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  • In Piemonte una vera Commissione antimafia
      I consiglieri regionali Marco Grimaldi, Domenico Rossi e Diego Sarno hanno presentato un emendamento affinché in Piemonte sia istituita una vera Commissione contro le illegalità e i fenomeni mafiosi. Saranno ampliate le competenze e gli ambiti di azione. Noi li abbiamo intervistati per capire meglio di cosa si tratti.... Read more »
  • Servizio Civile: Educare e informare, per un Piemonte “libero” dalle mafie
    Hai tra i 18 e i 28 anni? Vuoi fare un’esperienza nell’ambito dell’antimafia sociale? Con il “Educare e informare, per un Piemonte “libero” dalle mafie”, bando inserito nel Servizio Civile Nazionale, promosso dal Comitato Beni confiscati Libera Piemonte ed Acmos, potrai aumentare il livello di consapevolezza della cittadinanza riguardo alla...... Read more »
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Carlo Palermo racconta 50 anni di misteri irrisolti

7 marzo 2019, Davide Mattiello intervista Carlo Palermo.

Carlo Palermo è il magistrato che nell’aprile del 1985 si è miracolosamente salvato dall’attentato mafioso di Pizzolungo, in provincia di Trapani. Nello scoppio dell’autobomba che avrebbe dovuto ucciderlo, morirono invece una giovane mamma, Barbara Rizzo, e due dei suoi tre figli: Salvatore e Giuseppe Asta. Ancora oggi non è chiaro chi fu a volere la sua morte. Certamente il procuratore fu il primo a indagare quel traffico internazionale di droga e di armi che negli anni ‘80 dal Medio Oriente arrivava fino a Trento. Nel corso della sua lunga carriera ha messo in luce il filo rosso che lega le Mafie internazionali alla politica e alle organizzazioni occulte che governano il mondo da settant’anni a questa parte. Davide Mattiello ha ripercorso con lui le vicende di quegli anni: misteri irrisolti che caratterizzano ancora oggi la storia nazionale e internazionale.

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La democrazia è un’arte: Servizio Civile

Un anno di Servizio Civile Universale per promuovere i valori dell’impegno civile e della democrazia, attraverso un uso innovativo delle diverse forme d’arte e di  comunicazione coinvolgendo i giovani delle scuole di Torino.

Acmos ricerca 4 ragazzi/e, tra i 18 ed i 28 anni.

Il bando scade giovedì 10 ottobre.

 


Per maggiori informazioni sul progetto e sulle modalità di partecipazione clicca qui


 

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Le prime nomine della nuova UE

a cura del Centro Studi Streben

Dopo il voto del 26 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo gli osservatori avevano espresso le loro valutazioni sulle conseguenze che i risultati elettorali avrebbero avuto sul futuro degli equilibri politici interni alla Ue e sulle politiche che ne sarebbero seguite.

I dati condivisi erano l’aumento della partecipazione al voto e dei suffragi sovranisti, ovviamente, e la frammentazione sia del fronte sovranista che di quello europeista.

Il primo fronte risultava infatti diviso in tre gruppi parlamentari (senza contare che gli ungheresi di Orban siedono nel gruppo popolare) con posizioni diverse, basti pensare ai rapporti con la Russia.

Il secondo fronte, da sempre costituito dalla coalizione tra socialisti e popolari, si era indebolito perché i due partiti avevano perso la maggioranza assoluta ed ora avevano bisogno dell’appoggio di altri gruppi, liberali e/o verdi: anche qui, su molti dossier, le opinioni erano divergenti.

Sul futuro dell’Unione iniziavano invece le divergenze tra gli analisti. A parte gli attendisti, che aspettavano le prime mosse della nuova governance europea per pronunciarsi, alcuni mostravano un moderato ottimismo: l’elevata partecipazione al voto e la necessità di rispondere alla minaccia sovranista avrebbero convinto la nuova maggioranza europeista ad abbandonare l’immobilismo degli ultimi anni e a riprendere il cammino sulla strada di una integrazione europea.

I pessimisti, invece, osservavano che il risultato delle elezioni avrebbe cambiato ben poco. Infatti per rispondere al successo dei sovranisti e rilanciare la Ue si dovrebbero dare delle risposte ai problemi sollevati dai sovranisti: ad esempio fare in modo che i processi decisionali siano più democratici in modo che i cittadini non avvertano le istituzioni come lontane ed estranee; difendere e migliorare il “modello sociale europeo” in modo da garantire protezione sociale ai cittadini penalizzati dalla globalizzazione; invertire le politiche economiche ispirate all’austerità.

Per i pessimisti il fronte europeista, che presenta divisioni sia all’interno dei partiti europei che tra gli Stati, dimostra di non avere risorse politiche e personalità in grado di uscire dall’immobilismo. In particolare, dopo la crisi finanziaria del 2008 e quella migratoria del 2015, gli Stati e i loro governi attraverso il Consiglio della Ue hanno aumentato il loro potere decisionale rispetto alla Commissione, invertendo la tendenza verso una maggiore unità e riportando l’Unione ad essere più un patto tra Stati che una comunità.

In sostanza, per gli osservatori pessimisti, alle elezioni non c’è stato uno scontro tra sovranisti ed europeisti ma tra sovranisti “hard” e sovranisti “soft”, questi ultimi ben rappresentati da Germania e Francia.

Il recente vertice del Consiglio europeo ha proposto come candidata alla presidenza della Commissione europea la popolare tedesca Ursula Von der Leyen, il belga liberale Charles Michel alla presidenza del Consiglio europeo, la francese Christine Lagarde alla Bce e il socialista spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante.

Come si può vedere, una suddivisione degli incarichi che rispetta gli equilibri tra i principali Stati e i principali gruppi parlamentari e che tradisce il principio del cosiddetto Spitzenkandidat, secondo il quale la nomina a presidente della Commissione spetta al candidato del gruppo parlamentare che ha ottenuto più voti alle elezioni o comunque, in subordine, ad un candidato scelto dal Parlamento. Invece il Consiglio europeo, espressione degli Stati, ha preso la decisione infischiandosene del Parlamento (che dovrà comunque approvare la nomina).

I funesti presagi dei pessimisti hanno qui trovato una prima conferma: l’esecutivo europeo è stato nominato facendo strame di un principio democratico che era stato recentemente introdotto per avvicinare i cittadini all’istituzione, e l’Unione conferma la sua natura di organismo fondamentalmente intergovernativo; proprio la scelta intergovernativa è ciò che ha paralizzato l’Unione negli ultimi anni.

Una seconda conferma è venuta dai primi passi mossi dalla Von der Leyen: ha accettato il voto favorevole alla sua nomina dei sovranisti polacchi ed ungheresi senza nemmeno una formale presa di distanza e poi ha rilasciato delle dichiarazioni concilianti verso le scelte illiberali di Kaczynski e Orban.

I mesi che verranno ci diranno di più sulla linea politica che la nuova presidente della Commissione sceglierà di seguire.

 

#1-Il ministro del Tesoro della Ue

 #2- Brexit e profughi

#3-Il rinato impero asburgico contro i migranti

#4-La disintegrazione dell’Unione europea

#5 – Frontiere e nazionalismi

#6- Bruxelles “cuore” d’Europa

# 7 – Profughi: la nostra ignavia da Evian a Bruxelles

#8 – Un manuale antiretorico dell’Unione europea

#9 – Ventotene 2016

#10 – Orban e il referendum ungherese

#11 – Populismi ed euroscetticismi

#12 – L’unione a più velocità

#13 – Populismo, euroscetticismo, sovranismo

#14 – Il populismo 2.0 in Europa

#15 – Il dicembre 2017 dell’UE

#16 – Il gennaio 2018 dell’Unione Europea

#17 – DiEM25, Varoufakis e il “terzo spazio” in Europa 

#18 – Il settembre 2018 dell’UE

#19 – Governo italiano e Brexit: due problemi per l’UE

#20 – Profughi: la nostra ignavia da Evian (1938) a Bruxelles (2015)

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La Repubblica d’Europa: un appuntamento col futuro

Fare dell’Europa una Repubblica
Fondata sull’uguaglianza di diritti e doveri
È la sfida della nostra generazione
È promessa di giustizia e libertà

Per il lavoro
Perché oggi dentro l’Unione europea ci si fa concorrenza sleale: la Repubblica d’Europa avrà un solo sistema fiscale. Perché l’Unione Europea debole non protegge abbastanza dalle bordate della speculazione finanziaria e delle altre potenze economiche globali. La Repubblica d’Europa avrà la forza di rinegoziare le regole del mercato mondiale.

Per l’ambiente
Perché la crisi climatica non può essere affrontata dai singoli stati nazionali. La nube radioattiva di Chernobyl non si è fermata alla frontiera! La Repubblica d’Europa avrà la forza per dare al Pianeta e a tutti noi una speranza, cominciando da politiche energetiche ancora più integrate e sostenibili.

Per l’umanità migrante
Perché è l’Europa tutta che deve farsi carico dell’umanità che scappa da guerra e miseria, provvedendo a soccorrerla e ad accoglierla. La Repubblica d’Europa avrà un sistema solo di integrazione e una sola politica estera e di cooperazione

Contro i nazionalismi
Che sono falsi e pericolosi: promettono che a chiuderci in casa staremo meglio, la verità che aumenterà la competizione e si scatenerà la guerra. I nazionalismi meschini e criminali non hanno niente di serio da proporre per la crisi ambientale, per la crisi sociale scatenata dalla globalizzazione, anzi: cavalcano queste crisi per stupide rendite elettorali di breve periodo.

Contro la mafia
Che è organizzazione criminale trasnazionale per natura e per arricchirsi ha bisogno di Istituzioni internazionali deboli o meglio ancora inesistenti. L’unione europea in questi anni ha fatto tanti passi nella direzione giusta di una sempre maggiore integrazione di forze di polizia, magistratura e apparati informativi: guai a tornare indietro! Gli assassini di Daphne Caruana Galizia e Jan Kuciak tracciano la strada da continuare.

Per fare dell’Europa una Repubblica ci vuole un’Italia che faccia politica tenendo ben saldi i valori della Carta Repubblicana e che lavori impiegando le migliori energie con le Istituzioni europee affinchè il Parlamento europeo apra al più presto una nuova fase costituente che dia all’Unione europea un progetto di Costituzione repubblicana e federale.
Una legge
Un sistema fiscale
Un sistema di protezione sociale
Una politica estera
Una politica ambientale
È molto difficile… non troppo difficile!

 

  • La Repubblica d’Europa è un libro di ISAGOR – acronimo che raccoglie otto voci – in cui è scritto nero su bianco il bisogno di ripensare in maniera radicale la forma che vogliamo dare all’Europa. Auspicando la nascita di una Repubblica d’Europa che, superando gli Stati nazionali, costituisca una nuova realtà politica, economica, culturale e strategica.

Gli autori sono disponibili a confrontarsi in ogni sede affinchè si diffonda sempre di più la consapevolezza dell’urgenza di costruire una Repubblica unita, democratica, laica e pluralista, capace di ricucire e non dividere, costruire ponti e non alzare nuovi muri, scommettere sulla convivenza e non soffiare sulla paura.

Per informazioni, o per organizzare un incontro scrivi a info@benvenutiinitalia.it

  • Grafica dell’articolo realizzata grazie a una fotografia di un’opera di Banksy che ringraziamo
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ACMOS: la nostra storia dell’anno

Abbiamo deciso di raccontare il nostro anno sociale dividendo la narrazione attraverso le lenti dei nostri principi fondanti. Siamo partiti dal nome della nostra associazione:

Aggregazione
Coscientizzazione
MOvimentazione
Sociale

Buona visione e grazie a tutti quelli che hanno preso parte a questo viaggio.

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#Boves19: Donut! For a susteinable future

Ecco a voi il racconto del nostro #Boves19! Abbiamo voluto rappresentare i temi su cui abbiamo ragionato e discusso, sperando di suscitare una spinta al cambiamento. Noi ci vogliamo provare perchè non esisterà un piano B.

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Natalonga per l’Europa: il video racconto

1700 metri a nuoto da Santo Stefano a Ventotene, per la Repubblica d’Europa.
Tutti sono arrivati al traguardo perché nessuno è stato lasciato indietro. Sembrava impossibile, invece era solo difficile!

 

Ma lo abbiamo sempre saputo: “La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!”
Altiero Spinelli

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Liberi in Barriera: il magazine dei volontari dei campi nei beni confiscati

Un magazine realizzato dai volontari del campo di Estate Liberi dedicato all’informazione. Articoli, foto e un reportage video per raccontare Barriera di Milano, quartiere alla periferia Nord di Torino. Un’iniziativa è di Acmos e Libera Piemonte, con la media partner de “La Stampa”.

Buona lettura!

 


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Le ragioni di una Natalonga per l’Europa

 

LE RAGIONI DI UNA NATALONGA PER L’EUROPA Ventotene – 21 luglio 2019
PER UN TUFFO NEL SOGNO DEI PADRI FONDATORI

 

1.700 metri a nuoto, dall’isola di Santo Stefano alla spiaggia di Calanave, per ricordare che le radici dell’Unione europea risiedono nell’antifascismo e nella lotta ai totalitarismi, per rivendicare una nuova Europa fondata sull’uguaglianza dei diritti delle cittadine e dei cittadini.

 

Fu a Ventotene che il regime di Mussolini mandò in esilio molti dissidenti e oppositori alla dittatura. E fra loro, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, che proprio sull’isola concepirono i primi passi di quel cammino verso un’unione che ancora oggi, dopo 70 anni assicura pace e libertà.

Fu sull’isola che scrissero, nella primavera del 1941, Per un’Europa libera e unita, un primo testo che divenne il progetto politico noto come Manifesto di Ventotene. Nel documento l’unificazione dell’Europa in senso federale viene indicata come l’unica soluzione per la salvezza della civiltà europea.

È da Ventotene che oggi deve ripartire un sogno europeo, di un’Unione basata sull’uguaglianza dei diritti delle cittadine e dei cittadini.

La Natalonga per l’Europa è stata pensata per raggiungere simbolicamente a nuoto questo traguardo e per riunire tutti coloro che vogliono confrontarsi, scambiare idee, impegnarsi per sostenere questa prospettiva politica comune.

Partecipa anche tu, scarica il MODULO

Scarica la LOCANDINA

 

EuropaNow! con Acmos e Benevenuti in Italia e insieme hanno elaborato un documento d’impegno di dodici diritti, di cui sotto una sintesi

 


European Democracy Lab, TDEM, European Alternatives, The European Moment, Unsere Zeit, Ogólnoposlki Strajk Kobiet

1. diritto per le cittadine e i cittadini europei di scegliere democraticamente il loro governo rivedendo i Trattati, anche a partire da un gruppo di paesi che abbiano la volontà di procedere, e chiedendo la convocazione di un’assemblea costituente che possa proporre, al termine del percorso di revisione, l’instaurazione di una Repubblica federale europea;

2. diritto per le cittadine e i cittadini europei di associarsi liberamente, costituendo uno “statuto di associazione europea”;

3. diritto per le cittadine e i cittadini di beneficiare di una indennità di disoccupazione europea nella prospettiva di mettere in piedi un sistema sociale comune;

4. diritto delle future generazioni di vivere in un ambiente sano e preservato, ossia l’applicazione e il rafforzamento dell’accordo di Parigi sul clima, e politiche d’investimento per la ricerca e lo sviluppo delle energie rinnovabili;

5. diritto per i giovani europei di beneficiare del programma ErasmusPlus e in generale di programmi di formazione e di inclusione europei per contrastare la disoccupazione giovanile;

6. diritto di pagare le stesse tasse in tutta Europa: ottenere un’armonizzazione fiscale e lottare contro l’evasione e l’elusione fiscali da parte delle imprese, non solo europee, condizione imprescindibile oggi per poter difendere e ampliare i nostri sistemi di protezione sociale;

7. diritto di avere un’Europa che difenda e rafforzi le politiche pubbliche europee, raddoppiando entro il 2024 il bilancio dell’Ue (che rappresenta oggi meno dell’1 per cento del Pil complessivo degli stati membri). Promuovendo investimenti concreti che rafforzino la solidarietà europea. Per finanziare questa ambizione, occorrerà dotarsi di risorse proprie provenienti da tasse europee;

8. garantire i diritti civili, economici e sociali indipendentemente dal genere e dall’orientamento sessuale; difendere il diritto delle donne a disporre del loro corpo liberamente;

9. diritto di avere un’Unione europea che conduca una comune politica migratoria e di asilo, credibile, pragmatica, accogliente e umana, e che agisca sempre nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. È ineludibile la revisione dei regolamenti di Dublino e la creazione di un’agenzia europea delle migrazioni per finanziare in via diretta le collettività locali disposte ad accogliere i migranti e i richiedenti asilo;

10. diritto a una giustizia libera e indipendente, cominciando con l’attuazione di una Procura europea, i cui i poteri non debbono essere limitati alla criminalità finanziaria. È necessaria in particolare una futura Procura europea con prerogative analoghe a quelle della Procura Nazionale Antimafia italiana per perseguire efficacemente la criminalità organizzata;

11. diritto ad una stampa libera e indipendente, con l’adozione di provvedimenti utili a garantire la giusta remunerazione del lavoro di testate, giornalisti e autori rispetto alla riproduzione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali, e tutela efficace del pluralismo e dell’indipendenza dei mezzi d’informazione;

12. diritto alla cultura, con l’instaurazione di “parametri di Maastricht della cultura” per permettere un più largo accesso ai luoghi di diffusione e di condivisione del sapere (teatri, cinema, sale da concerto, biblioteche ecc.).


 

Per affermare questi diritti abbiamo bisogno che l’Europa diventi una Repubblica!

 A Ventotene, in occasione della Natalonga partirà l’iniziativa per una raccolta firme pan-europea per portare avanti questi diritti attraverso le procedure di democrazia partecipativa, chiamate “Iniziativa dei cittadini europei” (ICE) e grazie alle quali un milione di cittadini europei residenti in almeno sette paesi membri possono presentare alla Commissione e al Parlamento, proposte normative nell’ambito dell’applicazione dei trattati UE.

 

Se non saremo capaci di sognare un’Europa migliore, non costruiremo mai un’Europa migliore.Vaclav Havel

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Caso “Carola Rackete”: intervista al legale della Sea Watch

Una lunga intervista a Salvatore Tesoriero, avvocato che, con il team di legali dello studio Gamberini, difende l’ONG Sea Watch.

Lo abbiamo incontrato a Bologna per ragionare con lui del caso che ha coinvolto Carola Rackete, protagonista di un atto di disobbedienza civile nei confronti della politica dei porti chiusi del governo Italiano.

Dal salvataggio all’attesa di un porto sicuro, dalla decisione di sbarcare i migranti a Lampedusa all’arresto del Capitano Carola fino ad arrivare alla non convalida del GIP della richiesta di carcerazione.

“La forza del diritto contro il diritto preteso della forza” cerca di analizzare le ragioni giuridiche del caso di “Carola Rackete”, il capitano della Sea Watch che ha forzato il blocco imposto dalla politica dei porti chiusi di Matteo Salvini.

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L’ultima ora

Pierre Hoffman (L. Lafitte) è un supplente di italiano, che si trova a sostituire un collega che si è buttato dalla finestra della sua classe, sotto gli occhi dei suoi allievi. I 12 studenti della classe sono apparentemente imperturbabili, forse perchè tutti in fase di apprendimento precoce, con voti eccellenti e un’intelligenza superiore alla media? Non solo, Pierre si accorge subito di quanto siano un gruppo fortemente identitario, con un certa dose di altezzosità (per altro ricambiata) nei confronti degli studenti “normali” e dinamiche di comportamento omertose. Pierre scoprirà, inoltre, che fuori dalla scuola commettono giochi violenti tra loro, al limite dell’autolesionismo. E’ solo il disagio di un gruppo di adolescenti o c’è di più? Per Pierre diventa un’ossessione, mentre i suoi colleghi sembrano ciechi o distratti.

Sebastien Marnier firma la regia di un film inquietante, che progressivamente scivola nelle cadenze di un thriller, mentre tiene in controluce il tema ambientale, oggi così attuale (ma la pellicola è dello scorso anno), anche grazie alle mobilitazioni degli studenti in tutto il mondo. C’è una buona dose di suspence, forse qualche eccesso di passaggi metaforici e un finale parzialmente discutibile, ma a conti fatti la storia funziona.

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Ciao, Carla

“Alla donna che pur odiando i cartoni se li è visti tutti perché noi li amavamo, che si ostinava a voler vedere i film in lingua, che amava cantare l’opera anche se non particolarmente intonata e che riusciva a storpiare anche il nome più semplice; nonostante il femminile di Toro Seduto non ti sia a suo tempo piaciuto, sei stata un’incredibile capo tribù”.
Le tue nipoti
Carla Morra, nonna della famiglia Brignolo.
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La nuova squadra della Presidenza e del Consiglio Direttivo di Acmos!

Vi presentiamo i giovani che andranno a ricoprire le cariche della Presidenza e del Consiglio Direttivo di Acmos!
La squadra è pronta!

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