio

Johnny (J. O’Connor) si occupa delle pecore della fattoria di famiglia. Vive con il padre (I. Hart), malmesso nella salute fisica, e la nonna (G. Jones): non ha un gran rapporto con entrambi, la sera va al pub e torna sempre ubriaco. E’ un ragazzo taciturno, trattato dai suoi famigliari come fosse un bambino, prigioniero di un ruolo che non ha scelto da sè. Quando arriva Gheorghe (A. Secareanu), assunto per una settimana per dare una mano nei lavori, John gli si dimostra subito ostile, anche canzonatorio sull’origine rumena del ragazzo. Eppure qualcosa che non si riesce a dire con le parole, troverà il modo di instaurarsi tra i due.

Troppo facile liquidare il film di Francis Lee come una pellicola di genere: c’è di più, che cova sotto la cenere, come negli sguardi dei due protagonisti, per la prima metà della vicenda. E Johnny, anche dolorosamente, sarà quello a crescere di più. La straordinaria e un po’ brutale campagna dello Yorkshire fa da cornice perfetta, nella fredda primavera che stenta a manifestarsi: è un film di sguardi, silenzi, imbarazzi, ostinazioni, paure, vigliaccherie. E’ la sintesi complicata e contraddittoria della vita, a prescindere dagli orientamenti sessuali. Nella sua semplicità fa centro.

Premiato in una decina di festival in giro per il mondo. Da vedere.

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Moschee aperte e Iftar in piazza

Il 27 maggio 2018, durante il mese del Ramadan, la comunità musulmana di Torino ha deciso di aprire le porte delle proprie Moschee e condividere con la cittadinanza la rottura del digiuno, con l’Iftar in Piazza.
Sono 14 le Moschee che hanno preso parte all’iniziativa, Acmos e Benvenuti in Italia hanno partecipato alla riuscita dell’evento.

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Inside-Out: il racconto del viaggio in Serbia – Trailer

Un incontro di restituzione, condivisione e dialogo per raccontare il progetto che ha coinvolto 300 studenti di tutta Italia, in un viaggio alla scoperta della cittadinanza europea.

Inside-Out”, la quarta edizione del progetto “Meridiano d’Europa”, incontra i rappresentanti istituzionali del Consiglio Regionale del Piemonte.

L’evento, il “Meridiano d’Europa 2018, Evento di restituzione”  si terrà venerdì 1 giugno, dalle 15.30 alle 17, nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris.

Scopo del viaggio è stato quello di ragionare di Europa e cittadinanza europea attraverso 5 giorni di incontri e dibattiti dal 6 all’11 maggio, a Belgrado.

Gli studenti delle scuole superiori si sono ritrovati a Trieste, per poi percorrere in bus più di 600 chilometri per raggiungere la capitale serba e contribuire alla creazione di un’Europa diversa, partendo dall’impegno dei giovani.

“Inside-Out” è il titolo dato a questa edizione. Tema centrale del viaggio è stato quello della cittadinanza europea mettendo al centro il confronto tra forze nazionaliste, che indeboliscono il senso di appartenenza di molti cittadini al contesto europeo, e di forze europeiste prendendo come caso studio la Serbia, culla di punti di vista estremamente contraddittori e differenziati nei confronti dell’UE.

Per affrontare il tema, gli studenti hanno incontrato rappresentanti istituzionali serbi e dell’Unione Europea, ma anche realtà giovanili che lavorano per la creazione di una cultura europea in Serbia, stato che potrebbe entrare nell’UE nel 2025.

La giornata prevede la proiezione del web doc del viaggio, le riflessione dei giovani partecipanti (provenienti da Torino, Novara e Verbania) e le letture di alcuni testi significativi per il progetto.

Il Progetto Meridiano d’Europa

Il nostro cammino pone le basi lungo un meridiano che congiunge Lampedusa, l’isola su cui quotidianamente sbarcano sfinite le nuove speranze europee a Utoya, dove sono state sterminate idee di solidarietà, pluralismo e laicità.

Da questi due punti e dalle storie che portano con sé, il nostro progetto, il Meridiano d’Europa, vuole sviluppare la cittadinanza attiva dei giovani nelle scuole secondarie per facilitarne l’inclusione sociale in ottica Europea e per aiutarli a sentirsi parte dei valori di questo continente.

Il Meridiano d’Europa è un progetto della rete WeCare, capeggiata da Acmos (Torino) e composta da Rime (Trieste), Sermais (Novara), Prendi Parte (Bologna), 21 Marzo (Verbania), Le Discipline (Firenze), ShAre (Foligno), L’égalité (Sarzana). Quest’anno parteciperanno anche giovani studenti di Olbia e Verona.

Con il contributo:
Comune di Nichelino
Comune di Ivrea
Consiglio Regionale del Piemonte
Regione Toscana

Con il patrocinio
Commissione Europea e Miur

Media Partner
“La Stampa”

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Carovana DAI 2018-tra Bologna e Vernazza

Per il terzo anno consecutivo, Acmos aderisce alla giornata europea dell’abitare collaborativo e lo fa attraverso un viaggio. Le tappe di quest’anno sono state Bologna, al cohousing Il Fragolone-La Mura San Carlo, e a Vernazza, a casa di Dorette Deutsch, giornalista esperta di cohousing in Europa.

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Edu-Care: l’educazione come atto politico

Edu-Care: l’educazione come atto politico, un pomeriggio incentrato sul tema dell’educazione e dell’incontro dei giovani nelle scuole organizzato dall’Associazione Prendi Parte, inserito nella rete nazionale del We Care promossa da Acmos.

 

La giornata si è aperta con una plenaria in cui a intervenire è stato Fabrizio Valletti, prete gesuita che da anni porta avanti percorsi di educazione rivolti ai giovani tra Firenze, Livorno, Follonica e Bologna, e che ha fondato infine il Centro Hurtado di Scampia a Napoli, in cui si occupa di assistenza alle carceri di Poggioreale e Secondigliano.

 

Con lui abbiamo ragionato di quale sia il giusto approccio quando si parla ai giovani: a partire dalle nostre gambe in movimento si arriva prima al cuore e poi alla testa. L’esca educativa è il sublime, ovvero tutto ciò che rientra nella sfera dei desideri e non dei bisogni e che porta a sognare.

 

A seguire, dopo un coffee break anch’esso organizzato sul modello di un’intervallo Scu.Ter., è stato possibile partecipare a cinque diversi workshop.

 

Ogni workshop è partito da diverse modalità educative, dalla danza agli esperimenti scientifici, dalla filosofia spiegata ai bambini alla vera e propria costruzione di un laboratorio. Ogni gruppo ha potuto poi sperimentare e mettere in pratica ciò che aveva acquisito dai vari incontri.

 

L’ottimo risultato di questa giornata è stato mettere a confronto persone provenienti da città diverse che portavano con sé esperienze diverse. Tra i partecipanti c’erano di fatto studenti delle scuole, animatori educatori e insegnanti. Insieme è stato possibile riflettere e costruire un modo diverso e innovativo di fare educazione.

 

 

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Dogman

In una periferia romana grigia e degradata come l’umanità che la abita, vive Marcello (M. Fonte) timido e gentile, che ha un negozio di toelettatura dei cani, che ama a dismisura. Ha una figlia piccola, che adora, ed è separato dalla moglie. Nel suo quartiere frequenta la sala giochi di zona, tra la sua attività e un Compro Oro. E’ amico di Simone (E. Pesce), ex pugile, attaccabrighe e violento, consumatore di cocaina e ladruncolo per pagarsi i suoi vizi. Il loro è un rapporto ambiguo, all’insegna della sottomissione di Marcello, che all’amico perdona tutto, rendendosi suo complice in più di un’occasione. Per contro, Simone sfrutta la sua posizione dominante, costringendo Marcello ad azioni contro la sua volontà, finchè l’uomo mite esplode.

Matteo Garrone (“Gomorra”, “Reality”) si ispira a un fatto di cronaca macabro di trenta anni fa, che passò alla storia come il delitto del Canaro della Magliana. Lo fa a modo suo, ambientando la storia ai giorni nostri, reinventandola con lucidità, giocando sul binomio vittima-carnefice, che può ribaltare i ruoli. Splendida fotografia che esalta il contesto livido e piovoso della vicenda e ottima direzione degli attori: in particolare il Marcello di Fonte assume lo sguardo sempre più allucinato di chi, per difendere la propria dignità, medita vendetta.

Disturba e inquieta, comunque da vedere. In concorso al Festival di Cannes.

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Meridiano d’Europa: il viaggio a Belgrado

Giunto alla quarta edizione, il Meridiano d’Europa ha scelto quest’anno di concentrarsi sui paesi che stanno entrando nell’EU.

Con 300 studenti, provenienti da tutta Italia, abbiamo raggiunto Belgrado per ragionare con istituzioni e realtà associative dei passi che la Serbia deve compiere per entrare nell’Unione Europea.

In attesa del video di restituzione, vi proponiamo il racconto giornaliero dell’esperienza.

Buona visione.

 

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Avanti così dunque, insieme

Avanti così!
Nello scorso mese di aprile il nostro movimento ha deciso di dedicarsi del tempo, mettendosi allo specchio.

Un tempo preso sia per discutere delle novità relative alla Scuola di Politica, che abbiamo voluto ripensare attraverso la costituzione di alcune classi tematiche, sia per riflettere sul nostro modo di fare movimento, un modo senz’altro complesso, perché ha l’ambizione di tenere insieme funzione pedagogica e impegno politico, un ventaglio di età che ormai abbraccia due generazioni, una dimensione che si fa nazionale e che vorremmo europea. Lo abbiamo fatto da un lato incontrando attraverso un ciclo di riunioni dedicate tutti coloro che sono impegnati nelle nostre associazioni, dall’altro proponendo una intervista a domande aperte, risposte scritte, in forma anonima, per consentire la massima libertà di espressione.

 

Hanno partecipato 82 persone, 36 femmine e 46 maschi, con una forbice tra chi ha meno di 20 anni e chi ne ha più di 40.

 

Emerge tra gli intervistati una visione partitica pressoché omogenea, che guarda a tutto l’arco del centro sinistra, con una percentuale residuale (sotto il 10%) che guarda al M5S.

 

È interessante notare come tra le persone, benché con età diverse, ci sia un forte filo rosso che tiene uniti: i riferimenti culturali, la bibliografia essenziale, sono spesso ricorrenti a prescindere dall’età (Freire, Olivetti, Milani, Orwell i più citati).

 

Elemento che emerge fortemente nelle risposte è la dimensione europea, richiamata tra le priorità di molti, come orizzonte al quale guardare.

 

Tra i progetti che vengono definite come “affermazioni memorabili”, al primo posto spicca con 25 preferenze il lavoro dell’ultima Legislatura, con il protagonismo di Davide Mattiello; al secondo posto a ex aequo con 11 preferenze il Meridiano d’Europa (l’inchiesta è precedente e dunque non influenzata dal buon esito del viaggio a Belgrado di inizio maggio) e il lavoro sulla sicurezza scolastica legata al 22 novembre 2008/Fondo Vito Scafidi.

A seguire il lavoro del progetto Scu.Ter., che porta con sé la rete nazionale del We care e le comunità solidali.

 

Rispetto al modello organizzativo, la quasi totalità delle persone ha rimarcato che dovremmo andare ‘avanti così’, nel generare movimento a partire dalle scuole per poi occuparci in concreto anche di azione politica. Si è sottolineato a più riprese che il modello, tutto considerato giovane (Benvenuti in Italia nasce nel 2011) ha ancora bisogno di forza e spinta e dunque è naturale che i risultati possano essere non sempre all’altezza delle aspettative. Ma solo proseguendo, insieme, e allargando la rete, sarà possibile migliorare.

 

Da ultimo, abbiamo chiesto di affidare ai posteri una massima e ne abbiamo selezionata una per ogni fascia d’età: divertente notare come cambia il sentimento, rimanendo in una linea di impegno, al variare dell’età. I più giovani dicono ‘Senza fretta ma senza sosta’, tra i 20 e i 30 ‘Se hai paura degli sconosciuti, ne sarai sempre circondato’, tra i 30 e i 40 ‘Senza la gestione del potere, nulla cambia’ e dopo i 40 ‘Non fatevi prendere dal panico’.

 

Avanti così dunque, insieme.

 

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