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    “La Repubblica d’Europa” è un libro-manifesto, edito da ADD, scritto da un collettivo di autori che ha scelto di firmarsi con un nome di fantasia, ISAGOR, perché in primo piano restasse l’idea e non l’identità. Ci è parso il minimo per ribadire l’urgenza di unirsi al fine di contribuire con forza alla... Read more »
  • Ciao, Tony
    È venuto improvvisamente a mancare Tony Tabbia, papà di Marco Tabbia. Un uomo pieno di energia e voglia di futuro, che tanto ci ha insegnato e ci lascia in eredità. Per stringerci attorno a tutta la famiglia, ecco i dettagli delle esequie: Rosario domenica 24 marzo, ore18.00 Parrocchia San Benedetto...... Read more »
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Ciao, Tony

È venuto improvvisamente a mancare Tony Tabbia, papà di Marco Tabbia. Un uomo pieno di energia e voglia di futuro, che tanto ci ha insegnato e ci lascia in eredità.

Per stringerci attorno a tutta la famiglia, ecco i dettagli delle esequie:

Rosario domenica 24 marzo, ore18.00 Parrocchia San Benedetto a TORINO, via Delleani 24

Funerali lunedì 25 marzo, ore 10.30 Parrocchia di Barge (CN)

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#FridayForFuture: la manifestazione di Torino

Il 15 marzo in tutto il mondo milioni di persone hanno aderito allo sciopero globale per il clima al grido “Non abbiamo un pianeta B” Torino Climate Save si è unita alla protesta di Fridays for Future per portare il problema del cambiamento climatico in piazza. FridaysForFuture è il movimento, nato dai giovani in Europa e diffuso in tutto il mondo, che ha preso ispirazione dagli scioperi della sedicenne svedese Greta Thunberg, per attirare l’attenzione dei leader mondiali sulla grave emergenza climatica. Noi eravamo in piazza a Torino con oltre trentamila persone, seguendo il messaggio di Greta Thunberg.

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Performing Media Lab: un luogo di arte, cultura ed incontro

Un’ex officina confiscata al titolare perché condannato per usura ed estorsione diventa ora un hub di arte e cultura.

Il Performing Media Lab, nella periferia Nord di Torino, cambia volto ma non l’obiettivo per cui è nato: restituire un luogo un tempo teatro di illegalità, attraverso la bellezza, la cultura ed il coinvolgimento del territorio.

Venerdì 8 marzo, lo spazio è statao inaugurato presentando on Just/Art, una mostra di Libera Internazionale.

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Al PermormingMediaLab la mostra temporanea Just/Art

Uno spazio in periferia dedicato all’arte. Non un luogo qualunque, ma un bene confiscato restituito alla collettività grazie alla legge 109/96. Un’ex officina confiscata al titolare perché condannato per usura ed estorsione. Il Performing Media Lab in via Salgari a Torino, inaugurato nel 2008, cambia volto, ma non il fine per cui è nato: restituire un luogo un tempo teatro di illegalità, attraverso la bellezza, la cultura ed il coinvolgimento del territorio. Il nuovo corso di questo luogo punterà sull’arte, per diventare uno spazio espositivo ed un laboratorio artistico permanente.

 

Primo atto di questo cambiamento andrà “in scena” con Just/Art: una selezione di fotografie, video e fumetti dedicati a temi quali le mafie, l’etica del lavoro e le migrazioni.

 

Una mostra che racconta, attraverso diversi linguaggi, problemi dei nostri tempi: dalla corruzione politica in Bosnia ed Erzegovina agli scioperi parigini fino a toccare il tema dell’immigrazione nel Mezzogiorno.

Il Performing Media Lab inaugurerà la mostra venerdì 8 Marzo alle 18.30, con la partecipazione di Marco Giusta, assessore alle Politiche Giovanili della Città di Torino e Carlotta Salerno, presidente della Circoscrizione 6. A seguire un aperitivo con i prodotti di Libera Terra.

 

LA MOSTRA

Just/Art Torino propone una selezione dalla collezione di opere di giovani artisti, provenienti da Italia, Francia, Bosnia ed Erzegovina realizzate nell’ambito del progetto Artists@Work. Creativity for Justice and Fairness in Europe, promosso dalla Fondazione Unipolis, in collaborazione con Cinemovel Foundation, Libera. Associazioni, nomi, numeri contro le mafie, Ateliers Varan e Tuzlanska Amica, e cofinanziato dal programma europeo Creative Europe

(www.artists-work.eu/).

Orari di apertura al pubblico

Venerdì 8 Marzo

h 18.30  inaugurazione del PML e saluti istituzionali

h 19.00 a seguire  aperitivo con prodotti di Libera Terra

Sabato 9 Marzo

H 15.00   apertura della mostra al pubblico

H 21.00  intervento del gruppo teatrale di Acmos: letture tratte dal romanzo “Le pareti della solitudine” di Tahar Ben Jelloun

Domenica 10 Marzo

H 11.00  apertura della mostra al pubblico

H 14.30 a seguire  incontro tra pubblico e artisti. Saranno con noi: Manuel Masini, Eleonora Bechis, Sara FilippiPlotegher, Laura De Prato e Silvia De Luca.

Per le due settimane successive, dall’11 al 22 Marzo, la mostra sarà visitabile su prenotazione per le classi delle scuole che si dichiareranno interessate alla proposta educativa.

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La Repubblica d’Europa, presentazione a Milano presso la sede del Parlamento europeo

Se ci si crede, se la si vuole, se ci si scommette l’alternativa c’è. Si chiama Repubblica d’Europa. Il 28 febbraio 2019 abbiamo presentato presso la sede del Parlamento Europeo di Milano “La Repubblica d’Europa”, il libro di ISAGOR scritto da un consorzio di autori. Introduce e modera il giornalista Lorenzo Frigerio. Saluto di Bruno Marasà, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo.

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Dar Al Hikma: un’assemblea per capire il futuro del centro

Di Carlotta Bartolucci

Pareti dai colori dorati e luminosi, lampade arabescate e maioliche sono ciò che colpiscono per primo l’occhio degli avventori del Centro culturale italo-arabo Dar Al Hikma di via Fiocchetto. Ma a colpire non è solo il gusto con il quale questo luogo, dato in concessione dal Comune di Torino nel 1998 all’associazione DarAlHikma, è stato
arredato e ristrutturato: risalta ancora di più la quantità e la poliedricità dei servizi offerti negli anni e lo spirito di apertura che questo luogo, guidato dallo scrittore e giornalista italiano di origini irachene Younis Tawfik, ha sempre mostrato.

Tuttavia il Centro sta attraversando un periodo di difficoltà negli ultimi anni: sia da un punto di vista economico, sia, recentemente, da un punto di vista politico.
La proposta di interrompere la concessione di gestione all’associazione dopo la sua scadenza (avvenuta a fine 2018) e di indire un bando ha destato infatti grande preoccupazione nell’associazione, oltre a sollevare un grande dibattito in aula e tra i cittadini – i quali hanno anche raccolto oltre mille firme in 24 ore in una petizione lanciata su Change.Org.
E’ proprio al fine di confrontarsi sul tema che giovedì 28 l’associazione ha convocato un’assemblea cittadina, la quale ha visto riunirsi nella sala polifunzionale un pubblico variegato e significativo a sostegno.

L’associazione DarAlHikma, infatti, nasce nel 1985 come associazione laica con l’obiettivo di far dialogare la cultura araba e italiana, l’islamismo e il cristianesimo. Pertanto, da quando ha avuto ufficialmente in gestione il centro, ha creato nella struttura un ristorante di cucina araba, un hammam, delle docce pubbliche, un servizio di caffetteria orientale, una biblioteca, una sala polifunzionale; ha dato avvio ad attività come corsi di lingua araba, scuole per facilitare i bambini a mantenere il rapporto con la propria cultura, mostre artistiche; ha sempre messo a disposizione gratuitamente le proprie sale per tutte le associazioni, organizzazioni no-profit o enti istituzionali bisognosi di un luogo in cui riunirsi.

Ciò che ha recentemente amareggiato maggiormente l’associazione è la mozione presentata dalla vice presidente del Consiglio Comunale Viviana Ferrero e dal consigliere Fabio Gosseto, che hanno chiesto all’Amministrazione di non rinnovare automaticamente la concessione, bensì di affidare il Centro tramite bando. Le motivazioni di tale volontà politica, come dichiarate e riportate da Tawfik, sono quelle di voler ampliare la possibilità di partecipare a tale bando e favorire quindi l’integrazione e l’aggregazione di più enti e associazioni. Ma sono state contestate anche le attività svolte e la qualità del ristorante (unicamente sulla base di alcune recensioni di TripAdvisor, fa notare il presidente Tawfik).
La vicenda ha destato grandi preoccupazioni: se l’associazione non potesse continuare nella gestione non avrebbe più un luogo dove operare e soprattutto non potrebbe più usufruire dello spazio per il quale ha investito tanti fondi propri (e per il quale paga ancora un debito). Inoltre, sottolinea, con il bando si aprirebbe un precedente, che impedirebbe qualsiasi tipo di continuità nella progettualità della gestione.

Nel corso dell’assemblea, alla quale hanno partecipato rappresentanti delle Moschee di Torino, varie autorità e cittadini del quartiere e simpatizzanti, si sono alzate diverse voci a sostegno e conferma della qualità di questo luogo.
Tutti hanno infatti ribadito come il Centro Dar Al Hikma sia divenuto ormai un punto di riferimento per nativi e stranieri, quanto la sua presenza abbia rivalorizzato il quartiere di Porta Palazzo e come abbia effettivamente
favorito l’incontro e la contaminazione tra le due culture in questo ultimo ventennio. In sala anche il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, che si è espresso fortemente a sostegno.

Anche all’interno del Consiglio comunale ci sono state voci discordanti: il segretario del Pd di Torino Mimmo Carretta, affiancato dalla consigliera Maria Grazia Grippo, si è opposto alla mozione – anche lanciando l’hastag #giulemanidaDaralHikma. Il presidente della Commissione Bilancio Marco Chessa ha infine deciso di richiedere delle audizioni prima di mandare in aula l’atto, dalle quali pare essere emerso un possibile accordo di conciliazione volto al mantenimento della gestione da parte dell’associazione a specifiche condizioni scritte. Questa vicenda, sebbene ancora aperta, ha dunque probabilità di volgersi al meglio. Younis Tawfik afferma infatti: “L’accordo a voce c’è stato, ora attendiamo qualcosa di scritto”.

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Sovrani del nostro destino. Evento di metà Campagna

Siamo sovrani del nostro destino? Come possiamo governare logiche e meccanismi che regolano la nostra quotidianità, senza rimanerne inesorabilmente schiacciati? Vogliamo essere protagonisti della storia, dei cambiamenti e non semplici spettatori. È una sfida semplice? Tutt’altro e per questo dobbiamo dotarci di strumenti per vincerla…

Ecco il video dell’evento di metà campagna per la cittadinanza.

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La repubblica d’Europa

E se in poco più di un decennio l’Europa scivolasse in una deriva xenofoba, sovranista, violenta, negando i diritti e le conquiste sociali che ha rappresentato per 70 anni? E’ questo l’incipit orwelliano, ma non troppo (avete visto i sondaggi sul voto per le europee del prossimo maggio?), con il quale comincia il libro “La repubblica d’Europa”, dove in un futuro non troppo lontano si immagina un incubo totalitario per il nostro continente, in cui il pensiero perverso di Anders Breivik (l’autore della strage di Utoya nel 2011, che viene puntualmente ricostruita nelle pagine successive) è diventato il credo dominante e capace di orientare le scelte politiche.

Fatta questa premessa, il libro, firmato dal collettivo Isagor (acronimo di gramsciana memoria che sta per “istruitevi, agitatevi, organizzatevi”) lancia un possibile antidoto per il quale mobilitarsi: la realizzazione della Repubblica d’Europa. Una repubblica unita, democratica, laica e pluralista, capace di ricucire e non dividere, costruire ponti e non alzare nuovi muri, scommettere sulla convivenza e non soffiare sulla paura. Perchè solo il continente europeo potrebbe essere quello spazio pubblico, per forza economica, politica e demografica, capace di affrontare le sfide dell’oggi, siano esse relative ai flussi migratori, alle questioni ambientali e del clima, alla giustizia sociale e al mercato economico globale. Non è un caso che nella seconda parte del libro, si declinino alcune delle questioni attuali, ritenute cruciali e al tempo stesso a rischio di involuzione antidemocratica: il mondo del lavoro e la sua dimensione di precarietà e gli aspetti ancora presenti di sfruttamento; il tema dell’informazione libera e della sua rischiosa difesa (non a caso si citano Jan Kuciak e Daphne Carruana Galizia); la questione della legalità e delle mafie, ormai sempre più transnazionali; il tema del pluralismo religioso e delle sue varie sfaccettature nella quotidianità. La repubblica d’Europa rappresenta l’orizzonte per governare questo tempo e le sue complessità, avendo il coraggio di stare insieme e fidarci, rifuggendo dalle tentazioni nazionaliste, violente, individualiste.

La firma del libro, Isagor, racchiude un collettivo di autori: i giornalisti Luca Mariani e Leonardo Palmisano, la giurista Anna Mastromarino, il presidente della Fondazione Benvenuti in Italia Davide Mattiello, Francesca Rispoli dell’ufficio di presidenza di Libera, il sociologo Marco Omizzolo, Mariachiara Giorda e Sara Hejazi che si occupano a livello universitario di storia delle religioni e antropologia.

Da ieri in libreria, per Add Editore.

Buona lettura! 

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Domani è un altro giorno

Giuliano (M. Giallini) e Tommaso (V. Mastandrea) sono amici da una vita, anche se molto diversi. Quando il primo sceglie di non proseguire nelle terapie contro il cancro che lo affligge, il secondo, che vive in Canada, torna a Roma per andare a trovarlo. Per quattro giorni, saranno quasi sempre loro due, spesso in compagnia di Pato, un cagnone dall’aria tenera. Tommaso vorrebbe convincere Giuliano a cambiare idea, ma forse non è poi così sicuro nemmeno lui. Tra rievocazione del passato e momenti spesi ad assaporare il presente, tra malinconia e risate, i due amici si faranno forza vicendevolmente. Già perchè c’è la sofferenza di chi sa che morirà e però anche quella di chi si prepara a vivere il lutto, ma in mezzo, ancora per un po’, c’è la vita.

Remake del film spagnolo “Truman, un vero amico è per sempre”, del 2015, pluripremiato ai Goya spagnoli, la pellicola di Simone Spada è riuscita almeno quanto l’originale, solo ambientata in Italia. Funziona perchè dosa con intelligenza ingredienti contrastanti, facendoci sorridere e commuovere (citiamo solo la scena delle onoranze funebri e l’incontro tra Giuliano e il figlio ventenne). Bella prova dei due interpreti, soprattutto di Giallini.

Il titolo, più che a “Via col vento”, rimanda all’omonima canzone, che chiude il film.

Non perdetelo!

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Panchine rosse contro la violenza di genere – Chieri

Panchine Rosse” nasce nel 2014 dalla consapevolezza che, per affrontare il problema della violenza sulle donne, è necessario affiancare a strumenti di contrasto e prevenzione un’opera di sensibilizzazione della cittadinanza, a partire dai più giovani. Il progetto prevede il coinvolgimento degli studenti in un percorso educativo volto a riflettere sul tema, che abbia come risultato l’ideazione del concept a partire dal quale un artista del territorio realizzerà le panchine. L’iniziativa ha inizialmente coinvolto alcune scuole della Circoscrizione 6 di Torino e ha portato alla realizzazione di 10 panchine rosse all’interno del quartiere di Barriera di Milano, e successivamente è stata adottata da altre scuole per tutto il territorio Piemontese. Grazie al contributo della Città di Chieri a partire da novembre 2018 il progetto approda alle scuole medie Oscar Levi e Quarini di Chieri, dove due classi hanno preso parte al percorso educativo che ha portato all’ideazione dei contenuti che Emanuele Mannisi, in arte Orma il Viandante, ha rielaborato e trasposto su due panchine poste nei pressi delle scuole. Le panchine rosse sono state inaugurate il 21 di febbraio alla presenza delle classi, del Sindaco e dell’Assessorato alle Pari Opportunità.

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La paranza dei bambini

Nicola (F. Di Napoli) ha quindici anni e vive a Napoli con la madre che ha una tintoria e il fratellino. Con un gruppo di coetanei sogna una vita diversa, un’evasione dalla quotidianità abbastanza misera. Per realizzare i suoi obiettivi, insieme agli altri, il richiamo della Camorra è irresistibile: si comincia spacciando fumo davanti all’università, ma il passo verso le armi e la violenza è breve e senza ritorno. L’ubriacatura facile e rapida, di una vita al massimo (gli abiti firmati, i soldi, la cocaina, le serate in discoteca), è solo la premessa di una strada che corre a velocità sostenuta verso un vicolo cieco.

Claudio Giovannesi porta sul grande schermo l’omonimo romanzo di Roberto Saviano (che partecipa alla sceneggiatura). E’ un film che farà discutere, per l’ennesima rappresentazione senza speranza della società napoletana, dove sangue chiama sangue e non importa se sei minorenne, anzi, forse è solo peggio. C’è da chiedersi, nella realtà, dove abbiamo sbagliato, nell’educazione, nella scuola e nella famiglia (non è un caso che nella storia non ci sia una figura adulta, se non quelle legate a ‘O Sistema). Non è nelle intenzioni del regista giudicare, ma soltanto raccontare una storia possibile. Cast di ragazzi dal talento naturale, in primis il protagonista, affiancato in piccole parti da Aniello Arena e Renato Carpentieri.

Giovannesi sa cogliere con efficacia l’emblematica contraddizione della vicenda: ragazzini cresciuti troppo in fretta e capaci di premere un grilletto, almeno in apparenza, ma anche cani sciolti che non possono essere imbrigliati, desiderosi di essere capiti, amati, sognati (avrebbe detto Danilo Dolci).

In concorso alla 69sima edizione del Festival di Berlino.

 

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Disuguaglianze e povertà: l’accesso alle risorse è un diritto?

Si potrebbe a lungo disquisire su quale sia il senso più profondo del termine povertà. Perché si è poveri? Poveri di cosa? Potremmo spendere molto tempo nel trovare una definizione a queste domande, ma ci sono dei dati reali che ci dovrebbero far muovere, e anche velocemente, per dare come diritto ciò che molto spesso viene frainteso per merito. In Italia sono più di 5 milioni e 58 mila gli indigenti assoluti certificati dall’Istat.

 

I loro diritti molto spesso prendono la forma del favore, della gentilezza o della carità, quasi come se fosse una colpa dell’individuo essersi ritrovato in quella situazione di povertà assoluta. Se pensiamo alle numerose forme di ribellione e di rivolta nella storia portate avanti dal popolo contro chi deteneva il potere, molto spesso il motivo scatenante era proprio l’accesso al cibo.

 

Ma perché oggi, che la difficoltà di accedere a questo diritto è molto predominante, non esistono forme di ribellione e spinte verso il cambiamento? La progressiva rimozione del conflitto è infatti favorita da un dibattito politico, pubblico e scientifico improntato a una generale benevolenza. Alcune forme di resistenza e organizzazione però esistono e cercano di smuovere su più livelli, da quello politico a quello sociale, le coscienze di ogni individuo.

 

La Via Campesina è un movimento internazionale nato nel 1993, e riunisce milioni di contadini con aziende di piccole e medie dimensioni, ma anche persone senza terra, donne contadine, indigeni, migranti e lavoratori agricoli di tutto il mondo. Difende la piccola agricoltura davvero sostenibile e promuove con essa la giustizia sociale e la dignità. Ecco perché abbiamo voluto invitare Fabrizio Garbarino, presidente di ARI (Associazione Rurale Italiana) che aderisce e partecipa alla Via Campesina e Sandro Busso, ricercatore e sociologo del Dipartimento di Culture, Politica e Società di UniTo. Si vuole dialogare e confrontarci con chi, di questi temi, ne ha fatto delle battaglie sociali e degli sforzi personali.

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Arte e musica per conoscere il popolo curdo

 

Chi sono i curdi?

Cosa sappiamo di questo popolo che rivendica un’identità culturale unica, pur variegata, attraverso i confini di Siria, Iran, Iraq e Turchia?

Come suonano i racconti della loro lingua? Le note della loro musica? Le parole della loro tradizione letteraria?

Dall’11 al 13 aprile, a Torino, tre giorni di concerti, proiezioni cinematografiche, mostre, chiacchierate letterarie.

Per raccontare come il popolo curdo ha cercato di resistere coltivando la propria lingua, la propria musica, la propria arte.

L’iniziativa è promossa da ACMOS, Retròscena e Chalak Events.

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